Secondo Repubblica la Fondazione sarebbe il bancomat del calcio italiano

Pubblicato il autore: Danilo Montefiori Segui

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Potrebbe essere in rampa di lancio un nuovo scandalo sul mondo del calcio. Come raccontato oggi da un’inchiesta del quotidiano La Repubblica sarebbe la Fondazione il vero modo per distrarre fondi utilizzato negli ultimi anni dai dirigenti del pallone. Ci si aspetterebbe un meccanismo complesso e difficilmente scopribile, invece è tutto molto più facile. Per capirne il funzionamento occorre partire dalla legge Melandri del 2008 che decide come la Lega di Serie A devolva “una quota delle risorse economiche e finanziarie derivanti dalla commercializzazione dei diritti tv allo sviluppo dei settori giovanili delle società professionistiche, al sostegno degli investimenti per la sicurezza, anche infrastrutturale, degli impianti sportivi, e al finanziamento di almeno due progetti per anno finalizzati a sostenere discipline sportive diverse da quelle calcistiche“. Teoricamente, come riportato da Repubblica: “la Fondazione dovrebbe ricevere attraverso un “ente veicolo” (Lega B, Lega Pro, Lega Dilettanti, Federazione basket e Coni) i progetti delle singole società, valutarli, scegliere i più utili o i più importanti e poi finanziarli. In pratica, invece dei progetti, vengono valutati, ovviamente su base esclusivamente politica, i “veicoli” e cioè i presidenti delle leghe a cui fare un favore”.

Ma non sarebbe tutto qui, sempre secondo il quotidiano La Repubblica: “La Fondazione è infatti la seconda gamba del sistema che in questo momento controlla il calcio italiano. La prima è Infront, la società vicinissima a Galliani e Lotito capace negli ultimi cinque anni di impadronirsi di tutte le leve del potere. Oggi è: 1) advisor della Lega di A per la vendita dei diritti tv, 2) advisor commerciale della Figc per la Nazionale di calcio, 3) titolare dei diritti di archivio del campionato italiano, 4) fornitrice di mezza serie A per conto della quale gestisce (in perdita) la pubblicità negli stadi e i rapporti commerciali. 5) producer televisivo delle partite”. Insomma, i più pessimisti paventano già una nuova estate di indagini e scandali. La realtà è che il sistema Calcio in Italia ha vissuto nella totale opacità per decenni e far emergere le relazioni nascoste vuol dire modificare equilibri sottili del “mondo di mezzo”. Ci ricordiamo ancora tutti come finì Calciopoli, in questo caso ci auguriamo che le evidenza siano diverse e che la Fondazione svolga davvero il suo compito istituzionale.

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