Italia, fischi per Ventura a Torino. Azzurri senza Mondiali un bene per tutti

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Ventura, così è meglio non andare ai Mondiali

Ventura, fischi nella sua Torino. L’immagine di Andrea Belotti in stampelle che osserva inerme Italia-Macedonia racconta meglio di mille parole la serata torinese degli azzurri. L’1-1 con la Macedonia ha consegnato matematicamente il secondo posto nel girone all’Italia, ma ha acuito la crisi di gioco della nazionale. Una sconfitta netta in Spagna, una vittoria striminzita con Israele e un pareggino con la Macedonia. Non si può certo dire che l’Italia di Ventura attraversi un buon momento di forma, anzi. Vero è che al c.t. mancano titolari e prime riserve a centrocampo, ma la nazionale azzurra sembra una squadra impaurita. Contro la Macedonia forse si è vista la peggiore Italia dell’era Ventura. Pochissime conclusioni in porta, poca corsa e ancora meno determinazione. Il 3-4-3 visto a Torino ha deluso. In difesa Bonucci ha confermato di non essere al top, l’uscita di Barzagli ha tolto sicurezza al reparto. Centrocampo lento e impacciato, con Gagliardini che ha spiegato il perché Spalletti lo lasci spesso in panchina.

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In avanti Immobile ha corso e rincorso palloni. Il centravanti della Lazio ha anche offerto l’assist vincente per il gol del provvisorio vantaggio di Chiellini. Insigne è apparso ancora una volta la controfigura del giocatore che si ammira nel Napoli. Verdi è rimasto a lungo bloccato dall’emozione del debutto. Un filo meglio Bernardeschi, ma l’Italia non ha avuto niente di clamoroso neanche dallo juventino. Lunedì si torna in campo in Albania. Un match che è poco più di un’amichevole, poi si penserà agli spareggi di novembre che dopo la Macedonia indigesta fanno ancora più paura.

Italia, per Ventura è meglio non andare in Russia

Una squadra in crisi di gioco e di identità, questa è l‘Italia vista negli ultimi due mesi. La Nazionale di Ventura è uscita con le ossa rotte dal confronto con la Spagna e non sembra riuscire a rialzarsi. I problemi però sono a monte. Gli undici titolari che hanno giocato contro la Macedonia avevano un’età media di oltre 30 anni. Una squadra dunque vecchiotta che non riesce a fare un inevitabile ricambio generazionale. E’ bastata l’uscita di Barzagli, 36 anni, a minare le poche certezze degli azzurri. Se Chiellini, 33 anni, De Rossi, 34 anni, devono essere i perni della nazionale che deve conquistare i Mondiali, allora è meglio non andarci proprio in Russia.

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L’Italia è reduce da due precoci eliminazioni negli ultimi mondiali con squadre forse più forti di quella attuale. Non andare in Russia sarebbe una catastrofe sportiva, va bene ma anche una grande possibilità di rinnovamento. Innanzitutto bisogna capire se Ventura è l’uomo giusto per questa nazionale. Il c.t. sembra in confusione con continui cambi di modulo e uomini. La squadra è la stessa dello scorso Europeo, dove aveva una delle età medie più alte del torneo. Nessun giovane è stato inserito tra i titolari. Belotti è stata l’unica novità eclatante, troppo poco per un c.t. che aveva il compito di svecchiare gli azzurri. Non andare ai Mondiali dunque sarebbe la consapevolezza che il nostro calcio nazionale è in crisi, da tempo. Senza i Mondiali si avrebbe un anno per capire bene cosa fare in vista del prossimo biennio, senza l’ansia di dover affrontare la rassegna iridata in terra di Russia. A novembre faremo tutti il tifo per gli azzurri, ma se andasse male non sarebbe una catastrofe sportiva ma una straordinaria possibilità di ripartenza. Straordinaria.

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