Quando Inter-Roma valeva tutto

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

inter roma

Sabato sera a San Siro c’è Inter-Roma. Una partita che fino a poco tempo fa valeva per lo scudetto e oggi conta molto meno. Quasi un romanzo. Soprattutto nelle annate d’oro dell’Inter, quelle dei 4 scudetti di fila e del triplete del 2010. La Roma è stata l’avversaria più tosta dei nerazzurri e anche se non è riuscita a vincere lo scudetto ha fatto sudare i nerazzurri prendendosi qualche soddisfazione non da poco in Coppa Italia e in Supercoppa.

Proprio da lì partiamo, dalla Supercoppa dell’estate del 2006. Occorre però fare un doveroso passo indietro. La nazionale italiana guidata da Marcello Lippi il 9 luglio tinge d’azzurro il cielo di Berlino dove il neo interista Fabio Grosso segna il rigore decisivo contro la Francia e Fabio Cannavaro può alzare la Coppa Del Mondo. Il quarto titolo fa impazzire di gioia tutto il paese, ma già da fine maggio qualcosa sta cambiando. E’ scoppiato il caos con calciopoli che mette nel mirino soprattutto Luciano Moggi e il suo rapporto con gli arbitri. La Juventus dopo aver vinto lo scudetto viene retrocessa d’ufficio, il Milan secondo sarà  penalizzato di 8 punti e resterà in serie A. L’Inter di Roberto Mancini, arrivata terza,  vede consegnarsi a tavolino lo scudetto numero 14, quello delle infinite polemiche.

La stagione ufficiale si apre come sempre con la Supercoppa italiana. L’Inter ha vinto a maggio la sua seconda Coppa Italia di fila sempre con la Roma e adesso ritrova i giallorossi. In campo tra i nerazzurri anche  ex rivali della Juventus come Ibrahimovic e Vieira che furono i pezzi da novanta del mercato.  L’avvio di gara contro la Roma però è da brividi per i tifosi nerazzurri. Dopo 34 minuti la Roma di Luciano Spalletti è avanti per 3-0 con rete di Amantino Mancini e doppietta di Aquilani. I nerazzurri sono molli in difesa e la Roma entra dappertutto. Ad un minuto dalla fine primo tempo però Vieira irrompe di testa su una punizione da sinistra di Figo e accorcia. Mancini al 61′ toglie uno spento Adriano per Hernan Crespo. E’ la svolta. Dopo appena 4 minuti Crespo porta sotto l’Inter e al 74′ ancora Vieira pareggia. L’Inter dimostra di avere orgoglio, la Roma bellissima del primo tempo è sulle ginocchia. Ai supplementari ci pensa Luis Figo con un colpo di gran classe a risolvere l’incontro. E’ il 4-3 finale e la seconda supercoppa di fila dopo quella vinta contro la Juventus a Torino nel 2005 con gol di Veron.

In campionato non c’è storia. L’Inter stravince con 97 punti ma sarà la Roma l’unica squadra ad infliggere una sconfitta ai nerazzurri, proprio a San Siro il 18 aprile 2007. L’Inter con un pari festeggerebbe già il titolo nel turno di recupero della 22°a giornata, rinviata dopo gli incidenti prima di Catania-Palermo e la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti. Al Meazza l’Inter soffre e la Roma passa subito con Perrotta. Giocano un gran calcio i giallorossi ma al 52′ arriva un rigore per i nerazzurri che Materazzi, 12 reti in quella stagione, trasforma con sicurezza. Nel finale però Totti trafigge Julio Cesar su punizione rasoterra  e nel recupero Cassetti completa l’opera con il 3-1 definitivo. Poco male visto che 4 giorni dopo l’Inter festeggia il tricolore a Siena con doppietta di Materazzi. La vera rivincita la Roma se la prende con la Coppa Italia e difende a San Siro il clamoroso 6-2 dell’Olimpico nella finale di andata. L’Inter proverà la rimonta ma si fermerà alle  reti  di Crespo e Cruz. Cordoba viene espulso e con l’uomo in più la Roma fa scattare il micidiale contropiede e mette il sigillo sulla coppa con il solito Perrotta.

