Braida racconta: “Galliani non voleva Shevchenko”

Pubblicato il autore: Matteo Testa Segui

Shevchenko

Quasi tutti i tifosi del Milan ricordano Andriy Shevchenko con enorme affetto. L’ex attaccante ha siglato 175 gol in 319 presenze con la maglia rossonera (secondo miglior marcatore di sempre dietro Gunnar Nordhal) e in sette stagioni ha collezionato uno scudetto, una Supercoppa europea, una Supercoppa italiana, una Champions League e una Coppa Italia. Nel 2004 lo “Zar” ucraino ha inoltre vinto il Pallone d’Oro dopo essersi classificato terzo nelle edizioni del 1999 e del 2000. Il suo trasferimento al Chelsea, che è coinciso con l’inizio del declino del club di via Aldo Rossi, ha portato alle lacrime migliaia di tifosi ma l’ex numero 7 avrebbe potuto non approdare mai al Milano. Ariedo Braida, ex direttore generale dei rossoneri e attuale direttore sportivo del Barcellona, ha infatti rivelato un incredibile retroscena riguardante il passaggio di Shevchenko dalla Dinamo Kiev al Milan.

Braida: “Quando Galliani vide Shevchenko disse che ero matto”

Braida ha raccontato in una intervista a “Radio Anch’Io Lo Sport” che all’inizio l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani era molto titubante riguardo l’acquisto di Shevchenko. “Il Milan è sempre una grande società,  – ha rivelato il ds del Barcellona – la porto nel cuore. Non è in un buon momento, ma può tornare in vetta perché ne ha tutte le possibilità. In passato ha avuto tutto i migliori campioni che si potevano comprare, noi abbiamo fatto al Milan grandi cose, prendendo Van Basten, gli olandesi, Sheva, Weah, Savicevic. L’ucraino  – ha continuato Braida  – lo vidi giocare dal vivo e mi era piaciuto tantissimo. Poi lo andammo a vedere con Galliani e non giocò bene, tanto che Adriano mi disse: ‘Ma sei matto a voler prendere questo?’. Ma nessuno può giocare sempre bene, così tornai a Kiev e portai a Sheva una maglietta del Milan, dicendo ad un suo uomo di fiducia che con quella avrebbe vinto il Pallone d’Oro”.

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