Tottenham, ci risiamo

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto Segui

Tottenham
Al termine della trentaduesima giornata di Premier League il titolo sembra ormai esser destinato a tornare a Londra, bisognerà determinare nelle sei gare rimanenti quale bacheca debba raggiungere, se quella di Stamford Bridge o quella di White Hart Lane.

Come lo scorso anno, il Tottenham si trova a sorpresa ad essere l’unica squadra ad avere il ritmo ed i numeri necessari per inseguire la capolista. Nella stagione passata Pochettino riuscì ad accorciare sul Leicester sino a cinque punti, salvo poi perdere  il titolo proprio contro il Chelsea in una gara cittadina assolutamente fisica tra gli Spurs che inseguivano il proprio sogno e appunto i Blues che giocavano solamente per la gloria e per mettere i bastoni tra le ruote ai concittadini. Una volta che il gol di Hazard assegnò matematicamente la Premier League alla squadra di Ranieri, il Tottenham perse sia il trofeo che la testa, venendo nel finale addirittura superato dai rivali dell’Arsenal e scendendo dunque in un terzo posto tanto storico quanto amaro.

L’andamento e le prestazioni di questa stagione hanno dimostrato come il piazzamento passato non sia stato solamente frutto dell’assenza delle big ma anche (e soprattutto) dei meriti di Pochettino e dei suoi calciatori: a dimostrarlo sono i numeri, dal momento che ad oggi il Tottenham vanta la miglior difesa del torneo, il secondo attacco, l’imbattibilità casalinga ed ha già conquistato 71 punti, uno in più rispetto quelli finali dell’anno scorso. Tra il titolo mancante dal 1961 e gli Spurs in questi due anni si sono intromessi due italiani, prima l’impensabile Claudio Ranieri con il Leicester delle meraviglie, poi Antonio Conte con una squadra rimodellata nelle idee, nel modulo ed in alcuni interpreti: attenzione però, perché il campionato non è ancora chiuso, e sebbene il Chelsea sembra avere un calendario più accessibile, quattro punti non sono irrecuperabili, e fin quando la matematica non decreterà la propria sentenza Pochettino ha il diritto ed il dovere di crederci non solo per riportare a White Hart Lane un titolo che manca dal 2008 (l’ultimo fu una Coppa di Lega), ma anche per restituire al Chelsea quella cortesia che lo scorso anno è valsa il campionato.

La strada del Tottenham è destinata ad incrociarsi con quella del Chelsea anche in FA Cup, dal momento che questo sabato avrà luogo la semifinale della principale Coppa nazionale, trofeo mancante in casa Spurs dal lontano 1991. Ad ogni modo, nel caso in cui Pochettino dovesse avere la peggio sia in campionato che in coppa, potrà consolarsi rompendo una maledizione che dura dal 1995, l’ultimo anno in cui il Tottenham riuscì a posizionarsi in campionato davanti all’Arsenal: i tifosi della squadra di White Hart Lane dunque sono chiamati ad un finale di stagione emozionante che oltre alla gloria morale proveniente dal sorpasso storico sui Gunners potrebbe essere impreziosito da un titolo.

Il calendario di Tottenham e Chelsea

Il calendario delle due squadre che lotteranno sino alla fine per il titolo sembra favorire Conte: il Tottenham infatti è chiamato nelle ultime gare a quattro trasferte contro Crystal Palace, West Ham, Leicester e Hull City, mentre ospiterà nelle due gare casalinghe Arsenal e Manchester United; il Chelsea invece avrà quattro partite interne che avranno luogo contro Southampton, Middlesbrough, Watford e Sunderland, e solamente due esterne contro Everton e WBA.

Dunque la squadra di Conte oltre ad esser padrona del proprio destino, disputerà più gare in casa e contro avversari che quantomeno sulla carta sembrano essere più abbordabili, senza contare che Pochettino è chiamato a giocare ben tre derby di fila, uno dei quali contro un Arsenal in crisi e con un Wenger che potrebbe disputare la sua ultima partita contro il Tottenham: considerando che per il francese la vittoria del campionato è a questo punto irraggiungibile ed il quarto posto sembra esser poco accessibile, l’unico obiettivo rimasto sembra essere vincere il derby contro i propri rivali, il ché potrebbe significare far svanire loro le ultime speranze di vittoria della Premier League.

Cosa riserverà il finale di stagione per gli Spurs? La squadra di White Hart Lane è finalmente pronta ad essere inserita nel novero delle big inglesi, oppure dobbiamo continuare a considerarla una sorpresa? Ciò che sembra mancare al Tottenham rispetto gli altri top team della Premier League ad oggi sembra essere la potenza economica e la capacità (o forse voglia?) di spendere circa cento milioni a stagione per il mercato, ma ciononostante l’impressione è che la squadra di Pochettino sia diventata una realtà assolutamente importante, capace di valorizzare i propri giovani e di garantire alla nazionale inglese alcuni giocatori di primo livello. Che sia questo l’anno giusto che torni capace anche a vincere un trofeo?

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