Roma Juve: permettete due parole? (Parte seconda)

Pubblicato il autore: Simone Lettieri Segui

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Roma Juve: il collega de Strobel critica la spettacolarità mancata della partita scudetto, 70 minuti di apatia calcistica. Permettete due parole anche a me. La prima considerazione: le partite importanti spesso terminano per essere tattiche e noiose. Gli ultimi due esempi, la finale mondiale tra Argentina e Germania(e  i campioni non mancavano) e la finale di Champions tra Atletico e Real, almeno sino al novantesimo. Eppure in campo c’erano Cristiano, Bale e Benzema. Sullo stesso argomento oggi Maurizio Pistocchi interveniva, con la sua solita “figliolanza sacchiana”, esprimendo lo stesso concetto e concludendo:” Che succederebbe se Barca-Real o una sfida al top in Inghilterra fosse giocata così’?”. Manca un elemento fondamentale ad entrambe le critiche, o meglio più’ elementi : Messi, Neymar, Suarez, Cr7, Bale, Robben, Ribery, Ibra; e ancora Izco, Iniesta, Van Persie, Lewandoswsky, Falcao, James Rodriguez, Muller, Benzema. Solo per citarne alcuni. Nessuno di questi gioca in Italia. E, al di la’ dell’impostazione tattica, quando le partite sono bloccate la differenza le fanno le giocate dei campioni. La Juventus ieri ha fatto la partita che doveva fare, senza subire un tiro in porta per 70 minuti. In contropiede ha sprecato, e ha sfiorato il gol con un cross di Pereyra sul quale Manolas ha mancato di un niente la propria porta e su un tiro di Vidal. Se fa la stessa partita a Dortmund, con la difesa che i tedeschi hanno mostrato all’andata, la qualificazione dovrebbe essere pacifica. Gli ultimi venti minuti di Roma-Juve invece hanno insegnato, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto la testa e la fiducia contino nel calcio. Con buona pace dell’amico de Strobel e di Pistocchi, prima di gridare al bel gioco o richiamare realtà come Madrid o Barcelona, bisognerebbe fare i conti con quei 6-700 milioni di fatturato- e di fuoriclasse- che in Italia mancano alle squadre di vertice così come a tutto il movimento. E ricordarci che lo spettacolo non è sempre tecnico- mi viene in mente Italia-Olanda, semifinale Europei del 2000, una delle partite più’ brutte ed emozionanti di sempre.

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