Italians do it better … o no?

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

claudioChe gli allenatori italiani fossero i più preparati al mondo è da tempo un discorso ormai chiuso. Fuori dalla nostra penisola ci sono decine di connazionali che hanno fatto le fortune dei più svariati club esteri. Carlo Ancelotti ad esempio, ha vinto tutto tra Londra, Madrid e Parigi (e senza dubbio lo farà anche in Baviera). Nevio Scala ha sollevato una coppa intercontinentale alla guida del Borussia Dortmund ed uno scudetto ucraino sulla panchina dello Shakhtar Donetsk. Giovanni Trapattoni si è aggiudicato un campionato tedesco ed una coppa di Germania ai tempi del Bayern Monaco, un campionato portoghese con il Benfica ed uno austriaco con il Salisburgo. Spalletti ha dominato in Russia con Lo Zenit nel biennio 2010 -2012. Marcello Lippi -otre al mondiale- ha portato a casa per 3 volte consecutive la Chinese Super League. Zaccheroni ha vinto una Coppa d’Asia alla guida del Giappone, Mandorlini  una “Diviza A” con il Cluj mentre Zenga da quelle parti ha governato con lo Steaua Bucarest prima di spostarsi in Serbia e trionfare anche con il Partizan Belgrado.

No, non mi son dimenticato della coppia britannica. Di Roberto e di Claudio. Del primo che ha sbaragliato la concorrenza della Premier League, riportando lo scudetto sulla sponda blu di Manchester dopo oltre 35 anni. E dell’altro, dell’artefice del miracolo sportivo più incredibile degli ultimi secoli e di cui tutti sanno ormai tutto.

Già, il campionato di sua maestà… in fondo era proprio qua che volevo planare. Ai nastri di partenza della Premier League 2016/17 c’erano più manager italiani che inglesi: una cosa mai successa prima!

Ranieri al Leicester, Conte al Chelsea, Guidolin allo Swansea e Mazzarri al Watford. A questi vanno aggiunti Di Matteo all’Aston Villa e proprio Zenga al Wolverhampton (entrambi impegnati  in Championship).

Indubbiamente il clamoroso successo delle Foxes guidate dal Lord di testaccio, ha funto da traino per nuovi sbarchi garibaldiani in terra d’Albione, ma a siamo poi cosi sicuri che si ambienteranno tutti?

Certo, siamo solo all’inizio, ma dopo quasi due mesi è anche giusto tracciare un primo bilancio.

Gudolin. Al momento è quello messo peggio di tutti. I problemi di comunicazione sono evidenti, soprattutto calcolando il carattere timido ed introverso del Francesco di Bassano del Grappa. La sua dimensione ideale resta quella di Udine, o meglio, il Friuli e la sua vita defilata. Da questo punto di vista Swansea può aiutarlo, essendo una piccola provincia di campagna lontana anni luce dagli sfarzi di Londra e delle altre città. Ad oggi i suoi cigni sono quart’ultimi in classifica, ma soltanto perché Stoke e West Ham hanno sfoggiato il peggior inizio di stagione di sempre. La stampa d’Oltremanica lo vede già in bilico; al suo posto sarebbe pronto l’icona del calcio gallese per antonomasia: un certo Ryan Giggs!

Auguri!

Conte. L’ex Juventino – dopo una partenza molto promettente – pare essersi un pelino smarrito. Chiude il mese di Settembre con una doppia sconfitta in quello che doveva esser un trittico decisivo per le sorti del Chelsea. Un solo punticino fra Swansea, Liverpool ed Arsenal è  decisamente troppo poco per chi mira alla vittoria finale. Tuttavia, non pare ancora completamente tagliato fuori dalla corsa delle “Big Six”. L’inglese non lo supporta al 100%, ma il suo carisma potrà esser fondamentale nel rapporto coi giocatori.

Ranieri. Beh, dopo la stagione scorsa gode di un credito illimitato. Che non potesse ripetersi lo sapevamo sin dal principio e la classifica sta lì a dimostrarlo. Ad ogni modo il suo percorso in Champions League va a gonfie vele: 6 punti su 6 disponibili e qualificazione praticamente in tasca.

Oh, non smettere di farci sognare caro Claudio!

Mazzarri. Anche qui l’approccio è stato più complicato del previsto. Le difficoltà nell’imparare ad esprimersi in maniera decente ne hanno probabilmente inquinato le idee tattiche. Ha dalla sua una rosa con parecchi giocatori proveniente dal campionato italiano (da Britos a Zuniga) che potrebbero aiutarlo nell’inserimento. Per me non sarà mai un allenatore da calcio anglosassone, ma se l’obbiettivo dei Pozzo resta la salvezza, con 7 punti su 18 disponibili è in piena media.

Da sottolineare la vittoria per 3 a 1 contro lo United di Mourinho: per la classifica varrà sempre tre punti, ma per l’autostima potrebbe valerne almeno il doppio.

Chiudo coi due manager impegnati in Championship. Wolves a 15 punti, Aston Villa a 10. Siamo nel limbo, con una leggera bocciatura per i secondi, anche se il campionato di serie B inglese è lungo ed imprevedibile e la cartina di tornasole è generalmente il mese di Marzo.

Insomma, probabilmente è vero che “  The Italians do it better  “, ma a patto che tutte le abitudini funzionino come a casa. Dalla cucina alla lingua passando per le ferie.  In caso contrario si può sempre salire sul primo volo e tornare in Italia per infilarsi in qualche polemico talk show del Lunedì sera!

 

 

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