Ljajic e le bizzarre previsioni del signor Corvino

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

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Pantaleo Corvino, un bel passato di direttore sportivo della Fiorentina, quel 4 dicembre dell’anno scorso, riemergendo da un silenzio forse per lui insopportabile, non riuscì a contenersi: “Ljajic? –sentenziò il nostro ai microfoni dell’emittente radiofonica Radio Radio- Non diventerà mai un campione. Infatti, nel calcio ci sono giocatori che non diventeranno mai grandi a causa del loro comportamento dentro e fuori del campo. E questo è anche il caso di Ljajic “.

Quoque tu, Pantaleo, verrebbe da esclamare! Proprio tu, che hai scoperto Ljajic e che lo hai portato in Italia? Misteri del calcio, misteri di un personaggio che, evidentemente, ama contraddirsi spesso. Perché, esattamente sette mesi prima di quella incauta “sparata” radiofonica, presso un’altra emittente, aveva dichiarato l’esatto contrario: di quanto cioè Ljajic fosse forte e avesse la possibilità di crescere. Si direbbe che Corvino parla bene della sua ex creatura Ljajic a giorni alterni.

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Ma, incidente diplomatico a parte, siamo felici soprattutto per Ljajic. Che già da mesi sta dimostrando di quanto sia forte, maturo e indispensabile per questa Roma. Ljajic è il miglior realizzatore giallorosso in campionato e, ieri, decisivo nella battaglia di Rotterdam. Così come la tempra da leader che pian piano si va formando, con quella dedica a Gervinho per il gol. Una dedica contro il razzismo e per il suo compagno. Ljajic anche uomo-spogliatoio, si direbbe. Il diamante grezzo ha definitivamente preso forma.

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