Mancini su Balotelli: “Può fare venti gol, ma le sue esultanze…”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Balotelli-Mancini

Balotelli è stato lui a lanciarlo in serie A a soli 17 anni, Roberto Mancini tesse pubblicamente le lodi di SuperMario, queste le parole all’Equipe l’ex allenatore dell’Inter :”Balotelli è fantastico – racconta Mancini –, come giocatore e come ragazzo. Nel bene e nel male. Si tratta di un giocatore speciale per me, per tutto quello che ha fatto sul campo, e anche fuori. Io lo rispetto molto. Spero che capisca di avere la possibilità di diventare un giocatore di altissimo livello”.  Mancini fissa gli obiettivi stagionali per Balotelli:“Deve fare almeno 20 gol quest’anno – continua il Mancio -, ma deve smettere di esultare togliendosi la maglia. Per lui un gol deve essere la normalità”. Il tecnico racconta gli inizi con il giovanissimo Balotelli: “L’ho fatto giocare all’Inter quando aveva 17 anni. Io ho esordito in Serie A a 16 anni, e mi piace far giocare i giovani. Mario si è imbattuto in un allenatore che ha il coraggio di far giocare i giovani, ma chiunque avrebbe visto le sue qualità, giocava con sangue freddo. Era impressionante, ero certo che sarebbe diventato un fuoriclasse”. Mancini parla anche degli albori della carriera di Balotelli:”Nella stagione del debutto (2007-08) era eccellente in allenamento e in partita, piaceva a tutti all’Inter – aggiunge Mancini -. Quando si fece male Ibrahimovic nella seconda parte della stagione, utilizzai spesso Balotelli e divenne importante. Giocò titolare all’ultima contro il Parma e divenne campione d’Italia al primo anno. Non ha retto la pressione a 17 anni. E’ un bravo ragazzo, impossibile non volergli bene. Mi dispiace che abbia perso del tempo, con le sue qualità avrebbe dovuto fare meglio. Se capisce che il Nizza gli ha dato una grande opportunità.” Quando gli chiedono su chi sia il più forte tra Balotelli ed Adriano Mancini non ha dubbi:”La carriera va via veloce, deve solo pensare a lavorare”. Mancini paragona Balotelli a un altro talento sprecato nel calcio: “Mi ricordo Adriano, l’ho allenato all’Inter e poteva diventare una stella, ma si è perso. Chi il più forte? Balotelli. Adriano usava a suo vantaggio l’incredibile forza fisica, ma Mario ha qualità tecniche che Adriano non aveva”.

Balotelli-Mancini, il rapporto al Manchester City

Mancini parla anche del periodo di Balotelli al Manchester City:“Quando andai al City dissi ai dirigenti di acquistarlo. Si doveva adattare a un nuovo calcio e in tanti lo provocavano: i tabloid adoravano Mario. Gli parlavo e ascoltava, ma qualche volta le parole gli entravano da una parte e uscivano dall’altra. Mi faceva sorridere perchè è un bravo ragazzo. Speravo sempre che stesse apposto il giorno della partita – confessa il Mancio -, non ero uno psicologo, ma più una sorta di fratello maggiore. Anche se ha l’età dei miei figli, non è un rapporto padre-figlio. Spero, da fratello maggiore, che torni ad essere un grande giocatore”. Tocca a Balotelli ora confermare sul campo spese per lui da Roberto Mancini, già partire dal prossimo impegno del Nizza in Ligue 1, venerdì sera contro il Lione.
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