Livermore, cocaina dopo la morte del figlio: la Fa lo grazia

Pubblicato il autore: Maria Giorgia Corolini Segui

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Livermore, cocaina dopo la morte del figlio: il calciatore della Premier League Jake Livermore non è stato squalificato, né ha subito alcun provvedimento disciplinare, nonostante sia risultato positivo al test antidoping sulla cocaina. La federcalcio inglese ha deciso oggi di riconoscergli circostanze attenuanti “straordinarie“: la positività del 25enne centrocampista dell’Hull City risalirebbe infatti allo scorso maggio, pochi giorni dopo la morte del figlio appena nato. Il grande dolore avrebbe gettato il giocatore nell’abisso della droga, per questo la Football Association (solitamente nota per il pugno di ferro contro circostanze di positività al doping) avrebbe deciso di concedere un’altra possibilità a Livermore: la sentenza è stata espressa oggi, Jack Livermore non è stato squalificato e potrà continuare regolarmente la propria carriera.

Se la FA avesse deciso di punire il calciatore, lo stesso avrebbe rischiato una sospensione di due anni, fatto che avrebbe potuto affossarlo ancora di più e metterlo in grave difficoltà. Livermore, prelevato dall’Hull City nell’estate del 2014 per 8 milioni di sterline, ha rischiato addirittura il licenziamento proprio per la cocaina: era infatti stato immediatamente sospeso dal club dopo la positività. La sentenza di oggi, invece, consentirà al calciatore di continuare la sua carriera facendo prevalere, almeno per una volta, il buonsenso sulle rigide regole disciplinari.

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