Non solo il Leicester: ecco la pazzesca storia del Bournemouth!

Pubblicato il autore: andrea nervuti

AFC-BournemouthBournemouth, 180.000 anime affacciate sulla baia di Poole, a poche miglia marine dall’isola di Wight. Una ridente -quanto insolitamente soleggiata- cittadina della Britannia.
Qui, nell’autunno del 1899, dalle ceneri del Boscombe Football Club nasce l’attuale A.F.C Bournemouth. Divisa a strisce verticali rossonere in onore del Milan, ma a differenza del club di Via Turati zero titoli in bacheca. Anzi poca gloria in generale, se si pensa che il picco più alto di successo è stato toccato nel Gennaio del 1984, quando le Cherries del Dorset (guidate da Harry Redknapp) eliminano il Manchester United dalla F.A Cup. Da lì in poi, un traumatico ritorno nel limbo dell’anonimato. Un’altalena continua fra Third Division e Divison Two, condita da qualche fugace apparizione in cadetteria. Nulla di clamoroso fino al Febbraio 2008, quando le Ciliegie balzano alle cronache per l’emorragia finanziaria che costringerà la Football Association ad infliggergli ben 10 punti di penalizzazione. Troppi per riuscire a salvarsi. Retrocessione e tante nubi all’orizzonte. La stagione seguente sarà un tragico travaglio sportivo e soprattutto fiscale. Iscrizione rimediata per i capelli, potenziali acquirenti dalla dubbia nomea, squadra allo sbando e defenestrazione di un paio di manager (Bond e Jimmy Quinn), fino alla scelta di nominare l’ex giocatore Eddie Howe come capo allenatore. Con i suoi 31 anni, diventerà il tecnico più giovane di tutta la Football Legaue. Risultato: salvezza raggiunta a dieci minuti dal termine della stagione, grazie al gol di Steve Fletcher contro il Grimsby Town.
“The Great Escape” sarà il soprannome con il quale i tifosi battezzeranno questa clamorosa rimonta.
Spinto dal dilagante entusiasmo della città, nell’anno successivo, Howe centra addirittura la promozione diretta con due giornate d’anticipo meritandosi persino la chiamata del ben più ambizioso Burnely. Allo scontato divorzio, seguiranno anni di insuccessi; sia per la squadra rossonera che per il giovane tecnico e nell’Ottobre 2012 le strade dei due finiranno per re incontrarsi. Neanche a dirlo, l’intesa è subito speciale, come se fossero una coppia d’innamorati che non si vedeva da tempo. Nuova promozione, stavolta in Championship e matrimonio più saldo che mai. Un paio di salvezze tranquille nella seconda serie inglese, prima della magica galoppata della stagione 2014/15.
Il 25 Ottobre del 2014 le Cherries disintegrano per 8 a 0 il Birmingham al St’Andrews ottenendo il record di reti siglate in una partita. Un messaggio inequivocabile. Il 27 Aprile del 2015 il Bournemouth rifila tre scoppole al Bolton Wanderers conquistando aritmeticamente la prima -storica- promozione in Premier League. Non è finita, perché la settimana successiva -con lo stesso identico risultato sul Charlton- ottengono anche il titolo di lega chiudendo il campionato a 90 punti, appena uno in più del Watford giunto secondo. La favola delle ciliegie fra le super potenze inglesi comincia da qui. Dopo una serie di difficoltà iniziali, come la sconfitta all’esordio contro l’ Aston Villa e l’infortunio del bomber Callum Wilson, il 5 Dicembre 2015 si compie il primo, piccolo, miracolo.
Stamford Bridge, quartiere londinese di Hammersmith&Fulham. Un gelido pomeriggio anglosassone si trasforma improvvisamente in un bollente bolgione dantesco, per gli oltre tremila tifosi delle Cherries giunti nella City. Una zuccata in mischia del ruvido centravanti Gleen Murray, inabissa la corazzata Blues affondando persino l’autostima di Mourinho. Un trionfo straordinario ed inaspettato che trascinerà i ragazzi di Eddie Howe al secondo, piccolo, miracolo. È il 12 Dicembre 2015, le tenebre hanno avvolto Bournemouth da diverse ore ma i pub della città sono tutti pieni di gente in festa. Un fortunoso gol di Stanislas su calcio d’angolo e la volee in corsa di Joshua King hanno appena decapitato anche il planetario Manchester United di Louis Van Gaal. Di nuovo, a distanza di circa trent’anni! Sempre lì, tra l’incredula passione di quei gradoni, e nello stesso stadio che se ora non fosse coperto dallo sponsor si chiamerebbe ancora “Dean Court”, proprio come nel lontano Gennaio del 1984 quando Milton Grahman e Ian Thompson fecero conoscere a tutto il mondo le piccole ciliegie del Dorset!
E adesso, che la pazzesca storia del Bournemouth è diventata realtà, chissà che non arrivi addirittura una salvezza in Premier League. Sarebbe l’ennesimo, piccolo, miracolo!

Andrea Nervuti


 

 

 

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