Ventura, oltre ai giovani servono delle idee

Pubblicato il autore: Lorenzo Iuso Segui
Ventura: Oltre ai giovani, servono delle idee

Ventura: Oltre ai giovani, servono delle idee

La sosta per le partite di qualificazione della nazionale in vista dei mondiali del 2018 in Russia si è conclusa ieri sera con la partita tra Macedonia e Italia finita 3 a 2 per gli Azzurri negli ultimi minuti di recupero. La prestazione dell’Italia è stata, però, ricca di errori individuali, cali di concentrazione e mancanza di grinta. Ciò che più preoccupa è che l’Italia del CT Giampiero Ventura, come si è potuto constatare anche con la Spagna, è una squadra con poche idee, con una mentalità piccola (le facce sorridenti degli azzurri dopo una vittoria sofferta contro la 146esima nel ranking) e una costruzione del gioco indecifrabile.

Sempre lo stesso modulo : 3-5-2

L’Italia di Ventura è la fotocopia di quella di Conte ma presenta dei limiti in motivazione e in grinta in campo. Conte era riuscito, nonostante un organico di livello sufficiente, attraverso una pressione alta, a rapide verticalizzazioni e la vicinanza delle due punte, Eder e Pellè, a trovare un suo equilibrio mettendo in difficoltà avversari più blasonati come il Belgio, la Spagna agli ottavi di finale e anche la Germania ai quarti (pur uscendo ai calci di rigore). L’arrivo di Ventura in Nazionale poteva garantire oltre all’inserimento di qualche giovane, come si è già visto con la Macedonia, anche un cambio di modulo (difesa a 4) e delle fasce impegnate più ad offendere che a subire arretrando alla linea a cinque. Oltre a ciò, è chiaro come il 3-5-2 di Conte potesse funzionare in un torneo breve con una gran motivazione, con gran corsa e tenacia ma non può durare a lungo fino al 2018.

Una squadra priva di una costruzione di gioco
L’altro grave problema che nella partita di giovedì con la Spagna e ieri sera con la Macedonia è una totale mancanza di idee a centrocampo. Con la Spagna, l’Italia ha preferito difendere, schiacciandosi, per 70 minuti di gioco creando poco e riuscendo a ripartire poche volte. Con la Macedonia, non era ben chiaro se l’impostazione dovesse partire da Bonucci o da Verratti (spesso nascosto e impreciso). Lo scarico sugli esterni era una delle poche soluzioni, sopratutto a destra con Candreva, ma oltre a qualche cross, di cui uno decisivo per il gol di Immobile, raramente vi era una sequenza di passaggi pulita. Inserire Bernardeschi in una posizione in cui non ha mai giocato non ha aiutato in questa direzione.

Oltre ai giovani, servono delle idee
E’ chiaro come questa nazionale non possa continuare su questa strada. L’arrivo di Ventura avrebbe dovuto portare nuove idee e non un rimpasto della vecchia Italia di Conte. Oltre a ciò, è anche sbagliato affermare il fatto che questa nazionale sia povera di talento. Belotti e Immobile sono giovani e ieri hanno mostrato le loro qualità, Candreva è un giocatore esperto e prezioso con un piede preciso, Verratti (fuori condizione) ha bisogno di essere spinto in regia per davvero con continuità. Florenzi è un altro giocatore di cui non si può fare a meno sulle fasce. E’ necessaria una svolta, non possiamo più vedere un’Italia “catenaccio-contropiede”. Oltre ai giovani, serve una costruzione di gioco, un organico che possa essere strutturato al meglio e che possa proporre oltre a quantità anche qualità. Non resta che attendere la prossima sosta di Novembre nella quale l’Italia affronterà il Liechtenstein e la Germania in amichevole.

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