Leicester, dal sogno all’incubo in meno di un anno. Che succede?

Pubblicato il autore: Valerio Nisi

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. Il classico dalle stelle alle stalle in lingua inglese. E la favola del Leicester sembra si stia tramutando in un incubo, il tutto ad un anno di distanza. Esattamente un anno fa infatti, il Leicester di Claudio Ranieri raggiungeva la vetta della classifica di Premier League dopo aver vinto contro il Newcastle, per poi arrivare magicamente a vincere il massimo campionato inglese. Tutti dietro, Arsenal, Tottenham, Manchester United, Manchester City, Chelsea. A vincere sono stati i ragazzi di Ranieri, e lo hanno fatto meritatamente.

La favola ad un anno di distanza inizia ad avere i contorni un po’ sbiaditi, fino ad intorbidirli del tutto. Dopo l’ultima partita di campionato il Leicester è ad appena due punti dalla relegation zone, la zona retrocessione. La stessa zona bollente dalla quale Claudio Ranieri aveva tirato fuori i suoi ragazzi subentrando ad una manciata di partite dalla fine del campionato di due stagioni fa.

L’ultima trasferta contro il Watford dell’altro italiano Walter Mazzarri ha dato conferma del periodo terribile vissuto dal Leicester, che ha perso sei partite in totale, di cui cinque lontano dal King Power Stadium. Non che ci aspettassimo che il Leicester bissasse la stagione scorsa. È stata quella la vera sorpresa, vedere Morgan & Co. alzare il trofeo a fine campionato. Di certo però non ci si aspettava questo percorso al contrario.

Soprattutto se paragonato a quello che il Leicester sta effettuando nella sua prima apparizione europea in Champions League. Domani sera in casa contro il Brugge basterà un punto per qualificarsi agli ottavi di finale del torneo, scrivendo una nuova bellissima pagina della storia di questo club.

E allora com’è possibile questo doppio percorso? Può essere il classico ragionamento degli stimoli mancanti? Direi di no. I giocatori del Leicester non sono grandi campioni con la pancia piena e bacheche strabordanti di trofei. Non è certo lo stimolo a mancare. Il tecnico italiano ha provato a spiegare la situazione nel post partita contro il Watford, e l’unica motivazione plausibile sembra essere il fatto che gli avversari conoscano bene il gioco del Leicester, almeno in patria. Quindi, parole di Ranieri, bisognerà “inventarci qualcosa di diverso”.

Qualcosa che non dipenda dai singoli, qualcosa che riesca a dare quel di più al gioco del suo Leicester. Ranieri ha ritenuto normale questo calo dopo l’annata scorsa, ma di certo non si aspettava di essere così in basso a questo punto della stagione. Essere risucchiati nel vortice della lotta per la salvezza è un niente. E di sicuro gli uomini di Ranieri non vogliono entrare nella storia del calcio inglese per una statistica negativa. È già successo infatti che una squadra sia retrocessa l’anno dopo aver alzato il titolo. Il Leicester non vuole scrivere il suo nome a fianco a quello del Manchester City, che ben 78 anni fa riuscì in questa catastrofica impresa.

Serve testa bassa, lavorare e correre. Esattamente le qualità che hanno concesso al Leicester di vincere il titolo appena sei mesi fa devono essere le stesse che lo aiuteranno a venire fuori da questo momento. Serve un Vardy più cinico e un Mahrez più ispirato. Serve la serenità che nessun allenatore al mondo può tirare fuori dai suoi giocatori come Claudio Ranieri. C’mon King Claudio!

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