Spareggio Svezia Italia, Ventura in conferenza stampa: “Italiani ci spingono al Mondiale”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

Svezia Italia Ventura fiducioso

Il conto alla rovescia verso Svezia Italia è ufficialmente partito. L’attesa per il doppio confronto che decreterà la partecipazione o meno della Nazionale italiana ai prossimi Mondiali è ormai diventata spasmodica: fra poco più di una settimana il futuro di Ventura e della squadra azzurra sarà già scritto. Nel mezzo le due sfide contro la Svezia con la gara d’andata che si giocherà in trasferta ed il ritorno, lunedì prossimo, in programma a San Siro.
Oggi ha parlato il Commissario Tecnico della Nazionale italiana Ventura che ha presentato la doppia sfida contro la Svezia nel corso della prima conferenza stampa della settimana più importante della sua esperienza da C.T. dell’Italia. Ventura ha parlato del gruppo azzurro, delle convocazioni e della voglia che tutto il paese ha di “spingere” la squadra verso i prossimi Mondiali in Russia.

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Svezia Italia, l’analisi della doppia sfida del Commissario Tecnico Ventura

“E’ un momento importante, per me in assoluto e per la mia storia.Ma anche per i giocatori: alcuni possono iniziare un ciclo e altri finirlo. È importante per tutti, poi tutto il resto è figlio del nostro lavoro. C’è determinazione, e anche la convinzione di poter fare bene, dovuta alla grande disponibilità e voglia dei calciatori, tutti compresi. E poi l’affetto dei tifosi : li ringrazio, l’Italia risponde sempre al momento di bisogno. Non ho mai preso in considerazione l’idea di non andare ai Mondiali. Io non ho mai avuto neanche la sensazione di essere lontano dalla Federazione, la ringrazio perché in questi miei due anni mi sono stati vicini, non posso che ringraziarli. È evidente che abbiamo l’obiettivo da centrare, una volta fatto penso che ci siano i presupposti per fare qualcosa di importante. Io non penso di non andare ai Mondiali ma agli stage, alla Russia ed ora soprattutto alla Svezia”.

Svezia Italia, Ventura ha poi parlato del gruppo azzurro ed in particolare dei ritorni di Jorginho e Zaza.

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” In gare come queste l’esperienza conta. Le due partite in 72 ore spiegano anche come mai siamo in 27. A parte gli acciaccati abbiamo 4 diffidati e dobbiamo essere pronti. Jorginho non veniva chiamato perché ci schieravamo in campo in un modo in cui non c’era il suo ruolo. Ora invece è dentro perché c’è una doppia sfida importantissima: qui ci giochiamo i Mondiali. Non è una scelta politica o per toglierlo al Brasile: sta facendo bene ed è qui per questo. Zaza ha avuto un percorso. Quando lo abbiamo chiamato era per recuperarlo, perchè era ai margini in Inghilterra. Ora lo abbiamo chiamato non tanto per i gol ma per come sta giocando. Tutti questi passaggi hanno contribuito alla sua maturazione. Credo che sia un giocatore migliore rispetto all’Europeo. Pellegrini fa parte del gruppo, è come se ci fosse. Lo abbiamo sentito per telefono, fa il tifo per noi  e non vede l’ora di tornare. Romagnoli è il futuro della Nazionale, ha avuto un momento difficile, lo stiamo aspettando e lo sa perfettamente. El Shaarawy non è un a sorpresa per me, è un giocatore su cui l’Italia conta”.

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