Barcellona, Ronaldinho torna come ambasciatore e si ritira dal calcio

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

È arrivata ieri, un po’ a sorpresa, la notizia su Twitter da parte del Barcellona che annunciava il ritorno di Ronaldinho. Il campione brasiliano sarà ambasciatore per il club blaugrana, si occuperà di promuovere il marchio dei catalani nel mondo. Di conseguenza quindi, si tratta del ritiro dal calcio giocato per Il Gaucho, uno dei giocatori più devastanti del passato decennio. Per gli appassionati di calcio ieri insomma si è trattato di una giornataccia: nel giro di poche ore si sono succeduti gli addii al prato verde di Lampard e Ronaldinho, due che hanno regalato gol, giocate ed emozioni non solo ai propri tifosi, ma a chiunque si appassioni di calcio.

Il brasiliano firma il suo primo contratto da professionista con il Gremio nel 1997, aggregato nella squadra B l’anno dopo passa in prima squadra e comincia a mostrare il suo valore. In 4 stagioni colleziona 44 presenze in campionato e 21 reti e si fanno maturi i tempi per un trasferimento in Europa. È stata forse la prima stella del PSG, prima che arrivassero gli sceicchi e i vari Ibra, Lavezzi, Pastore ecc. Ronaldinho all’ombra della Tour Eiffel regala lampi di genio e dimostra di essere senza dubbio il migliore della squadra della capitale che però non centra nessun obiettivo ed è costretta a lasciarlo partire.

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Il Barcellona batte la concorrenza dello United e per 30 milioni di euro porta al Camp Nou il fenomeno che ha fatto innamorare tanti ragazzini del calcio. In Spagna Dinho in cinque stagioni scrive le pagine migliori della sua carriera. Il primo anno vale “soltanto” un secondo posto nella Liga, ma è nella stagione successiva che arriva la consacrazione. Scudetto sigillato con la vittoria al Bernabeu per 3 a 0 con doppietta di Eto’o, ma è il terzo gol che entra di diritto tra le reti più belle della storia del campionato spagnolo: Ronaldinho riceve palla a metà campo e si invola verso la porta avversaria, salta prima Sergio Ramos e poi Helguera (non i primi arrivati) e di destro trafigge Casillas. Al momento della sostituzione tutti gli spettatori si alzano in piedi e tributano una standing ovation al fantasista. L’anno dopo arriva anche la Champions in finale contro l’Arsenal proprio al Parco dei Pricipi, teatro del suo esordio in Europa. Ronaldinho incanta la Spagna e l’Europa, colleziona trofei personali (due Fifa World Player e un Pallone d’oro) e con il Barça, nel 2006 segna contro il Villareal in casa il suo 50esimo gol nella Liga, non contento realizza la sua doppietta con stop di petto e rovesciata. La stagione successiva è l’ultima in maglia blaugrana, segnata da infortuni e un rapporto non idilliaco con Guardiola, ad agosto 2008 sbarca a Milano, sponda rossonera. Non è più quello del Barça, ma comunque in due anni e mezzo qualche lampo lo regala, forse il più bello è il gol vittoria di testa nel derby contro l’Inter di Mourinho. In questi ultimi anni esperienze fugaci in Brasile e Messico, fino all’annuncio di ieri, noi non possiamo fare altro che ringraziare il “funambolo coi dentoni”, Obrigado Dinho.

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