Il settimo posto non vale l’Europa, caro Galliani

Pubblicato il autore: Enrico Muntoni Segui

Adriano Galliani

Che in casa Milan la confusione regni sovrana su più fronti e in più ambiti, da quello tecnico a quello societario, è un fatto piuttosto assodato. Ma che una carica importante all’interno del club rossonero come l’amministratore delegato per la parte sportiva come Adriano Galliani, persona abituata per anni a frequentare i salotti buoni del calcio italiano ed internazionale, non conosca i regolamenti Uefa in tema di ammissione alle competizioni europee è un fatto piuttosto grave.
Da qualche settimana a questa parte, il dirigente brianzolo ha ribadito in più di un’occasione – l’ultima prima della partita contro il Cagliari – che il Milan debba guardare alla settima posizione in campionato come ultimo baluardo per accedere alla prossima Europa League, nel caso in cui Napoli o Fiorentina conquistassero il trofeo. Qualora ciò accadesse non si verificherebbe comunque quanto auspicato da Galliani. Cambierebbe solo il fatto di avere una squadra in più in Champions League (chi vince l’Europa League da quest’anno va diretto in Champions) e una in meno in Europa League. L’unico caso (peraltro difficile da pronosticare) in cui l’Italia potrebbe presentare sette formazioni alle coppe europee sarebbe quello in cui una tra Napoli e Fiorentina vincesse l’Europa League arrivando però settima in Serie A.

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