Burnley, storia di una salvezza fatta in casa

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto Segui

Burnley
Ci sono squadre che fanno dello stadio casa la propria roccaforte, il luogo da cui passano la maggior parte dei punti necessari per centrare i propri obiettivi stagionali. Una di queste è il Burnley di Sean Dyche, una squadra che non ha realizzato solo la maggior parte dei punti in Premier League all’interno delle mura di Turf Moor, ma praticamente è riuscita ad assicurarsene quasi la totalità tra tutti quelli collezionati, ben 32 sui 36 totali.

Dopo trentadue partite stagionali, la squadra del Lancashire si trova in dodicesima posizione, con otto punti di vantaggio rispetto lo Swansea che occupa l’ultima posizione che porterebbe alla retrocessione. Un dato interessante è quello che dimostra come ad oggi il Burnley potrebbe benissimo lottare per la salvezza solamente con i punti realizzati in casa (anche perché del resto la squadra di Turf Moor è l’unica a non aver mai vinto in trasferta): infatti, se è vero che come abbiamo già detto pocanzi i punti casalinghi sono stati 32, i punti totalizzati dallo Swansea a sei giornate dalla fine del campionato sono stati solamente 28.

Le uniche squadre che finora sono uscite con il bottino pieno da Turf Moor sono state Arsenal, Manchester City, Tottenham e Swansea, mentre vi si sono dovute fermare anche squadre di primo livello come il Chelsea di Antonio Conte e le due di Liverpool: è inoltre importante sottolineare come delle 12 gare casalinghe vinte, otto siano terminate con la rete inviolata.

Nella classifica dei punti realizzati in casa il Burnley occupa la sesta posizione, addirittura sopra squadre che in estate hanno speso quasi duecento milioni di euro come Manchester City e Manchster United. I fattori che hanno portato ad un risultato così impressionante verosimilmente possono essere due: il primo è l’assoluta conoscenza dell’ambiente di Sean Dyche, tanto è vero che l’allenatore inglese si trova sulla panchina del Burnley dal 2012, una prova di fedeltà che è già valsa due promozioni della Championship ed una retrocessione dalla Premier League; il secondo è un dato prettamente legato alla nazionalità dei giocatori in rosa, basti pensare che i calciatori della squadra del Lancashire sono quasi tutti britannici (con l’eccezione dei soli Steven Defour e Johan Gudmundsson), ad indicare non solo la conoscenza specifica del campionato, ma probabilmente anche un più profondo sentimento di attaccamento alla causa del Burnley.

La squadra di Dyche quest’anno ha realizzato solamente 32 gol, il ché fa del Burnley il terzo peggior attacco del campionato dopo Middlesbrough e Sunderland, rispettivamente penultima e ultima: per fortuna dei tifosi del club del Lancashire che a questo dato oggettivo bisogna aggiungerne uno soggettivo, dal momento che come è usanza dire i gol non devono solamente esser contati, ma bensì pesati.

Le prestazioni dei giocatori del Burnley non stanno passando inosservate, tanto che due di questi hanno attirato l’attenzione dell’allenatore della nazionale inglese Southgate, vale a dire il portiere Tom Heaton (già convocato anche in occasione degli Europei in Francia) e Michael Keane (difensore ventiquattrenne che sembra far gola a squadre come Manchester United, Manchester City ed Everton).

Dunque il Burnley ad oggi sembra avere tutte le carte in regola per chiudere matematicamente la pratica salvezza nelle restanti sei gare di Premier League, specialmente considerando che tre di queste si giocheranno a Turf Moor: Manchester United, WBA e West Ham sono avvisate.

  •   
  •  
  •  
  •