Esclusiva, Giannini: “Roma ce la puoi fare. Favori alla Juve? Il dubbio c’è sempre”

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui

intervista giannini roma juve

Giuseppe Giannini per tutti i tifosi della Roma è semplicemente Il Principe, soprannome datogli da Odoacre Chierico per la straordinaria eleganza nel portare palla a testa alta. Un centrocampista dalla classe cristallina, capitano giallorosso per ben nove stagioni, dal 1987 al 1996. Con la Roma 436 presenze complessive condite da 75 gol, una Coppa del Mondo sfiorata, da protagonista, nel Mondiale di casa nostra del 1990 e poi un finale di carriera tra Napoli, Sturm Graz e Lecce. Allenatore dal 2004, indimenticabile la storica promozione del Gallipoli dalla Lega Pro alla Serie B nella stagione 2008-2009.Oggi è il commissario tecnico della nazionale A e di quella Under 23 del Libano.
Alla vigilia della partita più importante di questo campionato tra Roma e Juventus, Giuseppe Giannini racconta in esclusiva per SuperNews i ricordi e gli aneddoti delle sue sfide contro la Vecchia Signora, le sensazioni per la partita di questa sera, con uno sguardo alla sua carriera e al futuro.

Ciao Giuseppe. Come negli Anni Ottanta, Roma e Juventus si contendono il primato in Italia. Che differenza c’è tra la rivalità di allora e quella attuale?
La rivalità di adesso non la sto vivendo direttamente ma soltanto di riflesso. Prima la vivevo da giocatore, ora da tifoso. Però, più o meno, nei cuori dei tifosi la rivalità c’è sempre stata. C’era allora come oggi. E’ sicuramente una partita molto sentita.

Sei stato protagonista di tanti Roma-Juve. Qual è il ricordo più piacevole di quelle sfide? E quello più amaro?
Segnavo spesso alla Juve, era una squadra che mi portava bene. Il ricordo negativo che mi è rimasto è lo Juventus-Roma in cui il guardalinee ostacolò Aldair nel momento in cui stava battendo il fallo laterale (15 gennaio 1995), Credo sia stata una cosa clamorosa. Perdemmo quella partita, non ricordo con quale risultato. Le sfide che ricordo con piacere, invece, sono due: l’1-1 al mio esordio contro la Juventus a Torino ed un altro 1-1 in cui feci gol da lontano, stavamo perdendo e io pareggiai. 

Riagganciandoci un pò a quello che hai detto, ti chiedo se condividi le parole di Totti, al termine del match d’andata, in cui disse: “Finchè ci sarà la Juve arriveremo sempre secondi.” Era una sensazione che avevi anche tu in campo?
Lì per lì non ti accorgi o perlomeno pensi che gli episodi siano casuali. Poi, riflettendo, con l’esperienza e con tutto quello che è uscito fuori in questi anni attraverso i processi qualche dubbio ti rimane sempre. Bisogna comunque riconoscere che stiamo parlando di due grandi squadre e la Juventus, per costanza e tradizione, ha spesso dimostrato di essere la più forte, soprattutto negli ultimi anni.

Su sponda giallorossa quella di stasera è probabilmente la partita più importante della stagione. Se la Roma non vince campionato finito o potrebbe esserci ancora qualche speranza?
Secondo me se non vince diventa quasi impossibile recuperare tutti quei punti. Questa partita devi giocartela per conquistare i tre punti, per accorciare le distanze e poi mettere l’anima e sperare che la Juventus da qui in avanti possa essere distratta dalla Champions League. L’obiettivo, dunque, sono i tre punti.

Oltre a Pirlo, che non ci sarà, c’è un giocatore che toglieresti alla Juventus?
Tevez, ma gli stessi Pogba e Vidal sono fortissimi. Ma tra questi dico Tevez, che spesso ha risolto alla Juventus diverse situazioni difficili.

Entrambe hanno fornito buone prestazioni in Coppa. Che chance hanno di arrivare in fondo alle rispettive competizioni l’una e l’altra?
Credo abbia più possibilità la Roma, perché in Champions League le rivali sono attrezzatissime: parliamo del top, di squadre come Barcellona o Real Madrid. La Roma, con il risultato ottenuto contro il Feyenoord, potrebbe aver riacquistato sicurezza e arrivare fino in fondo.

Domanda secca: chi vince stasera?
Penso che la Roma possa spuntarla, ma per scaramanzia dico che finirà in pareggio.

Cambiamo argomento. Come va l’esperienza con la nazionale libanese?
E’ un esperienza positiva, oltre alla nazionale maggiore ho intrapreso anche un percorso con l’Under 23. Il prossimo mese abbiamo quattro partite per la qualificazione alle Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro, è un impegno molto importante.

Per concludere: prima o poi ti vedremo sulla panchina giallorossa? E’ una cosa che ti piacerebbe?
Il mio obiettivo da qui a due o tre anni è quello di continuare a farmi conoscere anche in paesi stranieri. Non ho velleità, al momento, di sedermi su una panchina italiana. Non voglio essere un sognatore, vivo la realtà e questa dice che sono a Beirut e alleno due nazionali. Questa è la cosa più importante. 

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