Premier League, Watford – Tottenham: stelle e miracoli

Pubblicato il autore: Lina Pao Segui

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… Sicuramente dopo la sconfitta contro il ManUtd, Marco Silva doveva cambiare qualcosa – non i giocatori, ma l’approccio. E la squadra e’ stata cambiata. Piu’ compatta, piu’ organizzata e… piu’ aggressiva. A volte l’aggressività nasconde la ristrettezza di mezzi calcistiche, ma nella partita di Sabato pomeriggio non e’ stato cosi’. L’aggressività del Watford rappresenta la certezza, la convinzione e la determinazione di far bene, di fare tutto che e’ necessario per raggiungere i risultati. Il problema e’ che spesso avere la testa calda significa non essere concentrato, attento e preciso. Per fortuna, i giocatori del Watford sapevano che squadra affrontavano, e sono stati molto concreti fin dall’inizio. Gol di Kabasele al 13′ min. ha fatto capire tutta la determinazione della squadra di Marco Silva, ma poi… tutto e’ andato un po come di solito, quando Heung-Min Son ha segnato il gol del pareggio.
Da qui la partita poteva andare in qualsiasi direzione, ma questa volta l’ha deciso l’arbito, del quale non erano contenti ne’ entrambe le squadre, ne’ tifosi,  ne’ allenatori. Il livello di aggressivita’ cresceva e anche se il referee Atkinson ha espulso Sanchez per una gomitata in faccia di Richarlison, non e’ bastato per spegnere un vulcano, il quale ha diventato il campo di Vicarage Road.

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Tanti falli, il gioco sporco e alla fine un episodio sia molto contraddittorio che indicativo: Eric Dier gioca con la mano nella propria area ma non e’ nemmeno ammonito per non parlare di rigore. 40 minuti dall’espulsione di Sanchez al non-rigore di Dier sono stati disastrosi dal punto di vista etico, non vogliamo vedere il calcio cosi’. Alla fine nessuna delle due squadre ha vinto, ma il calcio sicuramente ha perso.  Pero’ era interessante osservare come una squadra cercava di sfruttare il vantaggio numerico e l’altra cercava di non subire gol e forse anche segnare perche’ e’ tecnicamente piu’ forte, piu’ “maggiore” e allenata dallo stesso allenatore per qualche anno (il lusso che il Watford non so quando potra’ regalarsi). Insomma, penso che siano stati due punti persi per entrambe le squadre, perche’ il Watford voleva vincere in casa (ed era piu’ vicino alla vittoria, per essere precisi) e il Tottenham aveva tanta voglia di avvicinarsi alle prime cinque.

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Tutto quello mi ha fatto pensare a una cosa. Ho inventato il titolo dell’articolo prima del match, perche’ m’immaginavo che “la stella” la dovesse essere Richarlison e “i miracoli” li dovesse fare Gomes. Ma infatti il primo non ha fatto una partita tanto brillante e il secondo non ha fatto nessun vero miracolo. Ma questo gol di Kabasele… Ma il fatto che ne’ Harry Kane, ne’ Dele Alli non sono riusciti a segnare…
Al Mondiale 2018 l’Inghilterra affrontera’ il Belgio nel gruppo G. I Diavoli Rossi sono… i veri diavoli, lo sappiamo in Italia molto bene grazie a Dries Mertens e, soprattutto, a Radja Nainggolan. Hanno tanta voglia, tanta aggressivita’ e cattiveria, e qualche – per usare un eufemismo – calciatore che gioca proprio nel campionato inglese. Kabasele, Hazard, Lukaku, Alderweireld, Vertonghen, Company, De Bruyne, Courtois, Fellaini, Batshuayi, Mignolet… E’ piu’ facile dire chi non gioca in Inghilterra (tipo Vermaelen del Barcellona). Tutto sommato, e’ possibile che i belgi creino qualche problema agli inglesi.
Il processo mentale e’ strano. Quando stai guardando una partita un po’ brutta, piena di falli e di rabbia, e pensi del futuro degli giocatori e delle proprie Nazionali, vuoi dire che il calcio sia davvero piu’ di un gioco.

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