Candreva: “Vestire la maglia della Lazio è un onore e un sogno”

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

candreva Lazio

È ripreso questa mattina il tuo dei giocatori della Lazio nelle scuole nell’ambito del progetto “Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”, volto alla promozione della formazione della cultura sportiva. Questa mattina Candreva, Biglia, Onazi e Ciani hanno incontrato gli studenti che gli hanno rivolto alcune domande inerenti alla loro esperienza di vita e ovviamente alla Lazio. Significative le parole di Antonio Candreva che ha parlato del suo rapporto con la maglia biancocelesti: “Quando sono arrivato alla Lazio ho trovato delle difficoltà, ora mi sento a casa. Vestire questa maglia è un onore e un sogno che si è avverato. Sono orgoglioso di indossare questa maglia perché è il simbolo di questa città”Poi ha raccontato come di diventa Campioni: “Serve allenamento e forte determinazione. Ma sono tutte componenti per rendere al meglio in partita. Qualche giocatore fuma, ma con l’attività sportiva riesce a evitare problemi. Certo bisogna evitare anche l’alcol. Diventare calciatore è difficilissimo. Serve sacrificio, umiltà e tanta fortuna. Sacrificarsi significa lavorare tanto, i miei amici da ragazzi si divertivano e io avevo la partita. Sono andato via di casa molto giovane e non ho avuto modo di divertirmi con loro”. Infine un pensiero sulla Nazionale: “Esordire in nazionale? È stata una grande emozione!”. Importanti anche le parole di Ciani che ha affrontato il problema razzismo: “Mi è capitato essere insultato per il colore della pelle, succede sempre. Peccato perché ci sono giocatori di colore ovunque, fa parte del nostro lavoro, noi siamo in campo per fare piacere a tutti e lo facciamo fino alla fine. Essere un idolo è una responsabilità? – ha proseguito il centrale francese – Abbiamo lavorato per arrivare fin qui, per raggiungere il nostro sogno”.  Sogno che si è realizzato anche per Biglia, titolare con la maglia della Nazionale argentina nella finale di un Mondiale: “È il sogno di tutti vestire la maglia del proprio paese, non tutti possono raggiungerlo. La violenza negli stadi? – spiega l’argentino – Si arriva alla violenza per tifare di più. Il calcio deve essere promosso come uno sport per togliere i ragazzi dalla strada, io ho iniziato così grazie a mio padre”.

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