Buffon-Gabbiadini, gli estremi si toccano in Italia-Svezia

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Gabbiadini

Gabbiadini, Ventura punta su di lui

Buffon-Gabbiadini, gli estremi di Ventura. Uno ha 174 presenze con l’Italia, l’altro ne ha 10. Uno ha giocato cinque mondiali, vincendone uno, l’altro li ha visti soltanto in televisione. Uno è Gianluigi Buffon, l‘altro è Manolo Gabbiadini. Lontani anni luce in tutto, eppure questa sera a San Siro saranno egualmente importanti in Italia-Svezia. Buffon è il capitano di questa nazionale, il simbolo, la bandiera. Gabbiadini è un quasi esordiente, Ventura ha bisogno di entrambi stasera. Supergigi è rimasto praticamente inoperoso a Stoccolma, mentre Gabbiadini è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. Buffon è alla ricerca del suo sesto mondiale, un record. Gabbiadini andrà alla ricerca di un gol che potrebbe consegnarlo alla storia della nazionale italiana. Buffon gioca da 16 anni nella sta squadra di club, la Juventus. Gabbiadini dopo Atalanta, Cittadella, Bologna, Sampdoria e Napoli da gennaio 2017 è un giocatore del Southampton. Da quasi un anno un santo, già perché Saints è il soprannome dell’attuale squadra di Manolo.

Buffon compirà 40 anni il prossimo gennaio e vuole emulare il suo idolo Zoff, giocando un mondiale con il quattro come prima cifra della propria età. Gabbiadini compirà 26 anni tra pochi giorni, il 26 novembre, e vorrebbe farsi un gran bel regalo di compleanno. Buffon sta giocando la sua ultima stagione da giocatore professionista. Gabbiadini ha invece ancora tanti anni davanti, ma il match di questa sera potrebbe cambiargli la vita calcistica. Buffon e Gabbiadini, Gigi e Manolo in apparenza non hanno nulla in comune. Stasera ce l’avranno: battere la Svezia e portarci tutti in Russia.

Buffon-Gabbiadini ma non solo, Ventura rischia tutto con la roulette russa

L’Italia di questa sera non sarà solo Buffon-Gabbiadini. Giampiero Ventura cambia, ma non troppo, rispetto a Stoccolma. Avanti con il 3-5-2. A centrocampo spazio a Florenzi e Jorginho. Il regista del Napoli è all’esordio in azzurro, mentre il romanista torna dopo più di un anno di assenza. A entrambi il c.t. azzurro chiede quello che è mancato in Svezia, qualità. L’italo-brasiliano dovrà dirigere il traffico in mezzo e non farsi tradire da un pizzico di inevitabile emozione. Florenzi forse è l’uomo simbolo di questo Italia-Svezia da dentro o fuori. “Morirei in campo per andare ai Mondiali”, così il jolly giallorosso nei primi giorni di ritiro a Coverciano. Nessuno quanto lui tiene a fare bene questa sera. Florenzi ha già segnato in questa stagione a San Siro, in campionato contro il Milan. Chissà che anche questo non porti bene agli azzurri.

La spalla di Gabbiadini sarà Ciro Immobile. Uno dei fedelissimi di Ventura, con cui è diventato capocannoniere in serie A con la maglia del Torino nella stagione 2013/2014. L’attaccante della Lazio ha segnato tanto in questo inizio di stagione. Ciro è in testa alla classifica della Scarpa d’Oro. Sarebbe un peccato chiudere l’anno azzurro segnare alla Svezia. Un peccato mondiale. Questa sera a partire dalle 20:45 a San Siro più che tattica e tecnica servirà tanto cuore agli azzurri. Anche un pizzico di fortuna, quella è sempre utile alla roulette russa.

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