Dichiarazioni Sacchi, ancora critiche. A difenderlo solo leghisti e fascisti

Pubblicato il autore: Leandro Bianco Segui

Dopo il Tweet di Blatter, che si è detto scioccato per le dichiarazioni di Sacchi, l’ex c.t. azzurro si è beccato pure le critiche di Fiona May e Cècile Kyenge. A prendere le sue difese invece sono stati Salvini, Capello e Ancelotti, tre persone che hanno molte cose in comune…

dichiarazioni sacchi

DICHIARAZIONI SACCHI, CONTINUANO LE POLEMICHE

Non si arrestano le polemiche dopo le dichiarazioni rilasciate lunedì sera da Arrigo Sacchi a proposito della presenza di numerosi giocatori extracomunitari nel calcio italiano. Dopo le critiche di Mino Raiola e Gary Lineker e l’intervento del Sottosegretario Graziano Delrio per il Governo, altri esponenti del mondo dello sport, delle istituzioni e della politica sono intervenuti sul caso Sacchi. Ieri mattina era stato il Presidente della Fifa, Joseph Blatter, a condannare quanto detto da Sacchi. Poi nel pomeriggio sono arrivate anche le critiche dell’ex atleta Fiona May e dell’europarlamentare del PdCècile Kyenge. Mercoledì è stato anche il giorno in cui sono arrivati i primi interventi in difesa di Sacchi, ovvero quello del leader della Lega Nord, Matteo Salvini e dei suoi colleghi Fabio Capello e Carlo Ancelotti.

DICHIARAZIONI SACCHI,  MAY: “EDUCARE LE NUOVE GENERAZIONI”

“Sono rimasta scioccata, è una cosa che non bisogna dire, a maggior ragione se si è personaggi pubblici come lui. Me lo sarei aspettato da altri, ma non da lui”. Commenta così le parole di Sacchi, Fiona May, presidente della commissione della Federcalcio per l’integrazione e la lotta al razzismo, creata dal presidente della FigcCarlo Tavecchio, ad agosto dopo le polemiche scatenate dallo stesso Tavecchio, che aveva definito “mangiabanane” i giocatori extracomunitari. Intervistata da Radio Capital, la May ha spiegato che “il razzismo è molto più radicato nel calcio rispetto agli altri sport. Si vede di più, ma lo sapevo bene: sono tifosa, della Fiorentina in Italia e del Chelsea in Inghilterra. Lì ho già visto come sono cambiate le cose negli ultimi trent’anni, come è stato risolto il problema degli hooligans. Dal mondo del calcio, comunque, non mi sciocca: parliamoci chiaro, di razzisti ce ne sono tanti. E non soltanto in Italia”. Ieri a Firenze è partito il progetto ‘Razzisti? Una brutta razza‘, un tour per sensibilizzare i giovani sul problema razzismo promosso dalla commissione presieduta dalla May: “Vogliamo mandare un messaggio: il razzismo è brutto, bruttissimo, che sia contro le religioni o contro le donne, perché siamo tutti uguali. Il mio tour prevede venti tappe in venti mesi, una per ogni regione italiana: fare un solo incontro non avrebbe avuto senso, sarebbe stato uno spreco di tempo e soldi. Sarà importante soprattutto per i ragazzi: puntiamo alle nuove generazioni, a quelli fra i 12 e i 18 anni: parleremo il loro linguaggio per farli riflettere, e se il tour non toccherà la loro città potranno sempre seguirci via twitter”.

DICHIARAZIONI SACCHI, KYENGE: “UN’ALTRA GAFFE? NON CREDO”

Sul caso Sacchi è intervenuta anche l’europarlamentare del Pd, già Ministro per l’Integrazione del Governo Letta, Cècile Kyenge, che in un post su Facebook ha scritto: “Sono parole che pesano, soprattutto se a pronunciarle è l’ex ct della nazionale. Sacchi ha sbagliato. Dopo Tavecchio, che, se non altro, ha avuto l’immediata consapevolezza della gravità delle proprie parole, siamo nuovamente costretti a sentire frasi come ‘Non sono razzista, ma’. Ebbene, i giocatori neri minerebbero l’identità italiana. La domanda allora viene spontanea: cosa si intende oggi per identità italiana? Ecco, io la risposta la conosco. Ma troppi ancora non la conoscono. Un’altra gaffe? Non credo”.

