Icardi Chiambretti: “Rimango fino a fine contratto. Maradona? Non me ne frega niente!”

Pubblicato il autore: TonyR Segui

Icardi Chiambretti

Icardi Chiambretti: ecco la prima bomba del nuovo show “Grand Hotel Chiambretti” del comico di fede torinista, andato in onda ieri in seconda serata, su Canale 5. In compagnia del bomber nerazzurro, l’inseparabile compagna Wanda Nara, che da poco ha regalato all’attaccante argentino la sua prima figlia Francesca. E Icardi, da Chiambretti, tranquillizza i tifosi nerazzurri: Ho 5 anni di contratto. Me ne mancano 3. Penso che rimarrò qui fino alla fine del contratto. Maradona? Non me ne frega niente“.

Icardi Chiambretti, uno “spettacolo”. Il bomber nerazzurro si è reso protagonista assoluto della serata, rispondendo per le rime alle frecciatine del Piero nazionale. Infatti, appena Chiambretti ha incalzato con “Ma in Inghilterra ti darebbero 3 milioni di euro a stagione e non gli ottocento mila che ti danno all’Inter (ndr, con un video è stato mostrato che il bomber argentino ha speso circa 700.000 euro di regali per la sua Wanda Nara)…braccino corto dell’Inter o colpa del procuratore?”, Icardi ha risposto “Probabile. Ma se mi vogliono in Inghilterra devono parlare con l’Inter“. E lì, giù sorrisi ed applausi. Ma Icardi Chiambretti, come già detto, è stato un modo per conoscere tutta la vita del bomber argentino, a partire dalla carriera, che lo ha visto viaggiare dall’Argentina alle Canarie per arrivare al Barcellona e poi in Serie A alla Sampdoria: “Ero molto giovane e ho scelto un’altra strada. Ho deciso di andare alla Samp perché facevano un calcio come volevo io. A Barcellona sono tutti bassi e giocano palla a terra. Messi? L’ho conosciuto a Barcellona. Perché vomita spesso? Lo stress per essere il numero uno. Tra lui e Cristiano Ronaldo, scelgo Messi. Come è il calcio italiano? Qui si gioca più sul fisico, in Spagna più con la palla. A giocare a calcio gli italiani sono scarsi, a pressare e dare botte invece sono bravi. Dicono ci siano troppi stranieri in Italia? Se i giocatori di colore sono bravi, è giusto così e vale anche per i sudamericani come me. Però, è vero che se ce ne sono troppi, i giovani italiani faticano a debuttare”.

Icardi Chiambretti è stato anche un modo per chiarire il motivo dei vari litigi: con i tifosi a Reggio Emilia e con Osvaldo: “Mi ero arrabbiato perché in curva c’era un bambino e io i pantaloncini li avevo dati a lui. Noi per loro siamo un esempio. Poi c’è stato un faccia a faccia con uno della curva. Un faccia a faccia molto duro. Ma abbiamo capito che eravamo un po’ nervosi. La settimana dopo non ho esultato? Ci sono tanti motivi. Non solo per quello che era successo, anche se ero ancora in po’ arrabbiato. Ma ci siamo visti nel parcheggio ed è finita lì”. E sul litigio del 6 gennaio con Osvaldo durante la gara contro la Juventus a Torino. “Sono sempre il protagonista. Cosa è successo nello spogliatoio? Non sono entrato. Non so niente. L’indomani io e Osvaldo ci siamo visti ad Appiano e lui era un po’ nervoso”. Immancabile poi, qualche domanda sulla vita privata, vista anche la presenza di Wanda Nara, la show girl argentina consorte di Icardi e madre della loro primogenita Francesca:Maxi si è infastidito quando i nostri figli hanno indossato la maglia di Mauro? I bambini vanno a tutte le partite e mangiano grazie all’Inter. I bambini crescono e scelgono la loro strada. Da madre, devo aiutarli nelle scelte”. E sulla famosa mancata stretta di mano dello scorso anno a Genova, nel match tra Sampdoria e Inter, Wandita ha aggiunto: “I giocatori devono sempre dare l’esempio. Maxi Lopez avrebbe dovuta dargliela. Anche perché una settimana prima ha salutato Mauro a casa al compleanno del figlio. Forse lo ha fatto per fare show“.

Infine l’intervista Icardi Chiambretti si conclude con una battuta sul Pibe de Oro: “Maradona dice che sono un traditore? Non me ne frega niente. Io faccio la mia vita e sono felice con Wanda. Alla fine dei miei giorni preferirò essere entrato nella storia o passare alla cassa? Se posso, tutti e due. Se faccio la storia, ho tanta cassa“.

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