Mondiali 2018, l’Argentina si qualifica se. Vittoria d’obbligo in Ecuador ma…

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte Segui


L’Argentina si gioca, nella nottata italiana, le sue possibilità di qualificarsi ai Mondiali di Russia 2018, affrontando in trasferta l’Ecuador già eliminato, nell’ultima giornata, del girone unico sudamericano, da sempre molto appassionante.

A Quitoa quasi 3.000 metri d’altitudine, nella bolgia dello stadio “Athaualpa” la nazionale allenata da Jorge Sampaoli, deve vincere con qualsiasi punteggio, per guadagnarsi almeno il play-off, contro la quarta squadra del gruppo Asia – Oceania, ovvero la Nuova Zelanda. Con una vittoria, l’Argentina potrebbe accedere direttamente alla rassegna iridata,  sperando in risultati favorevoli di altre partite. Di seguito, le possibili combinazioni.

L’Argentina si qualifica ai Mondiali 2018 se:
1) Se batte L’Ecuador va allo spareggio. Qualora Perù -Colombia finisse in parità o con la sconfitta dei peruviani e il Brasile battesse il Cile, l’Argentina andrebbe in Russia da quarta del girone come ultima nazione sudamericana ad essere qualificata direttamente.
2) In caso di nuovo pareggio (sarebbe il terzo di fila) il Perù, dovrebbe battere i colombiani, e il Paraguay, cosa assai improbabile, dovrebbe perdere o pareggiare, in casa contro il Venezuela, ultimo in classifica ed eliminato.
3) La cosa più paradossale è che la “seleccion” potrebbe permettersi anche il lusso di perdere, e affronterebbe la Nuova Zelanda, solo ed esclusivamente nel caso in cui la Colombia battesse i peruviani, ma con più di un gol di scarto e se i venezuelani ottenessero un risultato positivo contro i paraguayani.

Gli Argentini hanno fatto di tutto, per farsi male da soli  già dall’inizio del cammino verso la Russia con risultati talmente altalenanti che sono costati la panchina al commissario tecnico Edgardo Bauza, tecnico affidabilissimo in patria, ma schiacciato dal peso della responsabilità di far coesistere tanti campioni, Leo Messi su tutti. L’arrivo di Jorge Sampaoli, che ha portato per due volte il Cile sul tetto continentale e tra le migliori otto squadre, nel precedente mondiale brasiliano, sembrava aver risollevato tutta la situazione a parole ma, sul campo, sono arrivati pochi risultati di rilievo e le sue scelte tecniche hanno fatto molto discutere. Emblematica la mancata convocazione  dello juventino Gonzalo Higuain e il poco minutaggio a Mauro Icardi Paulo Dybala.

Messi, inoltre, ancora non riesce del tutto a prendere in mano la sua nazionale, come ha sempre fatto con la maglia del Barcellona. I sudamericani, nonostante un lotto di giocatori strepitosi, sentono il peso di una bacheca trofei vuota da troppi anni. La Coppa America 1993 e l’oro olimpico a Pechino 2008 sono stati gli ultimi titoli calcistici per una nazionale che manca dal titolo iridato da31 anni, Messico 1986. Un mondiale senza Messi, Dybala, Higuian, Icardi, Angel Di Maria, Javier Mascherano ecc… assomiglierebbe poco a tale nome.

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