Inter, Mancini parla a Sky: “Noi come il City? Ci credo”

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

intervista mancini

 

Un Roberto Mancini a 360 gradi quello ospite in studio a Sky Sport 24. Nella lunga intervista concessa all’emittente satellitare vengono toccati molti argomenti, a partire dai singoli fino ad arrivare ovviamente alla squadra. Le prime domande riguardano il mercato invernale. A chi gli chiede come abbia fatto a convincere il presidente a rinforzare la squadra e giocatori di livello a sposare il progetto nerazzurro nonostante altre offerte importanti, il tecnico dell’Inter risponde così: “Il presidente è la persona che aiuta l’allenatore e la squadra, senza di lui non si potrebbe fare nulla. È importante, quindi, che Thohir ci abbia supportato. I nuovi arrivati hanno scelto l’Inter perchè è un grande club e ha una storia enorme alle spalle. Abbiamo preso giocatori utili per il presente e per il futuro. Purtroppo abbiamo perso delle partite assurde, sono dispiaciuto soprattutto per i giocatori che ce la stanno mettendo tutta, e chiaramente anche per i tifosi”. Quanto tempo serve per tornare a vincere? “Il mio City prima che arrivassi lottava in fondo alla classifica. Spero che l’Inter possa arrivare agli stessi livelli. È normale che serva pazienza perché la squadra negli ultimi due anni aveva attuato un certo tipo di modulo e adesso stiamo cambiando le cose – prosegue Mancini- i ragazzi, però, mi seguono alla lettera e la vittoria di domenica è stata una grande felicità, anche per i nostri tifosi. In ogni caso, dobbiamo lavorare ancora molto perchè quando si prende una squadra in corsa bisogna migliorare in tante cose. La cosa più importante è raggiungere certi obiettivi alla fine della stagione”. Si passa quindi a parlare dei giocatori.

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Kovacic è un giocatore molto importante perché ha qualità tecniche enormi: l’Inter ci ha puntato ora e per il futuro, a lunga scadenza. Ma non dimentichiamo che ha 20 anni e a quest’età non può prendersi la squadra sulle spalle soprattutto nei momenti difficili. Un giorno potrà giocare alla Pirlo, trequartista, seconda punta, dipenderà da lui”. Poi: “Ranocchia è in grado di comandare il reparto, bisogna lavorarci, non è una così scontata: quando si è abituati a giocare a cinque, passare a quattro cambia molto, a cinque puoi prenderti qualche rischio in più. Guarin? Tutti noi facciamo delle scelte sbagliate ogni giorno, può capitare che faccia qualche errore quando gioca, è difficile scegliere in una frazione di secondo cosa fare. Ma in questi due mesi ha avuto un rendimento enorme. Icardi è un bravissimo ragazzo ed è molto semplice da gestire. È un attaccante giovane e deve crescere, ma ha una qualità importantissima: fa tanti gol. Poi sa che deve migliorare in certe fasi di gioco, ma ha tutto il tempo per farlo avendo solo 22 anni. Hernanes? È un ragazzo fantastico. Quando sono arrivato non stava bene fisicamente, ma da qui in avanti sarà una pedina importante per noi”.

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Sul mercato dunque, che ha registrato diversi movimenti in entrata e in uscita e altri ancora ne potrebbe comportare a giugno: “Brozovic è un acquisto di Ausilio, un giocatore che l’Inter visionava da tempo. Abbiamo deciso di puntare su di lui perchè è giovane. Ovviamente ha bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi, ma ha già dimostrato di avere delle qualità – spiega Mancini – Handanovic sacrificabile sul mercato? È uno dei migliori portieri al mondo, non è detto che dovremo per forza vendere qualcuno in estate. Yaya Tourè a giugno? Per me è uno dei migliori giocatori al mondo. Non è una cosa semplice, perchè è un giocatore del City. Dipenderà da lui se vorrà fare un’esperienza nel campionato italiano. Sarebbe importante non solo per l’Inter ma anche per il prestigio della Serie A. Osvaldo? A volte quando si esagera non si può più andare avanti, ma ci siamo chiariti. È un giocatore bravo e gli auguro di fare benissimo al Boca”. E su Shaqiri e Podolski: “Negli ultimi 4-5 mesi Podolski aveva giocato una sola partita intera. Shaqiri era fermo da un mese circa, è più giovane e sembra che sia più brillante, sta ritrovando la migliore condizione”. Infine sui prossimi impegni tra campionato ed Europa, il tecnico di Jesi commenta: “L’Europa League è una competizione piena di grandi squadre e non sarà semplice. Il blasone del club, però, conta molto e l’Inter recentemente ha trionfato in Europa, conquistando la Champions League. È difficile fissare adesso un traguardo, ma proveremo ad andare avanti il più possibile. La trasferta di Bergamo? L’Atalanta è un’ottima squadra, anche se è in una situazione di classifica non semplicissima. Andremo su un campo difficile, contro una squadra guidata da un allenatore esperto. Dovremo fare un’ottima partita per poter vincere”.

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