L’asso nella manica di Josè Mourinho

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto Segui

Mourinho
Iniziato il mese di aprile, la situazione inizia a farsi preoccupante per il Manchester United: questo non solo per la posizione in classifica, ma soprattutto perché i Red Devils dopo oltre otto mesi sotto la gestione di Mourinho ancora non sono riusciti a esprimere un gioco all’altezza delle aspettative. Eppure nel corso del mercato estivo sono stati comprati rinforzi per un ammontare di quasi 200 milioni di euro, quali Pogba, Bailly e Mikhitarian, senza contare l’acquisto a parametro zero di Zlatan Ibrahimovic.

Come spesso accade, l’acquisto meno costoso si è rivelato essere quello più decisivo, tanto che lo United sembra essere dipendente dalle prestazioni, nonché dai gol, dello svedese. Se si pensa che dei 43 gol in campionato della squadra dell’Old Trafford venti sono passati dalle invenzioni di Ibrahimovic (16 gol e 4 assist) si possono ben capire le motivazioni del malcontento dello stesso giocatore, che a seguito dell’ennesima partita caratterizzata da una prestazione insoddisfacente della squadra, e risolta solamente a 94′ grazie a un rigore che è valso un pareggio, si è lasciato andare con delle dichiarazioni non certo leggere: “Non posso vincere le partite da solo. La stagione è un fallimento, non mi ricordo neanche più l’ultima volta che sono arrivato secondo. La classifica non mente, siamo dove la squadra merita di essere. Io però non mi accontento, a 35 anni non ho più tempo per farlo”.

Ciò che caratterizza la squadra di Mourinho sono i troppi pareggi, addirittura 12. Per quanto possa esser vero che un punto sia meglio di una sconfitta, c’è da dire che allo stesso tempo le vittorie sono state troppo poche, solamente 14 (nove in meno del Chelsea capolista). Un altro elemento da tenere in considerazione sono i gol siglati dai Red Devils: 43 reti infatti fanno dello United la squadra meno prolifica tra le prime sette, addirittura 10 in meno dell’Everton. Inoltre, l’unico giocatore andato in doppia cifra in campionato è stato Ibrahimovic, mentre il secondo miglior marcatore è Mata con 6 gol.

L’Old Trafford è stato teatro di 9 dei 12 pareggi stagionali, e all’interno di quello stadio che in passato ha ospitato innumerevoli vittorie quest’anno sono stati realizzati solo 27 punti sui 48 disponibili: tra l’altro, si pensi che i tre punti casalinghi mancano addirittura dal’11 febbraio, quando lo United vinse 2 a 0 contro il Watford.

Ma cosa manca a Mourinho per dare alla sua squadra un gioco più vivace? Spesso il portoghese ha lamentato le troppe partite che si giocano in Inghilterra, specialmente se sommate alle numerose gare di Europa League. Fu proprio il tecnico nel post partita della gara di ritorno contro il Rostov a dichiarare che fosse oggettivamente impossibile dare alla squadra un’impronta migliore giocando tre gare a settimana, causando così l’immediata reazione di un uomo che il Manchester United lo conosce bene, Roy Keane. Come riporta il Telegraph, all’irlandese non sono affatto piaciute le affermazioni di Mourinho, tanto da perdere la calma in diretta televisiva: “Queste parole non hanno senso. Le riserve dello United potevano vincere contro il Rostov con un aggregato di 2 a 1. Non ho mai sentito così tante sciocchezze tutte insieme, uno dei club più importanti del pianeta e con calciatori di questo calibro non più giocare in questo modo. Forse il Manchester United è troppo grande per Josè Mourinho”.

Il clima a Manchester dunque non è tra i più sereni, ma in realtà la stagione potrebbe non essere così fallimentare come sembra: i Red Devils oggi sono sesti in campionato, a pari punti con l’Arsenal, a quattro di distanza dal Manchester City (con una partita in meno) e con sei lunghezze da recuperare sul Liverpool terzo (e due partite in meno), senza considerare che Mourinho ha ancora un asso nella manica per entrare in Champions League. Infatti vincendo l’Europa League, competizione in cui lo United risulta sulla carta essere la squadra favorita, il portoghese si assicurerebbe l’ingresso diretto per la prossima edizione della Coppa dalle grandi orecchie, senza contare che aggiungerebbe un trofeo internazionale alle due coppe che si è già assicurato: il Community Shield e la Coppa di Lega.

È così che la coppa che le grandi squadre solitamente tendono a snobbare potrebbe assumere un significato fondamentale per la stagione di Josè Mourinho, e di conseguenza del Manchester United. Tre coppe e la qualificazione diretta in Champions League potrebbero bastare per soddisfare i tifosi dei Red Devils? Probabilmente anche uno come Roy Keane potrebbe apprezzare un bottino del genere.

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