Il cielo è nero su Milano: ora date l’Italia a Buffon e Maldini

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Buffon

Buffon, l’Italia riparta da lui e da altri grandi azzurri

Buffon, dalle stelle di Berlino alle stalle di Milano, l’Italia riparta da lui. 13 novembre 2017, la serata più brutta della storia del calcio italiano. Peggio dello spareggio perso nel 1957 con l‘Irlanda del Nord, peggio della Corea del 1966, peggio delle uovo dopo il secondo posto di Messico ’70, peggio della Corea 2002, peggio del biscotto del 2004, peggio della Slovacchia 2010 , peggio dell’Uruguay 2014. Gli azzurri non parteciperanno ai Mondiali di Russia del prossimo anno, questo ha detto la serata di San Siro. L’Italia quattro volte campione del mondo non è riuscita a fare un gol alla Svezia in 180 minuti di gioco. Nessun miracolo, nessuna impresa, c’era solo da fare gol ad una squadra mediocre. Colpevoli di questo fallimento? Tanti. In primis il presidente federale Tavecchio, che dopo Antonio Conte ha scelto Giampiero Ventura come c.t. Un uomo che nella sua quarantennale carriera aveva giocato solo 7 partite internazionali, 7. L’Italia all’Europeo 2016 avevo la squadra con l’età media più alta. Giocatori giovani inseriti nella formazione azzurra in un anno e mezzo? Nessuno. Il c.t., chissà fino a quando, ha provato moduli e uomini, risultato non segnare un gol alla Svezia in 180 minuti.

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Anche se l‘Italia si fosse qualificata per i Mondiali, con quali prospettive gli azzurri si sarebbero presentati in Russia? Nessuna. Una squadra consumata nell’anima. Buffon 39 anni, Barzagli 36, Chiellini 33, De Rossi 34, tutti giocatori al passo d’addio, ma a cui Ventura si è disperatamente aggrappato. Un capitano di (S)Ventura che ha navigato a vista da quando la Spagna a inizio settembre ha demolito in una sera le fragili certezze azzurre. I match con Israele, Albania e Macedonia avevano chiaramente che la Nazionale era in grande difficoltà. Ventura ha messo da parte giocatori in forma(El Shaarawy, Insigne, Pellegrini), per puntare sui vecchi bucanieri o su giocatori fuori condizione. Il c.t. azzurro in 18 mesi ha utilizzato moduli che nessuna squadra di vertice usa. Anzi il suo caro 4-2-4 non viene utilizzato da nessuna squadra al mondo, di club o nazionale. L’uomo Ventura non merita di essere licenziato. Il Ventura allenatore avrebbe dovuto avere la decenza di dimettersi un secondo dopo la fine di Italia-Svezia.

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Buffon, l’Italia riparta da lui. E da Maldini

Dispiace che una leggenda come Gianluigi Buffon abbia dovuto salutare la magli azzurra nella serata più brutta della storia della Nazionale italiana. Lacrime a fine partita per Supergigi, che ha visto sfumare la possibilità di giocare il suo sesto mondiale. Con uno spareggio mondiale era cominciata la sua storia in azzurro, un altro spareggio mondiale ha sancito la fine della sua storia d’amore con la maglia azzurra. 175 presenze, 79 da capitano: numeri che non spiegano cos’è stato Buffon per l’Italia. La parata della finale di Berlino su Zidane lo ha consegnato per sempre alla leggenda azzurra. Che possa essere lui l’uomo giusto da cui ripartire. Se lui lo vorrà sarebbe il c.t. ideale. 20 anni di Nazionale sono meglio di qualsiasi corso a Coverciano. L’Italia calcistica, dopo aver toccato il fondo, ha bisogno di una faccia amica. Contratti, regolamenti, che vadano al diavolo. L’azzurro spento di San Siro ha bisogno di grandi uomini per tornare ad essere brillante.

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Il buon Carlo Tavecchio ha pensato bene di non proferire verbo nel dopo Italia-Svezia. Meglio così. Magari ha evitato di dire qualche fesseria, così come gli è capitato in questi tre anni di regno in FIGC. Come quando ha fatto battute razziste e sessiste. In qualsiasi altro paese civile sarebbe stato linciato mediaticamente. In Italia ha fatto spallucce, chiesto scusa e andato avanti fino alla prossima fesseria. Come Ventura anche Tavecchio abbia la decenza di dimettersi, il prima possibile. Ci sono tante brave persone che possono dare tanto al calcio italiano. Un nome su tutti: Paolo Maldini. L’ex capitano azzurro e del Milan sarebbe l’uomo ideale per far ripartire il progetto Italia.Ma anche Del Piero, Pirlo, Materazzi, Albertini, Toni. Ci vorranno idee nuove, giocatori nuovi. Fino all’Europeo del 2020 il tempo c’è. Come c’era dopo Brasile 2014. Il cielo non è mai stato stato così scuro sul calcio italiano. La luce di Berlino si è definitivamente spenta. Povera Italia. Viva l’Italia.

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