Dimissioni Tavecchio, il calcio italiano davvero cambierà?

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
Carlo Tavecchio

Carlo Tavecchio confermato Presidente della FIGC

Con le dimissioni di Carlo Tavecchio decade l’intero consiglio federale che si occuperà soltanto della gestione ordinaria in attesa di nuove elezioni che saranno indette entro 90 giorni. Questa la decisione presa stamattina dopo le dimissioni del presidente. La frittata del Mondiale è stata solo l’apice di una gestione che ha creato parecchi malumori, ma gli è costata la carica e non poteva non lasciare la sedia. Una intera vecchia generazione è caduta. Prima Ventura poi Tavecchio: il loro destino era legato, quasi indissolubile. L’eliminazione al Mondiale, però, ha cambiato per sempre il nostro calcio rompendo qualcosa che ci vorrà tempo per ricucire. Un qualcosa che può essere sfiducia, delusione, amarezza e portaare ad un reale forma di distacco.

Tavecchio è stato quell’espressione del potere che ha portato il nostro calcio al fallimento. Ora il nostro sistema può continuare la sua storia, cercherà di normalizzare una situazione vergognosa. Non è, però, che con le dimissioni di Tavecchio si è risolto il problema. Le sue dimissioni come quelle di Ventura erano doverose, eticamente e moralmente., ma non possono bastare. Serve una rivoluzione in tutti i sensi come quella fatta da Lenin nel 1917  che cade il centenario quest’anno. Lì però cade la Russia zarista, mentre per l’Italia c’è stata la decadenza del nostro calcio che ora va rifondato.

Ma chi potrebbe ora sostituire Tavecchio? Sulla nuova strada della FIGC c’è Andrea Agnelli già presidente della Juventus. Ad oggi sembra il nome molto caldo per la successione dell’ex presidente. Il profilo è di quelli importanti: ha esperienza, personalità, ed è perfettamente in grado di guidare una grande istituzione. Ha riportato la Juventus fra i top club del panorama europeo vincendo tutte le scommesse imprenditoriali. Juventus Stadium in primis, poi trasformato in Allianz Stadium Arena. Unica cosa che potrebbe pregiudicarlo è l’attesa della sentenza d’appello per la condanna a un anno di inbizione derivante dal caso biglietti. Per adesso sembra un no. Ma la situazione potrebbe cambiare nel prossimo dicembre, quando l’appello potrebbe ridisegnare scenari e prospettive.
Andrea Abodi potrebbe essere insieme ad Albertini un altro papabile. Il primo ha reso la serie B un campionato estremamente avvincente ed equilibrato, nonché vendibile all’Estero. Il secondo è già presente nell’attuale consiglio federale. Anche lui ha perso, nel 2014, il ballottaggio con l’attuale presidente. Occhio infine agli outsider: Squinzi, Cairo e Pierluigi Collina. Quindi nel dopo Tavecchio la scelta ricade fra mecenati, manager e uomini di campo. Certo uno di loro farebbe meglio di quello attuale e di tutta la vecchia generazione.

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