De Rossi: “Potevo lasciare la Roma, Gerrard un punto di riferimento”

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui

de rossi

Daniele De Rossi, ospite alla presentazione del nuovo libro del giornalista sportivo Massimo Marianella presso la libreria Feltrinelli di Via Appia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai cronisti:
Sono quindici anni che viaggio per giocare, che è la cosa più bella di tutte. Mi manca viaggiare nelle città dove ho giocato e gioco e ancora e soprattutto mi manca il poterle visitare. Lo stadio che più mi ha impressionato è San Siro, la sua grandezza..già vederlo da fuori fa molto effetto. Anche i nuovi giocatori che vengono nella Roma rimangono impressionati. Da giovane il mio punto di riferimento era Steven Gerrard, un punto di riferimento oltre che un idolo, per tutto quello che ha fatto fuori e dentro al campo.

Continua l’intervento di De Rossi: “Ci sono stati momenti in cui pensavo di cambiare aria, in cui ero indirizzato a fare questo passo grandissimo, ma poi sono rimasto alla Roma, una scelta che mi va bene. Di indole sono uno a cui piace viaggiare e conoscere lingue nuove, provare a vivere lontano dalla famiglia e dagli amici di sempre sarebbe stato come tagliare il cordone ombelicale. Se rivedo le partite che giochiamo? Sì, soprattutto se l’allenatore fa molte sedute video. Comunque tendo a rivedere quelle in cui andiamo bene, l’ultima l’ho vista alle tre di notte; se invece va male preferisco vedermi un film.
De Rossi chiude il suo intervento con le seguenti parole: “Quando smetterò di giocare? Non lo so, l’addio di Gerrard è stato dignitoso, penso sia stato un dolore fortissimo staccarsi da quello che hai cucito addosso per sempre. Spero di lasciarlo il più tardi possibile, quando non sarò più in grado di essere forte. La Roma è il mio grande amore, ho ancora due anni di contratto e due anni volano, ma quando vedrò che gli acciacchi aumenteranno lascerò. Vorrò smettere con la stessa dignità di Gerrard, allontanarmi da Roma quando sarò ancora integro fisicamente. Le bandiere nel calcio italiano? Maldini, applaudito a Firenze da tutto lo stadio, Francesco, applaudito a Milano. Il soprannome Capitan Futuro? Me lo ha dato Tonino Cagnucci, che stimo molto; non è che sia il massimo come soprannome ma va bene. Il derby? Sono ancora tranquillo, ma la tensione salirà presto anche se penso che riuscirò a gestirla.

  •   
  •  
  •  
  •