Verona Roma, Garcia in conferenza stampa: “Inutile parlare di primo posto”

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Per la prima volta il tecnico romanista dice di non pensare allo scudetto. Dichiarazioni che contraddicono quelle fatte qualche mese fa in cui il francese diceva con sicurezza che i capitolini a fine campionato avrebbero conquistato il tricolore.

La Roma nelle ultime giornate è apparsa abulica e poco motivata: “Bisogna mettere tutto in campo e poi vincere, questa è la prima medicina per ritrovare le motivazioni giuste. Occorre che i giocatori non perdano fiducia il loro stessi e nel progetto di squadra, su questo sto lavorando mostrando loro ciò che hanno saputo fare nel passato recente”. Dopo la vittoria della Juventus contro l’Atalanta la Roma rischia di scendere in campo con ulteriori pressioni: “Non credo sia così, nella nostra condizione siamo obbligati a vincere senza fare altri pensieri. Finché non si vince è inutile parlare di primo posto, soprattutto con dieci punti di distacco. La Juventus ieri ha trovato la vittoria grazie alla prodezza di un singolo, anche noi abbiamo la possibilità di farlo in giornate in cui si gioca meno bene. Dipende però dall’atteggiamento. E’ chiaro che tutti debbono tornare al 100% senza perder fiducia. Abbiamo tanti leader nello spogliatoi e devono rendersi conto che qualsiasi cosa accada possono risolvere la partita sia con il collettivo che con i singoli”. 

Un focus sul mercato, che Sabatini ha definito sbagliato nei tempi: “Le scelte credo siano state ottime ed il tempo è un qualcosa che non potevamo gestire. Siamo stati penalizzati dall’infortunio di Ibarbo e dall’avere dei giocatori impegnati nella Coppa d’Africa. Tuttavia la responsabilità dei risultati è di tutti, nel bene o nel male”. Nell’ambiente capitolino si comincia ad avvertire un po’ di scetticismo nei confronti del tecnico: “Non credo sia così. Noi stiamo lavorando per rendere grande la Roma e non per farle vincere uno scudetto ogni trent’anni. Lavorando con anticipo saremo forti più spesso ed ogni anno potremo lottare per il titolo. Non aspettiamo di certo di avere il nuovo stadio per ricavarne potere e soldi. Dobbiamo avere più fiducia dall’ambiente, sarebbe un qualcosa buono non solo per la società e i giocatori, ma anche per tutto il resto. La critica è giusta, ma deve essere anche obiettiva. Per avere una Roma forte e stabile servirà tempo, ma su questo punto sul presidente che arriverà a fine febbraio e potrete chiede a lui maggior informazioni. Sappiamo tutti che i risultati sportivi marciano di pari passo con la potenza economica”.

Negli ultimi tempi la squadra è sembrata arretrare con troppa facilità: “Penso sia vero, come ho detto anche dopo la partita con il Feyenoord. Certo poi spero di non prendere gol in fuorigioco ad ogni partita, anche se devo ricordare che da inizio campionato abbiamo perso due volte. Dalla posizione arretrata dobbiamo avere più compattezza e fare pressing, come è il marchio di fabbrica della Roma”.

Infine una battuta sul rapporto con la squadra: “Bisogna chiedere ai giocatori. Secondo me non è cambiato nulla”.

Lei si sente messo in discussione dai suoi calciatori? Si sente al centro dello spogliatoio della Roma?
“Bisogna chiedere ai giocatori. Non vedo nessun cambio di atteggiamento tra loro e me, ovviamente. Chiedetelo ai giocatori, mi sembra una cosa intelligente”.

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