Conferenza stampa pre Inter Fiorentina, Mancini: “Gara particolare. Icardi? Non va perso”

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

cosa ha detto mancini prima di inter fiorentina

Dopo tre vittorie consecutive in campionato e nel mezzo la qualificazione agli ottavi di Europa League, per l’Inter arriva l’esame di maturità con la Fiorentina a San Siro in un ciclo di partite ravvicinate che diranno finalmente se la squadra di Roberto Mancini può recitare un ruolo da protagonista nel finale di stagione. Così il tecnico nerazzurro presenta la sfida nella classica conferenza stampa della vigilia: “Domani sarà una partita particolare che arriva al termine di un ciclo di gare ogni tre giorni. Spero che la squadra stia bene fisicamente – spiega – È ancora troppo presto per puntare tutto sull’Europa League e lasciar perdere il campionato. Aspettiamo, semmai sarà un discorso da fare più avanti”. Sugli avversari, la Fiorentina di Vincenzo Montella, tra le squadre più in forma di questo campionato, anch’essa reduce dal passaggio del turno in Europa League con il 2-0 al Tottenham: “È una squadra che gioca bene e che ha le sue caratteristiche migliori in fase offensiva anche se dietro qualcosa concede – commenta Mancini – Sono felice che Vincenzo stia facendo bene, ha una buona mentalità. E’ un allenatore giovane e si impara sempre anche dai giovani che spesse volte hanno idee migliori di tutti. Lui è pronto per allenare qualsiasi squadra, anche una che può puntare al titolo. Il Milan? Non so… Ma non perché lui non ne sia in grado, ma perché un allenatore giovane deve pensare prima di tutto al proprio bene scegliendo una piazza che lo faccia lavorare in tranquillità””. 

Si parla quindi dei singoli. “A Podolski chiedo semplicemente di segnare perché a Cagliari ha giocato molto bene, credo che sia stata la miglior sua partita – spiega l’allenatore jesino – Shaqiri è giovane, recupera in fretta. Santon? Credo onestamente che adesso sia un po’ stanco, magari di testa più che di fisico. Kovacic non deve guadagnare posizioni nelle gerarchie interne, è uno dei miei preferiti. Magari semplicemente vista la giovane età bisogna stargli un po’ più vicino. Guarin è un pezzo che è maturato. Ha 28 anni. Non so per quali motivi gli altri anni è andato a corrente alternata. Come tutti, non può giocare sempre bene. Ma spero che continui a a fare prestazioni positive e a segnare. Lui ora ha trovato più tranquillità in questo momento”. Infine si affronta l’argomento spinoso legato ai rinnovi di Mauro Icardi e Samir Handanovic, entrambi in stand by: è più difficile sostituire un attaccante da 20 gol o un portiere? “È difficile dirlo adesso, magari il mercato ti apre soluzioni che ora non si vedono – conclude Mancini – vero è che se hai un attaccante così e lo perdi… Però allo stesso tempo può portarti soldi per acquistarne altri 2-3 giocatori per migliorare la squadra. Tra cui un attaccante, perché una squadra che vince ha bisogno di un attaccante che segni 20 gol all’anno“.

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