Premier League, il Leicester campione: l’ultimo miracolo calcistico prima delle foxes è stata la Grecia a Euro 2004

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

Grecia euro 2004Premier League, ieri sera il Leicester di Ranieri si è laureato campione d’Inghilterra, un’impresa incredibile che verrà ricordata per anni. Sono già partiti i paragoni con altre grandi “favole” del passato: in Serie A il Verona di Bagnoli, il Nottingham Forest in Premier, il Montpellier in Ligue 1 o il Kaiserslautern in Bundesliga, ma vogliamo ricordare l’incredibile cavalcata della Grecia di Otto Rehagel a Euro 2004 in Portogallo, forse l’ultimo grande miracolo calcistico, prima di ieri sera. Vanno fatti i dovuti distinguo, molto probabilmente è più difficile vincere il Campionato piuttosto che una Coppa, dal momento che ci sono più partite e quindi sostanzialmente i veri valori vengono a galla, ma sicuramente quella nazionale greca come impegno, grinta e passione può essere accostata a questo Leicester. Prima del 2004 la Grecia aveva partecipato solo una volta all’Europeo e due volte ai Mondiali, senza raccogliere in queste apparizioni nemmeno una vittoria. A Euro 2004 però la Nazionale si presentava con una discreta rosa, composta da molti giocatori che avevano giocato nei più importanti campionati europei ed erano guidati da un Ct, Otto Rehagel che aveva già stupito tutti in Bundesliga con il Kaiserslautern. Di sicuro il sorteggio non aveva dato una grossa mano, infatti nella prima fase i greci se la dovevano vedere con Portogallo, Spagna e Russia. All’esordio contro i padroni di casa del Portogallo gli ellenici dominano dal primo minuto fino al novantesimo, Karagounis e Basinas su rigore regalano i primi tre punti per un pesantissimo 2 a 1. La partita successiva è contro la Spagna e le premesse non sono delle migliori: primo tempo dominato dalle Furie Rosse e gol di Morientes per il momentaneo 1 a 0, ma nella ripresa Charisteas realizza il gol del fondamentale 1 a 1 finale. Nell’ultima gara del girone basta un pareggio, o anche addirittura una sconfitta con buone notizie dall’altra sfida, i greci sbagliano l’approccio alla partita e la Russia si porta subito avanti per 2 a 0. Gli dei del calcio però hanno deciso da che parte stare e basta un gol di Vryzas, che non eviterà la sconfitta, ma garantisce il passaggio del turno, perché nell’altra partita la Spagna soccombe ai cugini del Portogallo e butta via la qualificazione. Adesso ci sono i quarti, c’è la Francia di Zidane ad attendere Charisteas e compagni, tutti si aspettano i Bleus in semifinale, ma la Grecia gioca meglio e proprio il numero 9 di testa su assist di Zagorakis regala un’altra pagina di storia da scrivere contro la Repubblica Ceca in semifinale. Questa volta serve anche un pizzico di fortuna alla nazionale ellenica, Nedved e compagni giocano meglio e sfiorano più volte il gol, ma al termine del primo tempo supplementare Dellas segna il Silver Gol che vale la finale. Nell’ultimo atto c’e di nuovo il Portogallo che può vincere il trofeo davanti ai propri tifosi, il cerchio si chiude, incontrati e battuti all’esordio, ma adesso è la finale, avranno le motivazioni a mille. Ancora Charisteas, ancora di testa, è 1 a 0, la Grecia è campione d’Europa per la prima volta nella sua storia, è l’incredibile sogno di una nazione intera che per una notte può festeggiare e dimenticare i problemi. Chissà se ieri sera a casa di Vardy, qualcuno festeggiando ha pensato alla nazionale greca, che ironia della sorte un anno e mezzo fa ha esonerato Ranieri, il principale artefice di questa nuova, bellissima favola calcistica.

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