La Fifa pensa al maxi Mondiale a 48 squadre dal 2026. Via ai rischiosi play off, i gruppi 16 composti da 3 nazionali

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
mondiale a 48 squadreIl Mondiale a 48 squadre non è più un sogno o un progetto irrealizabile. Si fa ma con una formula un po’ diversa rispetto all’idea originale del presidente FIfa, Gianni Infantino. Sarà un torneo gigante, con 48 nazionali tutte qualificate (senza play off iniziali) e divise in 16 gruppi da 3. Da ogni gruppo passano le prime 2 (una sola eliminata) per comporre un tabellone tennistico che, dai sedicesimi, arriva alla finale. Sempre a eliminazione diretta. Dal 2026 forse negli Usa sarà così. Ma la pazza idea, oggi un po’ meno pazza che in passato, è anticipare i tempi a Qatar 2022.
Che il Mondiale sarebbe cambiato era ormai chiaro. Lo voleva Blatter, anche Platini aveva idee di allargamento, poi Infantino ha detto 48. Ma la sua idea era qualificare direttamente solo 16 nazionali: mentre le altre 32 si sarebbero affrontante in un play off, dentro o fuori. Sempre nella sede della fase finale, pochi giorni prima del via. Per promuovere le altre 16. Una formula rischiosissima soprattutto per le grandi nazionali che temevano di tornare a casa dopo appena 90 minuti, se non avessero guadagnato l’accesso diretto. Le trattative si sono intensificate negli ultimi giorni, l’Uefa  stata tra le più interessate e pressanti: perché a Nyon fa piacere allargare il quadro delle partecipanti, e fallire la qualificazione a 48 sarà molto difficile. Ma niente eliminazione anticipate. Ora si può ipotizzare che almeno una ventina di europee saranno alla fase finale.
Sicuramente, come per l’Europeo a 24 nazionali, le qualificazioni per il Mondiale perderanno un po’ di importanza: in cambio, però, di incassi tv super e di un evento davvero monstre per la fase finale che coinvolgerà quasi un Paese su quattro. Nel torneo, dopo la prima fase in 16 gruppi, le 32 qualificate si sfideranno in partite da batticuore (ma forse andrà trovata una formula per evitare il ricorso continuo ai rigori, spesso drammatici e ingiusti). Deciderà il Consiglio Fifa del 10 gennaio a Zurigo, ma ormai il più sembra fatto. L’obiettivo è l’edizione del 2026, ma Infantino e il segretario Zvone Boban, che con lui progetta il calcio del futuro, stanno sicuramente pensando al 2022 in Qatar. Non ci sarebbero problemi economici e così non dovrebbero passare quasi dieci anni prima della rivoluzione . I lavori sono già cominciati.
Al Consiglio non si parlerà invece del Mondiale per club che, però, è in fase di progettazione. La formula prescelta ora è chiara: un torneo non a 32 ma a 24 squadre, più snello, con 8 gruppi da 3 (come Mondiale vero). E poi le vincenti all’eliminazione diretta. Il tutto in tre settimane, all’incirca dal 10 al 30 giugno. L’Europa dovrebbe avere 9-10 club, il Sudamerica un paio in meno, il resto sarà diviso tra gli altri continenti, più l’ospitante. Prepariamoci a estati con Juve, Napoli, Roma, Inter, Milan, ecc.. interessante  anche al nuovo trofeo. La qualificazione dipenderà dai risultati nelle coppe del biennio, essendo un torneo che si svolge ogni due anni.
Partire con il Mondiale per club nel 2021 in Qatar è possibile, il sogno è anticipare al 2019 (Cina sede ideale): la Confederations sparirà, ma prima andrà cambiato il calendario dei tornei continentali per evitare sovrapposizioni. Mondiali, Europei, Coppa d’Africa negli anni pari, Mondiale per club (ogni biennio) in quelli dispari. Questa è l’idea. Di sicuro c’è solo una cosa. Si giocherà ogni anno, pari, dispari e bisestile.
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