DICHIARAZIONI SACCHI, SALVINI: “UN ABBRACCIO AD ARRIGO”

Molti si chiedevano come mai ancora non fosse intervenuto sul caso Sacchi. Un argomento come quello che riguarda il razzismo e la presenza degli extracomunitari in Italia è pane per i suoi denti. E infatti Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, anche in questa occasione non si è smentito. Il leader del Carroccio, in un post su Facebook, questa mattina ha scritto: “Il Ministero dell’Interno attacca Sindaci e Governatori della Lega perché non accolgono abbastanza immigrati? BRAVI gli amministratori Leghisti: PRIMA GLI ITALIANI! P.s. Un abbraccio all’uomo e allo sportivo Arrigo Sacchi”. Salvini sa quando può sbilanciarsi e quando no. Infatti quando si parla di Alfano, Renzi o altri esponenti del Governo alza sempre la voce, perché lui sta all’opposizione e questo governo, ahinoi, non è che stia facendo molto bene. Quindi criticare il Governo porta voti. Salvini è già da tempo in campagna elettorale ed è di voti che ha bisogno. Anche il tema degli immigrati clandestini e della loro accoglienza porta voti perché le persone, soprattutto dopo i recenti fatti di Parigi, hanno molta paura. E Salvini è bravo a cavalcare le paure della gente. Sacchi non ha criticato gli sbarchi clandestini, ma i calciatori di colore, sia che vengano regolarmente dall’estero sia che siano cresciuti in Italia. E infatti Salvini si è limitato soltanto ad “un abbraccio ad Arrigo Sacchi”. Niente di più. Le dichiarazioni di Salvini possono essere tradotte così: “Caro Arrigo sono d’accordo con te, anche a me i neri fanno schifo. Ma non posso fare di più per te”. Se avesse scatenato l’inferno, come è solito fare contro il Governo o contro gli sbarchi clandestini, avrebbe rischiato di beccarsi le critiche di tutti e quindi avrebbe perso migliaia di voti. In ogni caso anche se le parole sono state poche, quell’abbraccio vale molto. Come si suol dire: “A volte un gesto conta più di mille parole”. Di certo non ci si aspettava da Salvini una condanna alle dichiarazioni di Sacchi. Andiamo, è di Salvini che stiamo parlando… Mica di quei maledetti comunisti.

DICHIARAZIONI SACCHI, CAPELLO LO DIFENDE: “NON E’ RAZZISMO”

Tra coloro che hanno preso le difese di Arrigo Sacchi, oltre a Salvini, c’è anche Fabio Capello. L’ex allenatore del Real Madrid e attuale ct della Russia, in un’intervista rilasciata al programma ‘Al Primer Toque‘ di “Onda Cero“, si esprime così sulle frasi prounciate lunedì sera dall’ex ct della nazionale: “Sacchi non si riferisce al colore della pelle, il suo discorso non ha nulla a che vedere con il razzismo. Il problema è che abbiamo bisogno di un numero maggiore di giocatori italiani, che si recuperi un’identità italiana nelle nostre squadre”. Chi non ha letto e non conosce la biografia di Capello, potrebbe stupirsi. Coloro che invece l’hanno letta e la conoscono, non sono affatto stupidi dal fatto che Capello sia d’accordo con Sacchi. “Ho votato tanti partiti diversi: Psi, Pri, Dc per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. Berlusconi è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora”. Diceva questo Fabio Capello in un’intervista a “L’Espresso” nel 2006. In quell’intervista è possibile vedere un Capello dichiaratamente di destra, molto cattolico e conservatore. Diceva di essere contro l’aborto e di apprezzare Papa Ratzinger“C’era bisogno nella Chiesa di una sterzatina tradizionalista”, disse a proposito dell’elezione di Benedetto XVI (chissà che cosa pensa adesso di Papa Francesco). Ecco perché non è una novità il fatto che Capello sui giocatori extracomunitari la pensi come Sacchi. Non c’è da stupirsi se uno che vota da anni un po’ la Lega e un po’ il partito personale di Berlusconi (Forza Italia ndr) sia contro le persone di colore e contro coloro che provengono da altri Paesi. E riguardo Capello si potrebbe pensare la stessa cosa che qualcuno ha pensato a proposito del berlusconiano Sacchi: caro Fabio, non è che adesso ti sei fatto ammaliare da Salvini e sei tornato a votare per la Lega Nord?

