Juventus Lazio: cosa ha funzionato e cosa no

Pubblicato il autore: Marco Ronci Segui

Juventus lazioJUVENTUS LAZIO: COSA HA FUNZIONATO E COSA NO– Con la sconfitta per 2 a 0 ieri sera allo Juventus Stadium, la Lazio interrompe la serie di 8 vittorie(9 considerando quella di coppa Italia). Tevez e Bonucci hanno condannato una Lazio bella, anche se troppo poco cinica e distratta in difesa. Vediamo insieme cosa ha funzionato e cosa no nelle due squadre:

Juventus: COSA HA FUNZIONATO

La Juventus non ha fatto una grande partita, ma ha dimostrato il perché, da 4 anni, domina il campionato italiano: in primis la concretezza. Sotto porta la Juventus fa paura, non sbaglia o spreca mai un’occasione. Poi se davanti hai uno che si chiama Carlitos Tévez, stai sicuro che il gol prima o poi arriva.

Vidal è rinato. El Guerrero è tornato ai livelli che più gli competono: corre, intercetta tanti palloni, imposta e serve l’assist di testa a Tévez per il primo gol. La Juventus ha ritrovato il suo gioiello a centrocampo.

La difesa. Semplicemente perfetti. Bonucci, Chiellini e Barzagli sono più di una sicurezza: si conoscono perfettamente, giocano in linea, concedono pochissimo. Poi se alle spalle hai il portiere più forte del mondo giochi ancora più tranquillo. Un premio in più per Bonucci: difensore solido, con piedi ottimi, in grado di farsi 60 metri di corsa e ( con il bene placet di Cana e Mauricio) segnare il gol del 2 a 0. Sontuoso.

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Juventus: COSA NON HA FUNZIONATO

Il gioco. La Juventus non ha espresso un bel gioco, ma solo quel minimo indispensabile per battere i biancocelesti. Ci vorrà tutt’altra squadra per andare avanti in Champions.

Matri. Non è un giocatore da grande squadra, figuriamoci da Juventus. Inutile per 60′ minuti, riesce a farsi anticipare dalla difesa laziale( che è tutto dire). Superfluo.

Pirlo. Rientrato da poco, si vede che non è il solito geometra perfetto. Saprà riprendersi sicuramente.

Lazio: COSA NON HA FUNZIONATO

La difesa. Non c’è niente da fare: quando manca De Vrij, la difesa balla. E non poco. I biancocelesti avevano trovato un equilibrio più che solito in difesa anche con lo stesso Mauricio che, pur con qualche errore, aveva dimostrato di non giocare male vicino al giovane olandese. Il duo Cana-Mauricio si è dimostrato lento, distratto e troppo disunito, cosa che contro Tévez e compagni non ti puoi permettere. Su due errori dei biancocelesti( rispettivamente sul primo gol sbaglia Mauricio lasciando in gioco Tevez, sul secondo Cana permette a Bonucci di arrivare indisturbato davanti Marchetti) la Juventus ha costruito la sua vittoria. Con i titolari sarebbe stato diverso, ma è inutile piangere sul latte versato.

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Biglia e Cataldi. Il primo, stordito da una gomitata che gli provoca una vistosa ferita alla testa, non si accende mai. Recupera palloni, ma imposta poco. Se non brilla il Principito, la Lazio non va. Danilo, forse deluso dal risultato, si lascia andare e commette quel fallo( non da rosso diretto) inutile e si fa buttare fuori. Ci prova inutilmente da fuori qualche volta senza risultato. Ha 21, la personalità non gli manca, crescerà anche sotto questo aspetto.

Pioli. Non sbaglia formazione( forse poteva mettere dal primo Candreva a posto di Mauri, ma commentare dopo è facile), non sbaglia la preparazione alla gara, ma l’approccio: troppo offensivo e poco concreto. Il mister ha preferito non snaturare il gioco che ha portato la Lazio seconda in classifica, e questo gli fa solo che onore, ma ha dimostrato che, forse, serve qualcosa in più per battere questa Juventus.

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Lazio: COSA HA FUNZIONATO

Il gioco. La Lazio ieri sera ha dimostrato perché è seconda in classifica. La grinta, la voglia di vincere, di conquistare ogni pallone, il pressing sono i soliti marchi di fabbrica di questa squadra. Non avrà funzionato contro questa Juventus, ma a differenza dei precedenti incontri tra le due squadra, questa è stata una bellissima Lazio.

Keita e Felipe. Anche se non è stata la loro migliore partita, non c’è niente da fare: quanto toccano palla si vede palesemente che sono di un altro livello. Marcati a vista dalla difesa bianconera, non hanno ricevuto il supporto dai compagni per provare ad essere veramente pericolosi. Ma per loro solo applausi.

Klose. Quando un giocatore a 36 anni, corre, pressa, non si ferma un attimo, è semplicemente una gioia per gli occhi. La grinta di questa squadra è tutta dentro di lui. Ci prova più di una volta a buttarla alle spalle di Buffon e solo la sfortuna gli impedisce di regalare l’ennesima gioia ai tifosi biancocelesti. Fenomeno intramontabile.

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