Simoni: “Lo scudetto del ’98 lo diano all’Inter”

Pubblicato il autore: Andrea Sicuro Segui

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Dopo le clamorose rivelazioni dell’ex presidente FIGC Franco Carraro, arriva immediata la replica di Gigi Simoni. Argomento del contendere: lo scudetto 1997- 1998, vinto dalla Juventus tra le polemiche in volata sull’Inter allenata proprio dal tecnico di Crevalcore. Intercettato da La Repubblica, Carraro aveva infatti affermato come “quello del ’98 per me fu l’unico campionato veramente falsato a favore della Juventus” e che “ci sono stati dei comportamenti della società che hanno compromesso quel risultato” , in risposta a chi gli chiedeva un commento sulle sentenze di Calciopoli con la Cassazione che ha dichiarato prescritti i reati di quasi tutti i protagonisti dello scandalo che ha sconvolto il calcio italiano nel 2006. L’ex tecnico dell’Inter, che negli anni è più volte tornato sull’argomento, lasciando intendere come quel mancato scudetto vinto fosse una ferita ancora aperta, è quindi intervenuto sulle dichiarazioni di Carraro nella lunga intervista raccolta dalle pagine del quotidiano romano. “Forse è un po’ tardi per dire certe cose… E pensare che quell’episodio mi ha praticamente rovinato la carriera“- racconta Simoni che premette – Sono felicissimo del mio lavoro e di tutto ciò che ho fatto in questo ambiente, ne vado fiero. Sessant’anni di calcio non sono uno scherzo: ho giocato, ho allenato ad alti livelli, dal calcio ho avuto tutto. Ma quello scudetto sarebbe stata la ciliegina, il coronamento di una carriera. E forse chissà, sarei ancora l’allenatore dell’Inter, perché quell’anno vincemmo la Coppa Uefa e arrivammo secondi dietro la Juventus. Avessimo fatto la doppietta, magari sarei ancora lì…“.

Insomma, resta il rammarico di quel traguardo sfumato tra i veleni, il cui apice si è raggiunto nello scontro diretto del 26 aprile ’98 quando i bianconeri vinsero 1-0 sui nerazzurri e si lanciarono nella conquista del tricolore con le squadre allora divise da un solo punto. Nella mente dei tifosi interisti rimane il famoso contatto Iuliano- Ronaldo nell’area della Juve con l’arbitro Ceccarini che non concesse il rigore salvo poi concederlo 20 secondi dopo ai bianconeri per un contatto analogo nell’area dell’Inter. “In campo mi arrabbiai moltissimo – ricorda Simoni – fu la più grande ingiustizia della mia vita sportiva, perché era la partita più importante di tutte. Basti pensare che dopo 17 anni ancora se ne parla, e dire che di episodi contestati in serie A ce ne sono ogni domenica. Ma quell’anno mica ci fu solo il rigore su Ronaldo, eh?“. Va avanti Simoni: “Ci furono tanti altri episodi, due su tutti: Empoli-Juventus, Peruzzi para un tiro dentro la porta di due metri, l’arbitro Rodomonti dice ‘ho visto bene io’ e non convalida il goal, ricordo Peruzzi che si vergognava, non sapeva cosa fare… E in uno Juventus-Udinese Ferrara ricacciò in campo un pallone entrato anche lì di due metri, Cesari non vide nulla. Brutte storie. Non è un caso che i designatori e certi arbitri di quell’anno poi ebbero alcune vicissitudini, diciamo così. Fu una stagione tragica per il nostro campionato. Da ricordare, non da dimenticare. Anzi: da ricordare bene, proprio per non dimenticare…”. L’ex tecnico dell’Inter trova quindi nelle parole di Carraro una conferma di ciò che già sapeva.

Carraro non ha scoperto niente di nuovo – continua – ha detto la verità, forse poteva dirla anche prima, visto che all’epoca era un alto dirigente del calcio italiano. Forse ha avuto delle notizie di recente, su quei fatti? Ma lasciamo stare, tanto ormai è andata e non si può tornare indietro. Però forse non del tutto. Sono parole che non valgono niente, ma forse qualcosa valgono. Danno valore a quello che in questi 17 anni mi hanno detto centinaia, forse migliaia di persone: interisti ma anche, mi creda, juventini, milanisti, tutti… Dicono sempre: “Mister, quello scudetto ve l’hanno rubato“. Carraro ha detto, solo oggi, quello che noi interisti urlammo subito, quello che tutta Italia capì all’istante “. Simoni chiude quindi con una provocazione destinata a rimanere tale, ma che di sicuro non cancellerà la diatriba. “E allora, a questo punto – la butta lì  – potrebbero darci uno scudettino al merito, piccolo piccolo, da appuntare sul petto. Sarebbe carino, no?“.

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