Ibrahimovic si arrende alla Torre Eiffel. Stavolta ha osato troppo

Pubblicato il autore: Edoardo Peretti Segui

hibrahimovic
Si conclude (forse) con un divertente scambio di battute via Twitter l’ultima polemica con protagonista Zlatan Ibrahimovic, il quale, con la sua tipica ironia diretta che nasconde la sua ancor più tipica accentuata sicurezza di sé, aveva scelto come bersaglio nientemeno che il simbolo di Parigi: la Torre Eiffel.  Qualche giorno fa infatti, per far intendere che la sua permanenza al Psg l’anno prossimo è difficile, aveva dichiarato che la prossima stagione rimarrà solo se la Torre Eiffel verrà sostituita da una sua statua.

La brillante e allo stesso tempo presuntuosa affermazione non era stata particolarmente apprezzata dal pubblico parigino, già un po’ infastidito da altre recenti dichiarazioni del fuoriclasse svedese, secondo le quali il Psg è stato inventato dagli sceicchi e dai loro soldi. Si sa che i francesi sono orgogliosi, e i parigini forse ancor di più; la loro gratitudine calcistica non è abbastanza grande da mettere in secondo piano riferimenti e battute contro la loro storia e i loro simboli. Se dette poi da un giocatore in procinto di volare verso altri lidi, i malumori e i mal di pancia non possono che aumentare. Mettiamo anche che coloro che sono tanto orgogliosi di solito non apprezzano particolarmente chi è ancor più orgoglioso di loro: e Ibra, si sa, tra le sue mille qualità non ha certo l’umiltà.

A calmare gli animi è intervenuta, dando alla storia quel tocco di umorismo e di surrealismo sufficienti a smorzare – per il momento – gli animi, la stessa Torre Eiffel, attraverso il suo profilo Twitter: Amo il tuo umorismo Ibra e la vista di Parigi è così bella da qui…ma la torre sono io! ha twittato oggi il monumento, scendendo per un momento dall’iperuranio della Storia per occuparsi delle contingenze umane e calcistiche. La Torre ha poi rilanciato sfidando lo sfrontato calciatore in occasione della “Vertical Tour Eifel”, manifestazione che consiste nel salire di corsa i 1665 scalini che portano in cima.

Ibrahimovic si è probabilmente reso conto di averla sparata un po’ grossa paragonandosi al simbolo della città, e ha voluto mettere le cose a posto – allo stesso tempo però cercando di avere l’ultima parola – con un tweet di risposta, in cui afferma che Grazie per la risposta, Torre Eiffel, sono d’accordo con te. Parigi da qui sembra bellissima ed io ti amo troppo”. Piccolo (notare che ha scritto where WE stand) passo indietro dell’attaccante e pace fatta (o forse meglio: guerra rinviata.) con i tifosi e i cittadini parigini. Certo, ci è voluta nientemeno che la Torre Eiffel per far dire al fuoriclasse svedese cose che assomigliano, vagamente, a delle scuse e ai dei ripensamenti.

Probabilmente però neanche la torre può riuscire nell’impresa di far rimanere anche l’anno prossimo Ibra a Parigi: il contratto termina alla fine di questa stagione e il giocatore svedese potrebbe essere l’ennesimo ritorno nobile del Milan degli ultimi anni, approdare in Premier (Londra sponda Chelsea) o entrare nel club dei grandi giocatori che svernano in Cina o nella MSL nordamericana.

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