Il Real ne fa 3 all’Alavés, ma le prossime 8 fan paura sul serio

Pubblicato il autore: francesca la fata Segui

STADIO SANTIAGO BERNABEU, 16:15. Serviva una vittoria al Bernabeu oggi, e le motivazioni erano molteplici e di una certa importanza: una vittoria per mettere pressione al Barcellona secondo che stava a meno due e che giocherà questa sera alle 20:45 in casa del Granada, per continuare la serie positiva (più che positiva) dei blancos in casa, dove sono stati gli unici a trionfare con 11 vittorie e 3 pareggi, una vittoria per dare avvio nel migliore dei modi a quello che è il mese che può segnare la Liga, e il futuro prossimo del Real Madrid stesso. 20 giorni per giocarsi tutto, e gli avversari per Zidane sono da capogiro: Leganes, Atletico Madrid, due sfide contro il Bayern intervallate dall’incontro con lo Sporting Gijón, il Clasico con il Barcellona il 23 aprile, il Deportivo ed infine il Valencia a fine mese.
L’Alavés si configurava oggi come solo la prima delle ostiche sfide che i blancos sono chiamati ad affrontare, e la squadra di casa ha risposto presente, anche se non tutto è stato così facile.Il Real parte con Casilla in porta a sostituire Navas, un po’ per il tardo rientro di quest’ultimo dalla nazionale, un po’ per volontà di preservare il portiere ufficiale della squadra da un pubblico che ultimamente gli si sta dimostrando decisamente avverso, causa le ultime prestazioni non certo di ottimo livello. Manca anche Ramos, tenuto a riposo, Casemiro squalificato e Marcelo, non manca là davanti la BBC, anche se non in una forma ottimale. Bale è poco presente, Ronaldo lo è a sprazzi, Benzema dimostra che è in grado di far fronte alle critiche sempre più aspre del pubblico che lo vorrebbero veder sostituito da Alvaro Morata, e segna il goal dell’1-0 che sblocca il risultato, non senza polemiche: la posizione iniziale del francese è infatti irregolare.

LE PREMESSE. La sfida con l’Alavés non poteva e non doveva basarsi sulla posizione di questa, che dista 25 lunghezze dal Real. Il potenziale della squadra si è infatti dimostrato decisamente importante in quelle sfide con le grandi, che esaltano le qualità di una rosa che sa difendere ma che ha anche dalla sua la velocità e l’ottima ripartenza. L’Alavés ha ottenuto 5 punti contro le prime 4 della classifica, con la vittorio sul Barca e i due pareggi con Atletico e Siviglia, ma non solo: nelle ultime 6 partite le due squadre hanno ottenuto gli stessi punti, segno di robustezza e capacità.

ASSENTI. Non solo assenze nella squadra di casa ma anche per gli ospiti: nell’Alavés non gioca Marcos Llorente, escluso a causa della “clausola del miedo” o della paura, la quale può impedire ad un giocatore in prestito ad una squadra di giocare nel match diretto contro la squadra dalla quale il prestito proviene (nel caso di Llorente proprio il Real).

IL MATCH. Oggi dunque si ripartiva dal 4-1 per i blancos, nel match che aveva visto la tripletta di Ronaldo ma anche il suo errore dal dischetto sul 2-1, e si ripartiva dopo una pausa nazionale che per CR7 risulta essere solitamente decisamente positiva: le statistiche dicono 21 goal nelle ultime 10 partite post nazionale.
Il Bernabeu come sempre mette del suo nelle coreografie per regalare il proprio saluto a Juanito Gomez, ex bandiera del madridismo scomparso il 2 aprile di 25 anni fa in un incidente d’auto. Per lui, un enorme 7 stanzia sulle tribune.
Il match si caratterizza per una situazione molto vicina alla parità, se non per il risultato sul tabellone: sono 3 – 3 i corner, così come 10 contro 8 per il Real le conclusioni in porta (prima delle due nel finale di Isco e Nacho che hanno chiuso la partita), nella prima mezz’ora sono 33 contro 30 (per il Real) i palloni persi, segno di un match che è stato sporcato da molti errori, soprattutto da parte di Luka Modric.
Il primo tempo si gioca più nella metà campo del Real, tranne che per sprazzi positivi dei blancos quali la punizione dal limite di Bale, il tiro di Isco a giro poco sopra la traversa, e naturalmente di goal di Benzema al 32esimo, la cui posizione di partenza era però irregolare.
Nella ripresa è l’Alavés a sorprendere, andando più volte vicino al pareggio, causa una difesa madridista poco organizzata e un Real in generale rientrato in campo più disorientato rispetto al primo tempo. Ma dura poco. All’85esimo su assist di Ronaldo è il goal di Isco, che fa così 7 in campionato, a chiudere i discorsi, chiusura ribadita pochi minuti dopo dal goal di testa di Nacho che ribatte una traversa colpita da Bale su punizione.

3-0 e più 5 momentaneo sul Barcellona, che stasera affronta il Granada e dovrà fare a meno di Messi, fuori a causa della quinta ammonizione. A tenere in piedi i blugrana ci penserà probabilmente  il solito Neymar, a caccia stasera del suo centesimo goal in maglia blaugrana.

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