Jonàs Gutièrrez, vinta la causa contro il Newcastle

Pubblicato il autore: massimiliano iollo Segui

Jonas Gutierrez
Gli strascichi dell’ addio di Jonàs Gutièrrez dal Newcastle United paiono non essere ancora finiti. E’ notizia di poco fa che davanti ai giudici del tribunale del lavoro di Birmingham, la mezz’ala argentina ha vinto la propria battaglia contro il suo ex club, reo di aver “approfittato” della sua salute non ottimale per risolvere il contratto. Jonàs Gutièrrez, oggi 32enne,  ha lamentato il fatto di non aver ricevuto più supporto del club sin da quando nel 2013 gli venne diagnosticato una forma di cancro ai testicoli.

Nessuno ha mai alzato il telefono per sapere come stavo– ha detto Gutièrrez ai giornalisti. Durante la chemioterapia, ma anche quando finalmente si seppe che la mia battaglia contro il male l’avevo vinta, mi sarei aspettato almeno una telefonata da qualche dirigente o da parte del manager Alan Pardew (ora alla guida del Crystal Palace). L’ ostilità nei miei confronti è stata ribadita al mio rientro, quando pienamente abile e arruolabile non venivo mai convocato per le partite, impedendo scientemente l’ attivazione della clausola di rinnovo automatico dell’ accordo qualora avessi raggiunto un determinato numero di presenze. Essere trattato così dal club per cui hai dato tutto è scioccante“.

Nuovi sviluppi sono attesi nelle prossime settimane, specialmente da parte dei tifosi del Newcastle United, da sempre schierati dalla parte di Jonàs Gutièrrez.

La storia dell’ argentino con la gente geordies è quindi finita com’era iniziata: con il tribunale a decretare una sentenza. Sì perchè il tribunale dello sport condannò il Newcastle United a risarcire il Maiorca con una cifra attorno ai 15M di euro, essendo il reale valore di Jonàs Gutièrrez che, sotto pressione del club inglese, impugnò l’ articolo 17 (una costola della famosa legge Bosman) e si liberò a parametro zero, liberandosi da ogni vincolo e firmando il contratto col Newcastle. Il 2 Giugno, prendendo in consegna il numero 18, diventò ufficialmente un nuovo giocatore del Newcastle.

Debuttò in Premier League il giorno di Newcastle v Manchester United, ricevendo parecchi elogi nel dopo-partita da parte di leggende del calcio britannico come Alan Hansen. Le sue ottime prestazioni però non rispecchiarono l’andamento della squadra che a fine campionato fu condannata alla retrocessione in Championship. Tornato in Premier League da protagonista, avendo rifiutato numerose proposte di trasferimento pur di restare al Newcastle ed aiutarlo a tornare in massima serie, Jonàs Gutièrrez fu presto relegato in panchina a favore del giovane francese Hatem Ben Arfa prima di riconquistare il posto grazie a due belle reti segnate a Chelsea e Manchester City e ad un carattere che presto lo fece diventare uno dei pilastri dello spogliatoio, capace di trascinare in compagni fino alla qualificazione in Europa League.

La versatilità tattica fece di Jonàs Gutièrrez nel 2010 uno degli uomini su cui Diego Armando Maradona, all’ epoca CT della nazionale argentina, faceva più affidamento. Anche il pluri-pallone d’ oro Leo Messi definì il compagno come “uno dei giocatori più interessanti dell’ intera Premier League”.

Il tumore ai testicoli ha dunque rovinato la buona carriera dell’ argentino che intanto aveva abbandonato la posizione di ala pura vecchio stampo per passare ad una posizione centrale come regista avanzato di centrocampo. Sconfitta la brutta malattia, e recuperata la buona forma con un prestito semestrale al Norwich City, Jonàs Gutièrrez tornò al Newcastle nella tumultuosa stagione 2014/15. I Magpies, all’ ultima giornata, evitarono la seconda retrocessione in Championship in pochi anni proprio grazie ad un goal, oramai leggendario, proprio di Jonàs Gutièrrez. Sembrava una favola a lieto fine. Il leader dello spogliatoio sconfigge in tempo un brutto male come il cancro per salvare la propria squadra con un goal allo scadere.

Tutto ciò è stato amaramente rovinato dall’ indifferenza di un board più impegnato a strappare contratti di sponsorizzazione che coccolarsi i propri eroi.

It’s a sad story” direbbero gli inglesi…

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