La stagione 2007-2008 si apre sempre a Milano e si apre come si è chiusa la precedente. Ovvero con la Roma che alza un trofeo davanti ai nerazzurri. Stavolta la sfida è brutta e si risolve con un rigore di De Rossi a 12 minuti dalla fine. Mancini in campionato capisce che il gap si è assottigliato infatti il duello stavolta è maggiormente serrato, anche se i nerazzurri hanno qualcosa in più. Il 27 febbraio del 2008 la Roma va visita all’Inter distante comunque 9 punti e la gara è un po’ l’ultima spiaggia per le chance scudetto dei giallorossi. Al 38′ Tonetto crossa da sinistra per Francesco Totti che al volo infila Julio Cesar con il mancino. Nella ripresa Maxwell si fa male e Mancini ha già finito le sostituzioni. L’Inter è in 10 e rischia più volte di capitolare. All’84’ viene espulso Mexes per doppia ammonizione. La Roma si innervosisce e l’Inter torna a spingere. Quando però tutto sembra finito spunta lui, Javier Zanetti che al volo di destro fa esplodere i tifosi a pochi istanti dal 90′. Il capitano non può sapere che quello sarà il suo ultimo gol, fondamentale,  in nerazzurro nonostante vesta la maglia della beneamata per altre sei stagioni. Finisce 1-1 con le solite code polemiche. Totti non la prenderà bene, ma la Roma rimonta e resta in gioco fino all’ultima giornata. L’Inter intanto ha lanciato Balotelli dopo l’infortunio ad Ibrahimovic, ma sarà proprio lo svedese a decidere la gara del Tardini. Entra e segna due gol sotto il diluvio mentre la Roma viene raggiunta sull’1-1 a Catania. E’ lo scudetto numero 16. Sei giorni dopo altra rivincita in Coppa Italia per i giallorossi che si impongono 2-1 nella finale secca all’Olimpico. E’ il passo d’addio di Roberto Mancini e l’avvento di Josè Mourinho.

Sempre dalla Roma deve cominciare tutto. Il 24 agosto 2008 è la prima ufficiale del portoghese sulla panchina nerazzurra, ma frasi come non sono un pirla fanno già parte del glossario neroazzurro. L’Inter passa al 18′ con Muntari e sembra controllare bene. Nella ripresa torna sotto la Roma che pareggia con De Rossi. Balotelli segna un gran bel gol, senza esultare ovviamente, e sembra fatta. Al 92′ però tutti si scordano di Vucinic che infila il 2-2. Si va ai rigori. Dagli undici metri sfida prolungata ad oltranza da Totti che coglie la traversa. L’ultima serie propone il derby brasiliano vinto da Julio Cesar che respinge il tiro di Juan. Javier Zanetti invece non commette l’errore del capitano giallorosso e batte Doni regalando il primo titolo a Mourinho. In campionato l’Inter fa tris e stavolta la Roma non è in corsa. In campionato però c’è da segnalare uno spettacolare 3-3-3 nel posticipo del primo marzo con rimonta nerazzurra firmata dalla doppietta di Balotelli e da un gran colpo di testa di Hernan Crespo. In Coppa Italia stavolta sorride l’Inter per 2-1 ai quarti,  ma i nerazzurri verranno schiantati in semifinale dalla Sampdoria di Walter Mazzarri.

Siamo giunti all’epilogo. la stagione 2009-2010 si apre con l’esonero di Spalletti e l’arrivo del romano de Roma Claudio Ranieri. Mourinho sembrava voler chiudere subito la sua esperienza italiana dopo le tante polemiche con la stampa. Ma il portoghese ha una missione: vincere la champions league. E allora resta. Per centrare l’obiettivo viene ceduto Ibrahimovic al Barcellona e arrivano Lucio, Sneijder , Eto’o e Milito per rinforzare la squadra in ogni reparto. Con la Roma è duello fino all’ultima giornata, a San Siro un poco emozionante 1-1 a metà del girone d’andata, e ancora una volta la spunta l’Inter. In un mese Diego Milito segna la rete decisiva in finale di Coppa Italia all’Olimpico contro i giallorossi, quella a Siena regalando lo scudetto numero 18 e l’indimenticabile doppietta al Bernabeu contro il Bayern Monaco che vuol dire alzare la Coppa Dei Campioni dopo 45 anni. La Roma rimpiange di aver gettato uno scudetto quasi vinto perdendo in casa contro la Sampdoria proprio il 25 aprile del 2010. L’Inter però era stata costruita per vincere tutto e ci è riuscita con merito. Mourinho andrà a Madrid e da quel momento niente sarà come prima in casa nerazzurra.

 

 

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: ,