DICHIARAZIONI SACCHI, IL BUON ARRIGO TORNA A DIFENDERSI

Sempre nella giornata di mercoledì Arrigo Sacchi è tornato a difendersi. L’ex c.t., che aveva dichiarato di non voler più parlare con la stampa, si è prima difeso con un articolo di suo pugno sulla Gazzetta dello Sport e poi ribadito la propria posizione a Mediaset: “Sono stupito di quello che è successo ma neanche troppo: so benissimo che in questo mondo il populismo è all’ordine del giorno. Sono 42 anni che sono nel calcio e non mi è stato mai detto di essere un razzista. E non credo di esserlo diventato ora che ho 68 anni. Ho allenato giocatori di colore. Evidentemente sono stato disattento, ho spiegato male quali erano i problemi attuali del calcio italiano e uno di questi è che c’è un’affluenza troppo massiccia di giocatori stranieri. Negli altri paesi c’è un orgoglio diverso. Qui c’è anche un business: si commercia sulla pelle dei ragazzi, che vengono qui pensando di aver realizzato un sogno, quando magari non sono nemmeno stati visionati”.  Lasciando stare il fatto che adesso li chiami giocatori stranieri e non più “neri”, ma perché Sacchi continua ad insistere con la tesi secondo cui uno dei problemi del calcio italiano è la presenza massiccia di giocatori stranieri? A parte che non è così e abbiamo già spiegato qui perché. Ma poi vietare ad un calciatore di giocare dove vuole a causa della sua etnia e della sua provenienza non è forse razzismo? E basta con questa storia dell’orgoglio nazionale, sappiamo tutti che è diventata soltanto una parola con cui giustificare la propria xenofobia. L’orgoglio è un’altra cosa.

DICHIARAZIONI SACCHI, ANCELOTTI CHOC: “MOLTI NEMICI, MOLTO ONORE”

Sul caso Sacchi è intervenuto anche Carlo Ancelotti, suo allievo al Milan da giocatore e suo collaboratore in Nazionale come assistente al Mondiale del 1994. L’allenatore del Real Madrid, dopo che la sua squadra ha battuto per 2-0 lo Schalke 04 nella gara d’andata degli ottavi di Champions, si è presentato davanti alle telecamere per l’intervista post-partita di rito e, collegato con gli studi di Mediaset, si è rivolto ad una persona particolare: “Saluto Arrigo Sacchi: molti nemici, molto onore”. La frase è uno slogan fascista e sta già scatenando numerose polemiche sul web. Una frase stupida e che si poteva sicuramente evitare. Se proprio voleva essere vicino al suo amico Sacchi, Ancelotti avrebbe fatto meglio a stare zitto perché adesso nella bufera ci è finito proprio lui e nelle prossime ore si parlerà di un altro caso, ovvero del suo caso. E non è una coincidenza che lo stesso Ancelotti, se si indaga sulle sue idee politiche, venga annoverato tra i “forzisti” di ferro, ovvero tra coloro che hanno sempre votato e sostenuto Silvio Berlusconi. L’allenatore emiliano è un uomo di destra e come Sacchi e Capello ha un’idea ben precisa sugli stranieri. E anche per lui sarebbe curioso sapere per chi vota in questo momento. Se Ancelotti la pensa come Sacchi sugli stranieri perché allora non si dimette da allenatore del Real, che è una squadra straniera composta quindi da giocatori stranieri, rinunciando anche al suo grosso stipendio? In ogni caso per ora non vogliamo fare altre riflessioni o supposizioni. Ci limitiamo soltanto a ribadire, con indignazione e con profondo disgusto per le frasi di Sacchi prima e di Ancelotti dopo, che razzismo e fascismo sono da condannare sempre, sia nel calcio che fuori dal calcio.

Non è un caso che, girando per il web e dando un’occhiata ai social network in queste ore, si può notare come ad essere d’accordo con Sacchi siano quasi soltanto persone dichiaratamente di destra: leghisti, berlusconiani e neofascisti. “Viva Arrigo Sacchi”,  “Grande Sacchi, l’Italia agli ITALIANI”“Bravo Arrigo, hai ragione”, “Sacchi ha detto una cosa giusta solo che gli intellettuali e i giornalisti di sinistra lo faranno passare per razzista”, sono alcuni dei commenti che si leggono nella pagina Facebook di Salvini. Ma non solo la pagina di Salvini. Basta andare in uno dei numerosi gruppi di Facebook sul calcio e le persone che commentano positivamente le parole di Sacchi o hanno Mussolini nell’immagine del profilo o sono fan di Salvini e Berlusconi. Poi, se qualcuna di queste persone è anche amministratore di un gruppo, capita anche che censuri i commenti critici verso Sacchi, giusto per non farsi mancare nulla. La stessa cosa si può notare sugli altri altri social network. E questo deve farci riflettere molto.

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