Calcio, le scelte di Ventura non convincono ma piace il suo pugno di ferro contro l’arroganza

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui
Giampiero Ventura

Giampiero Ventura

Il sofferto successo 3-2 di Skopje contro la Macedonia pone delle domande, inevitabili, sulla gestione di  Giampiero Ventura e sui prossimi progetti  volti a ridestare gli spiriti addormentati della squadra. Perché il risultato non deve ingannare: la prova dei nostri giocatori è stata deludente. E’ mancata la sinergia, la classe, il vero gioco.  Abbiamo rischiato di perdere contro la Macedonia, la cui Nazionale è al 146° posto nella classifica Fifa!
Certo, Ciro Immobile  ha salvato l’Italia ma la sofferenza patita è  stata tanta ed inspiegabile. La “nuova” nazionale non riesce a trovare un suo stile ed annaspa puntualmente non appena la partita si complica.

Ciro Immobile                                                                                                                                          Ciro Immobile

Per fortuna che questa volta c’era lui, il ragazzo venuto da Torre Annunziata, il primo a reagire dopo che l’Italia era finita addirittura sotto.
Ad essere messa in discussione, adesso, è soprattutto la scelta di Ventura di puntare sul lancio contemporaneo dei ragazzi più giovani, facendo passare il resto in secondo piano. Ma andando oltre le scelte di Ventura, manca la qualità e tutti i limiti sono emersi con chiarezza proprio durante la famigerata partita contro la Macedonia, malgrado la bella performance di Immobile. La nota più dolente arriva sicuramente dal centrocampo che deve ancora trovare una sua identità, vista la palese difficoltà nel creare il giusto accordo fra De Rossi e Verratti. Questa partita è stata il segnale spia di un malessere  più complesso che deve essere affrontato quanto prima. Non è possibile pensare di continuare in questo modo. In primo luogo, occorre  però arginare la presunzione ed in questo Ventura sembra promettere bene.
Parliamo dell ‘episodio che ha portato all’esclusione di Pellè. L’attaccante salentino, sostituito dall’allenatore durante ii recente match contro la Spagna, ha dato di nuovo sfoggio della sua arroganza mancando non solo di stringere la mano al tecnico azzurro ma apostrofandolo in maniera poco elegante, a denti ben poco stretti, davanti a tutti .

Graziano Pellè                                                                                                                        Graziano Pellè

Essere cacciati dalla Nazionale non è di certo un vanto, ma Graziano Pellè  è riuscito nell’impresa,  seppur poco invidiabile, di essere il primo giocatore azzurro rimandato a casa per un episodio di indisciplina. Ma questo è solo l’ultimo di una lunga lista. Ricordiamo ancora tutti il brutto gesto che il calciatore ha rivolto al portiere tedesco Neuer prima di tirare il suo calcio rigore durante il quarto di finale dell’Europeo tra Italia e Germania, la leggendaria sfida delle sfide. Pellè sistema la palla sul dischetto, dice qualcosa a Neuer,  mima il gesto del cucchiaio, tira. E sbaglia.
L’attaccante italiano è stato fortemente criticato sui social media per i suoi gesti, ormai intollerabili. Sbruffone, arrogante, presuntuoso e pretestuoso, Pellè è ormai il simbolo di un certo modo di fare sport che francamente non piace e che rappresenta anche una delle falle del nostro sistema calcistico, ormai concentrato solo sullo show-business.
Quando si gioca e si prendono cifre così alte, cifre che nessun operaio o pompiere potrà mai raggiungere, pur lavorando sodo e rischiando la vita, nessun giocatore può prescindere dalla correttezza e da una preparazione mentale che lo metta nelle condizioni di gestire situazioni emotivamente “forti” e cariche di stress.
Ecco da dove Ventura può partire per dare nuova linfa vitale alla squadra: classe e umiltà.
Tanti auguri!

 

 

 

 

 

 

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