Nella festa del Leicester c’è ancora un’altra impresa epica tutta italiana!

Pubblicato il autore: Emiliano Rota Segui

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Ci sono favole che diventano leggende e rimangono impresse nella mente per anni. Sono quelle storie che racconterai ai tuoi figli o ai tuoi nipoti e che mai potrai toglierti dalla mente. Come l’impresa del Leicester che rimarrà per sempre negli annali della storia, una squadra operaia che ha surclassato rivali multimilionarie governate da miliardari russi o sauditi. Un’impresa dal forte sapore italiano che senza il suo condottiero forse non sarebbe stata possibile. Claudio Ranieri è ora il simbolo dell’Italia all’estero, sbeffeggiato in patria si è preso la sua rivincita dimostrando che sì, “Italians do it better” ancora! Conquistando un traguardo inimmaginabile contro ogni pronostico possibile.
Dopo aver conquistato la matematica certezza del titolo bisognava solo festeggiare, e quale miglior occasione dell’ultima partita in casa contro l’Everton. In città è festa grande e tutti ma proprio tutti sono pronti a festeggiare in un giorno che sarà per sempre ricordato dal mondo. E in questo clima di gioia e di festa c’è un’altra storia dal sapore italiano che voglio svelarvi. Una storia anch’essa epica e incredibile che rimarrà nel cuore di coloro che l’hanno intrapresa e che gli riempirà per sempre il cuore con emozioni che solo il calcio sa regalare.
Ecco il racconto di uno degli artefici di questa storia surreale:
“L’impresa del Leicester e la sua cavalcata alla conquista d’Inghilterra rimarrà per sempre nella storia. Così noi, appassionati di calcio fin da piccoli, abbiamo deciso che non potevamo mancare all’ultima in casa del Leicester City, la favola di questa Premier League.
Molti ragazzi sono partiti dall’Italia, la pagina Facebook “Calciatori Brutti” ha organizzato un incredibile evento che è finito sul “The Guardian” e addirittura alla conferenza stampa di Ranieri. Ma nessuno di noi poteva immaginare che una semplice trasferta si sarebbe poi trasformata in una straordinaria giornata di gloria.
In fondo eravamo partiti per Leicester sperando solo di fare un po’ di casino, vedere la partita in un pub ignorante e magari riuscire ad incontrare qualche giocatore e farci una foto con il nostro idolo: Jamie Vardy. Nessuno avrebbe anche lontanamente sognato di fare ciò che ci è successo.
L’abbiamo fatta grossa! Davvero grossa! Arrivati in città abbiamo deciso di recarci al King Power Stadium, punto nevralgico della festa delle “Foxes“, dove si stava svolgendo la partita contro l’Everton. Abbiamo trovato un ingresso senza polizia ma vigilato solamente con due ragazzi che perquisivano. Siamo arrivati lì di corsa, tutti trafelati, ci siamo fatti controllare e poi siamo andati al tornello. Non essendoci la polizia siamo riusciti ad entrare anche senza il biglietto elettronico. L’emozione era alle stelle, non sapevamo che fare. Così abbiamo deciso di sederci sulle scale come se nulla fosse e goderci la partita che era già sull’1-0.

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Sfortunatamente data la precisione, si sono avvicinati poco dopo alcuni steward poiché non si può sedere per terra. Così ci hanno chiesto i biglietti che non avevamo. È iniziata una recita improvvisata in cui mi prendevo la colpa di aver smarrito i biglietti dopo l’ingresso. Nel frattempo vedevamo molte persone che venivano allontanate dallo stadio, ma non poteva davvero finire così. I miei tre amici inveivano contro di me ed io ero disperato, occhi lucidi e mani nei capelli mentre, segretamente, insieme, pregavamo la nostra buona stella che accadesse qualche magia. Poi gentilmente gli abbiamo chiesto se era possibile trovare una soluzione: ed ecco un altro pezzetto del miracolo sportivo di questo Leicester. Lo steward, che naturalmente non aveva creduto ad una sola parola, ci ha detto che se davvero ci fossero stati quattro posti liberi ci avrebbero permesso di restare. Lo stadio era pieno, stracolmo. Era impossibile trovare anche solo un piccolo buco. Dopo qualche istante ritorna urlando che ha una buona notizia per noi: 4 posti, 4 posti liberi e vicini. Sembra fatto appositamente. Per noi era già abbastanza, eravamo al settimo cielo ma, alla fine della partita, abbiamo deciso di provare a vedere se fosse davvero la nostra giornata fortunata. Siamo scesi al limitare del campo e in qualche modo ci siamo ritrovati sull’erba. Eravamo lì, sul terreno di gioco con i campioni d’Inghilterra! A quel punto eravamo in estasi, era incredibile! Foto con tutti, qualche battuta con capitan Morgan o con Inler, addirittura in italiano.

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Mi tremava la voce mentre parlavo con Ranieri, Vardy o Drinkwater.

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Addirittura a Danny ho detto che avrei rubato la coppa, lui ridendo mi ha risposto che era impossibile prenderla, pensate alla sua faccia quando qualche minuto dopo ha visto Schmeichel passarmi il trofeo!

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Mai nella vita avrei pensato che un giorno mi sarei ritrovato a festeggiare fianco a fianco con i neo campioni d’Inghilterra, protagonisti di un’impresa epica. Un’esperienza assurda! Indimenticabile. Eh sì, l’abbiamo fatta grossa, veramente grossa! Ancora una volta il calcio ha dimostrato di poter essere lo sport più bello del mondo, dove i sogni diventano realtà! Quando negli anni a venire si parlerà ancora e ancora di questa favola incredibile nel mio cuore avrò per sempre indelebili i ricordi di tutto questo, e dirò con orgoglio IO C’ERO! e farò per sempre parte di un pezzetto della storia più bella del calcio…”

Fabiomassimo

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