La maledizione dell’Altletico e quei gol che non arrivano più. La realtà di Simeone si sta sgretolando?

Pubblicato il autore: francesca la fata Segui

Risultati immagini per saul atletico madridLa frustrazione negli occhi. Di Simeone, di Saul, di Griezmann. La frustrazione di una tigre in gabbia, la gabbia dell’astinenza: zero gol nelle ultime 3 partite, a secco in 5 delle ultime 7 partite di Liga, più di 700 minuti senza centrare la porta per la sua bandiera, Griezmann. L’Atletico di Madrid non ha sincronizzazione, non ha unità, l’organizzazione e lo spirito di gruppo di uno dei cicli più esaltanti degli ultimi decenni sembra sfumare sul campo del Calderon come il suo stadio stesso che dall’anno prossimo diventerà un parco pubblico.

ATM-LPA – È Saul che al 59esimo rilancia la scintilla che così disperatamente la squadra cercava, la carica, il fuoco, mandando un messaggio a tutta la gente intorno alla società che si sta chiedendo cosa stia succedendo. Basta questo gol a smantellare il macinio che i giocatori in maglia bianco-rossa si portano visibilmente sulle spalle?

L’atletico contro il Las Palmas fino alla fine del primo tempo conferma uno dei periodo più neri mai vissuti. Nervosismo, impotenza, la squadra di Madrid sembra intrappolata tra la propria paura. I continui cambi di fronte hanno stemperato l’aggressività iniziale della squadra madrilena, che ha dato vita a una seria di fraintendimenti e scollature mai viste per una delle realtà calcistiche più coese e infallibili. Ma l’infallibilità della vittoria si sta trasformando da qualche partita a questa parte in infattibilità di far entrare la palla in porta. Troppe le occasioni sprecate, i pali clamorosi e le azioni promettenti concluse non come l’Atletico ci aveva abituati. Sembra una maledizione, che minuto dopo minuto spinge i giocatori a reagire chi con nervosismo incontrollato, chi con imprecisione destabilizzante, chi con inusuale rassegnazione.

La vittoria serve, per tornare a -1 dalla quarta in classifica ma soprattutto per risollevare un umore che sta pian piano crollando e destabilizzando l’intera società. Si parla tanto di Simeone e del suo futuro quando ciò che preoccupa di più il Cholo è il presente della sua creazione. Una creazione pregevole, che anno dopo anno è cresciuta portando sui campi della Liga e d’Europa un calcio aggressivo, puntuale e micidiale, oltre che bello da vedere e divertente da tifare. Una squadra che però ad oggi sembra quasi aver dato tutto e non saper più come risollevare una situazione che pare drammatica. Dopo aver sfiorato la vittoria nella finale di Champions il 28 maggio a San Siro contro il Real Madrid e aver perso la prestigiosa coppa ai rigori, lo squadrone di Gabi non ha trovato in questa stagione la scintilla.

Al 98esimo sono 769 i minuti di astinenza per il francese Griezmann, che nonostante un impegno continuo (11 km corsi durante la partita) continua a non trovare il gol, che tanto si sta trasformando in un’ossessione. Simeone chiede ai suoi di alzarsi, sono gli ultimi minuti di un match contro un Las Palmas agguerrito, ostico, che con intensità e agonismo ha messo a dura prova i colchoneros. L’atletico resiste, ci mette passione, gli ultimi minuti sono di lotta pura per rimanere aggrappati a quell’uno a zero che serve come aria.

94esimo: il Vincent Calderon si sgola. L’atletico Madrid riparte, ed è una speranza di tutti.

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