Svezia-Italia, Buffon ancora in campo a 20 anni da Russia-Italia unico playoff mondiale per gli azzurri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui


Svezia-Italia, 20 anni di Buffon azzurro.
Novembre 1997, l’Italia di Cesare Maldini si gioca l’accesso al mondiale di Francia con la Russia. L’andata si gioca sotto la neve di Mosca. Il portiere titolare Pagliuca si fa male ed entra il 19enne Gianluigi Buffon da Carrara. Maniche corte, nonostante il freddo, e subito una parata importante. Chissà se durante quella serata moscovita Buffon aveva già capito che quella porta sarebbe stata sua per i successivi 20 anni. Al ritorno, a Napoli, l’Italia vince 1-0 con gol di Casiraghi e va in Francia. Novembre 2017, l’Italia è costretta a giocarsi un nuovo playoff. Gli azzurri questa sera scendono in campo a Stoccolma contro la Svezia. In porta ci sarà ancora Buffon, che oggi è un uomo di quasi 40 anni ma che ancora para come il ragazzino sfrontato che esordì a Mosca. Ventura avrà bisogno di tutto il carisma e, speriamo non troppe, delle parate del capitano della nazionale.

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Come 20 anni fa c’è sempre la Russia di mezzo. Allora era la nazionale da battere, oggi è la nazione cui approdare per giocare  il suo sesto mondiale. Nel 1998 Buffon non giocò neanche un minuto, riserva di Pagliuca e Toldo. Dal 2002 in poi è stato lui il titolare indiscusso della porta dell’Italia. Il 2006 è stato il suo capolavoro. La parata su Zidane nella finale di Berlino è ben impressa nella memoria di chiunque abbia assistito a quella partita. Amarezza nel 2010, quando un infortunio lo blocca dopo la prima partita. Gli azzurri di Lippi vengono eliminati dalla Slovacchia già nel girone. Altro piccolo problema nel 2014. Buffon salta la prima partita, contro l‘Inghilterra. Gigi gioca con Costa Rica e Uruguay, ma anche in Brasile la corsa azzurra si ferma nel girone.

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Buffon, un ultimo mondiale per lasciare il segno

Uno come Gigi Buffon non può lasciare la storia dei Mondiali di calcio con l’immagine del gol subito di Godin con l’Uruguay. Proprio no. La Svezia è l’ultimo ostacolo verso il suo sesto mondiale. Giocare per così tanti anni ad alto livello è roba per pochissimi eletti. L’anno prossimo sarà l’ultimo da calciatore per Buffon che, in caso di qualificazione, giocherò in Russia le ultime partite della sua strepitosa carriera. Battere la Svezia per concentrarsi sulla Juventus, per poi avvicinarsi sempre più alla Russia.

Buffon in questi giorni a Coverciano ha ostentato tranquillità alla stregua del ct Ventura che ha sciolto gli ultimi dubbi sulla probabile formazione da schierare stasera. Così come gli altri senatori azzurri. Da Chiellini a De Rossi nessuno vuole prendere neanche in considerazione l’idea dell’eliminazione. Vero è che in un confronto andata e ritorno tutto è possibile. Contro la Svezia bisognerà sbagliare il meno possibile. In 180 minuti tutto può essere decisivo, anche un rimpallo o una deviazione fortuita. Gli azzurri dovranno avere la giusta tensione, che non dovrà diventare paura se qualcosa dovesse cominciare ad andare storto. Cuore caldo-testa fredda, è così che si affrontano questo tipo di partite. Gli azzurri hanno grande esperienza, dovranno avere anche molta consapevolezza di essere più forti. Senza presunzione però. I Mondiali si giocano, non si guardano alla tv. Coraggio Gigi, coraggio azzurri, la Russia è lì a portata di mano.

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