Italia, Insigne: “Per la Nazionale giocherei anche in porta. Grazie a De Rossi”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Insigne

Insigne torna a parlare

Italia, Insigne torna sul disastro azzurro. E’ stato il grande escluso della disgraziata serata di San Siro. Lorenzo Insigne torna a parlare dopo aver assistito impotente dalla panchina all’eliminazione dell’Italia dai prossimo mondiali. Il mio sincero dispiacere è non partecipare ai Mondiali, soltanto e fortemente quello. Perché io dal primo giorno so quali sono le regole della Nazionale: non è importante chi gioca e le decisioni vanno sempre accettate. L’ho fatto anche quando sono stato utilizzato per un minuto. Io per la Nazionale avrei fatto anche il portiere perché questa è una maglia che deve essere rispettata senza discussioni. L’allenatore ha fatto altre scelte, riteneva che fossero quelli i giocatori giusti per portarci ai Mondiali. Nessuna polemica: questa maglia è un simbolo e io voglio indossarla ancora a lungo”. Parole da giocatore e uomo maturo. Insigne a 26 anni è nel pieno della sua maturità calcistica. Peccato che in Russia non potrà giocare un Mondiale che lo avrebbe visto certamente protagonista. In Qatar, nel 2022, Lorenzo avrà 31 anni e sarà ancora in grado di fare la differenza. Sperando che quella volta l’Italia riesca a qualificarsi.

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Il folletto del Napoli ha parlato anche del gesto di Daniele De Rossi, che lo aveva indicato come cambio per vincere la partita. “Daniele ha fatto un grande gesto, da vero leader che vuole aiutare la squadra. Sarei stato orgoglioso di andare in campo. Meritavamo il posto al Mondiale perché in Russia avremmo fatto la nostra buona figura“. Insigne ora sarà uno dei leader della nuova Italia che sorgerà dalle ceneri della sciagurata gestione Ventura. La peggiore di sempre del calcio azzurro.

Insigne, l’Italia deve ripartire da lui

Ha giocato pochissimo tra andata e ritorno con la Svezia. Da marzo in poi invece Insigne dovrà essere uno dei leader della nuova Nazionale italiana. Una squadra che dovrà rinunciare a Buffon, Barzagli, De Rossi e forse Chiellini. Il 26enne di Frattamaggiore, chiunque sia il prossimo c.t., dovrà essere messo al centro del progetto tecnico azzurro. Uno dei grandi errori di Ventura è stato non mettere lui, e Jorginho, al centro di questo anno e mezzo azzurro. I due sono perni insostituibili del Napoli di Maurizio Sarri. Anche grazie a loro i partenopei sono in testa alla classifica di serie A e giocano il miglio calcio d’Italia da tre stagioni a questa parte.

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Al di là di schemi e moduli dovranno essere i giocatori in primo piano nel prossimo ciclo della Nazionale italiana. Insigne, Jorginho, ma non solo. Rugani, Caldara, Romagnoli, Benassi, Baselli, El Shaarawy, Bernardeschi, tutti giocatori che dovranno aspettare 5 anni per giocare un mondiale. Possibile, caro Ventura, che nessuno di questi potesse essere in grado di essere inseriti nella più brutta Italia di sempre? Ormai non si piange più sul latte versato, bisogna guardare al futuro azzurro. Con Insigne elemento fondamentale. Sempre, comunque e dovunque.

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