Rivoluzione Milan: tutto partirà dalla fine del campionato

Pubblicato il autore: Enrico Muntoni Segui

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Ancora nove giornate, poi andrà in archivio l’amara stagione del Milan e sarà tempo di rivoluzione. E non è da escludere che quella tecnica inizi prima di quella societaria. A quel punto il nome del nuovo allenatore sarebbe concordato da Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (che dovrebbe rimanere al suo posto almeno per una stagione ancora) assieme al nuovo socio orientale. Un po’ come due anni fa all’Inter con l’investitura di Walter Mazzarri sei mesi prima della transizione da Massimo Moratti a Erick Thohir. Si dice che abbia già cominciato a fare sondaggi con alcuni allenatori (in particolare con Vincenzo Montella) il broker thailandese Bee Taechaubol, il primo a farsi avanti seriamente con Berlusconi. Al ritorno dell’ex premier dalle vacanze pasquali in Sardegna, i due potrebbero di nuovo incontrarsi. Taechaubol ha un piano, messo nero su bianco in un protocollo di intese. Punta a rilevare subito il 20% del club per 195 milioni di euro, per arrivare al 60% nel giro di un anno. Ma prima dovrà dimostrare di aver trovato i capitali. In parte potrebbero essere cinesi, come quelli dietro la seconda cordata, che sarebbe coordinata da Man Fai Lee, meglio noto come Richard Lee, ospite giovedì ad Arcore del presidente rossonero, e di cui farebbe l’uomo più ricco della Cina, Zong Qinghou, presidente di Wahaha, gigante delle bevande. Al suo fianco potrebbero esserci altri magnati cinesi, pronti a realizzare l’input del governo di Pechino, desideroso di imporsi nel mondo del calcio. Il Milan, un brand già affermato da quelle parti, è il prossimo obiettivo dopo l’Atletico Madrid, il cui 20% è stato acquistato dal gruppo Wanda di Wang Jianlin, e il Sochaux, storico club francese, creato dalla Peugeot e oggi in Ligue 2, in trattative con una compagnia di Hong Kong, la Tech Pro Technology Development.

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