La rivoluzione di Julen Lopetegui e il nuovo ciclo per la Spagna

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
lopeteguiL’ultimo corso quello di Del Bosque è stato chiuso proprio contro l’Italia il 27 giugno scorso a Saint Denis dove gli iberici nell’ottavo di finale furono sconfitti, dimostrando di essere in crisi. La roja, poi, dopo quel giorno è stata affidata a Julen Lopetegui, a cui è stata affidata la nazionale spagnola dopo 8 anni di trionfi e un deleterio immobilismo finale con Vicente Del Bosque. Dopo un facile 8-0 contro il Liechtenstein, stasera a Torino affronta il suo primo impegno serio. E poi subito il secondo, domenica in Albania.
Una specie di rivoluzione ha effettuato il nuovo giovane c.t. che sta evolvendo la Spagna rimanendo fedele alla linea precedente. Tra i suoi 23 e quelli di Del Bosque ci sono 10 cambi. A partire dai terzini in Francia c’erano Juanfran (titolare) e Bellerin, in Italia ci saranno Sergi Roberto o Carvajal (all’Europeo era infortunato). Uno dei 3 centrocampisti: in mezzo con Busquets e Iniesta toccherà a Koké invece che a Fabregas. A Del Bosque si chiedeva un utilizzo maggiore di Koke, faro dell’Atletico, Lopetegui ha agito immediatamente approfittando anche della caduta in disgrazia di Cesc nel Chelsea di Conte.
In attacco il trio parigino, Silva, Morata, Nolito, potrebbe anche essere riproposto a Torino ma l’unico certo del posto è Silva. Nolito ha la concorrenza di Vitolo, Callejon e Lucas Vasquez, i primi due ignoranti da Del Bosque, e Morata deve vedersela con Diego Costa che Vicente aveva voluto a tutti i costi al Mondiale brasiliano salvo poi accantonarlo dopo una serie di delusioni tattiche e comportamentali alla vigilia dell’Europeo. Lopetegui ha richiamato Costa e complice la cura Conte sembra aver trovato il modo di inserire nel delicato modulo spagnolo l’ariete brasiliano. Siamo al punto: Lopetegui, come già Luis Enrique nel Barça, sta cercando di passare al tiqui-taca 2.0, quello capace di alternane lanci lunghi e gioco diretto all’eterno possesso palla. Lucho al Barça ha Luis Suarez, Lopetegui ha Diego Costa o Morata, uno bravissimo nella ripartenza rapida.
Xavi insieme a Iniesta sono stati a lungo tra i migliori del mondo lì in mezzo. Ora è legittimo che Lopetegui pensi a Koke e a Saul. Il primo è uno degli 8 giocatori che con il c.t spagnolo in panchina nel 2013 in Israele vinsero l’Europeo under 21 battendo in finale l’Italia di Devis Mangia 4-2. Gli altri sono De Gea, Morata, Thiago, Carvajal, Inigo Martinez, Nacho e Isco, gli ultimi quattro assenti in Francia
E’ chiaro che Lopetegui sta cercando di ringiovanire la squadra, anche a costo di forzare le cose: ha chiamato Isco nonostante avesse giocato appena 57 minuti col Madrid. La rivoluzione spagnola è iniziata. Due italiane, Ventura e De Biasi, potrebbero farla fallire.
Tutte e due le squadre sono a quota 3 punti dopo la prima giornata. Tale scontro, quindi, potrebbe generare delle nuove gerarchie all’interno dei vari raggruppamenti. Si crede che il Ct azzurro Giampiero Ventura, per vincere  tale match, si affiderà ancora una volta alla difesa della Juventus con Chiellini, Bonucci e Barzagli e in attacco alla coppia oramai fissa di Eder e Pellè.  Qualora la nostra nazionale dovesse perdere, si rischierebbe di andare ai play-off per cui la vittoria di questa partita è importantissima.
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