L’Argentina non c’è più

Pubblicato il autore: Mirko Tursi Segui

L'Argentina non c'è più

ARGENTINA – Questa notte si è consumato l’ennesimo capitolo di un’Argentina irriconoscibile, troppo brutta per essere vera. Al Mineirao, stadio divenuto famoso dopo la storica umiliazione subita dal Brasile contro la Germania agli ultimi Mondiali, la stessa selezione verdeoro ha inanellato la quinta vittoria consecutiva da quando c’è il nuovo CT Tite, proprio ai danni dell’albiceleste. Messi e compagni sono caduti sotto i colpi di un Brasile ispirato dalla grandissima prestazione del suo giocatore più forte, nonché capitano, Neymar. Ed insieme a lui anche i vari giovanissimi della nuova generazione di fenomeni, da Coutinho a Gabriel Jesus, (in attesa di un Gabigol sparito dai radar della nazionale maggiore da quando è all’Inter) ha offerto al pubblico un grande spettacolo e il risultato finale di 3-0 non è altro che la netta rappresentazione di ciò che si è visto in campo. Da un lato, dunque, i meriti del Brasile, ma dall’altro si apre la lunghissima lista dei demeriti di un’Argentina che non riesce più a vincere (l’ultimo successo risale a inizio Settembre). Infatti la nazionale albiceleste negli ultimi quattro incontri disputati ha raccolto solamente 2 punti, grazie ai pareggi con Venezuela e Perù, a cui sono seguiti poi le sconfitta col Paraguay e quella di stanotte. Appare davvero difficile giustificare una serie di prestazioni così grigie da parte di una delle nazionali più forti del globo, vice-campione del mondo (e del Sudamerica) e al primo posto del ranking FIFA. Ci si chiede come, tanti campioni, da Higuain e Di Maria ad Aguero e Gaitan, fino al giovane Dybala, ovviamente ritenendo superfluo nominare il cinque volte pallone d’oro Lionel Messi, non riescano a dar vita ad un vero gruppo, portando l’Argentina ad essere solamente una squadra rimpinzata di tanti campioni sconnessi tra loro.

MESSI – A fine partita, ci ha pensato il capitano dell’albiceleste Lionel Messi, giocatore completamente diverso rispetto al fenomeno che siamo abituati a vedere con la maglia blaugrana, a rispondere alle domande dei giornalisti, mostrandosi duro con sè stesso e con tutta la squadra, criticando una situazione ormai insopportabile, dalla quale si deve uscire a tutti i costi: “Abbiamo toccato il fondo – afferma la stella del Barcellona – veniamo da una serie di partite negative e la cosa peggiore è che stiamo anche giocando male. Non sappiamo bene neanche come giocare in campo. Perdiamo il pallone con troppa facilità e subiamo troppo gli avversari. C’è da cambiare mentalità, dobbiamo lavorare con intelligenza, perché questa nazionale ha grandi giocatori, ma quando la testa non è a posto, le gambe non rispondono. Dobbiamo cambiare questa situazione di m…a. Avevamo di fronte un rivale durissimo, difficile da affrontare. Fino al primo gol c’era equilibrio, poi il secondo ci ha punito. Ci siamo disuniti e poteva andare anche peggio. Abbiamo lasciato spazio al Brasile. Non ci aspettavamo questo risultato”.

All’Argentina restano sette partite per invertire il trend negativo e rientrare nella top 4 per qualificarsi direttamente ai Mondiali di Russia 2018. All’orizzonte la partita con la Colombia e Messi ha insistito sul fattore mentalità: “tutto, però, continua a dipendere solo da noi e dobbiamo risollevarci. In mezzo a questa situazione di m…a, insomma, siamo ancora vivi”. Contro la Colombia non possiamo ripetere questa prestazione. Spero che i tifosi ci siano vicini a San Juan perché non possiamo regalare punti, soprattutto in casa”.

ICARDI – Ma d’altro canto l’Argentina, ed in particolare il CT Bauza, ha da affrontare un’altra questione, quella che porta il nome del numero nove dell’Inter, Mauro Icardi. I tifosi infatti, hanno cominciato a manifestare il loro malessere e contemporaneamente la volontà di vedere all’opera il centravanti di Rosario al posto di Pratto o magari al posto di un Higuain spesso assente nei grandi match. D’altronde il capitano dell’Inter è capocannoniere della Serie A ed il suo fiuto per il gol non è sicuramente sconosciuto al mondo del calcio. Dalla parte di Icardi si è schierato anche il quotidiano spagnolo “Marca” nell’editoriale di Fabiàn Torres: “Signor Bauza, se non ha il numero di telefono di Icardi, chiami Zanetti o la moglie Wanda Nara. E se non rispondono, provi con l’ufficio stampa dell’Inter o con la “Gazzetta dello Sport”. E se ancora non rispondono, chiami Marca che glielo diamo noi il numero di Icardi. Però lo faccia, per favore, il popolo argentino la ringrazierà o dovrà vedere il Mondiale di Russia tifando per qualche altra nazionale”. Ed anche la stessa moglie e agente del calciatore dell’Inter ha voluto mandare un messaggio velato sul suo account Twitter. A questo punto sembra lecito domandarsi se forse è proprio Mauro Icardi che serve all’Argentina. Cosa deciderà Bauza?

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