Pjanic, da erede di Totti a anonimo comprimario

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

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Miralem Pjanic aveva rinnovato lo scorso anno il suo contratto con la Roma. Quello nuovo scadrà nel 2018. Un contratto lungo, importante, a cifre astronomiche. In quei giorni di maggio, quando il trionfalismo di certa stampa di corte regnava, si dicevano cose mirabili del folletto bosniaco. Tipiche di una città bella, esagerata, ingannatrice. Che spesso parla, discute, gioisce; per poi criticare, deprimersi, piangere. E’ il bello e cattivo di Roma. E’ il bello e cattivo di Miralem Pjanic, talento, finora, mai compiutamente sbocciato. Forse un giocatore sopravvalutato; o forse un campione potenziale che ancora non sembra esploso completamente. Ma l’errore di valutazione della Roma, oggi come oggi, risulta lampante: via Benatia, uno che ti aveva sistemato la difesa (così come aveva fatto qualche tempo prima Marquinhos, anche lui ceduto incautamente), e sotto con il rinnovo di Pjanic. Un rinnovo milionario, del tutto sproporzionato rispetto all’effettivo rendimento in campo del centrocampista bosniaco. Certi osanna, a sentirli ora, fanno accapponare la pelle: Pjanic il principino, è lui l’erede di Totti, si urlava in quei salotti romani dove l’unica cosa buona e giusta sembra quella di produrre fumo e non arrosto. Ma per essere l’erede del re dei re giallorossi, ci vuole ben altro. Peccato che nessuno, colpito da improvvisa ubriacatura tipica della città, se ne sia mai accorto. Peccato che quasi tutti abbiano avallato una politica societaria suicida, improntata a smantellare per due stagioni consecutive una difesa che era la migliore d’Europa.

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E peccato che Miralem Pjanic abbia tradito le attese. Ma forse, non è neppure troppo e solo colpa sua. Garcia lo fa giocare lontano dalla porta. Pjanic fa il passaggetto a due metri, svolge il compitino come lo scolaro diligente. Ma non ha acuti, non ha guizzi. Il bonsiaco, alle prese con un problema tendineo, ci fa sapere il Ds Sabatini, si è incupito, intristito, dietro quei suoi colpi da genio mai esplosi. Non sarebbe il caso di farlo giocare più avanti? Ma, nel caos generale della Roma di questi giorni, la richiesta rischia di risultare vana e temeraria. Intanto Miralem Pjanic rimane un mistero. Da erede di Totti a anonimo comprimario. E la storia di un campione mancato. Se la personalità c’è, bisogna dimostrarlo adesso.

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