Inzaghi: “Voglio restare”

Pubblicato il autore: Luca De Iaco Segui

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Ennesima sconfitta per il Milan di Pippo Inzaghi, questa volta il matador è stato un ragazzino di 21 anni, Domenico Berardi, che pare esaltarsi quando vede il rosso delle bandiere milaniste come dimostrano le tre reti segnate nel match delle 12.30 di questo anticipo domenicale. C’è da dire che, seppur le due squadre non lottavano per nessun obiettivo in particolare, è stata una partita combattuta come si può vedere dai molti cartellini gialli e dai due cartellini rossi per la squadra rossonera: uno contestatissimo per doppio giallo a Bonaventura e l’altro per un fallo di frustrazione di Suso. Una partita che non si è fatta mancare nulla, dalla papera di Diego Lopez che ha scatenato il caos con il “gol non gol” del Sassuolo, al bel gioco dimostrato ancora una volta dalla squadra di Di Francesco grazie al quale è riuscito a mettere sotto pressione una imbarazzante difesa rossonera.

Nonostante la dodicesima sconfitta della sua squadra, Inzaghi spiazza tutti nelle interviste del dopo partita, tanto che sul sito gazzetta.it si possono leggere le sue dichiarazioni secondo cui il suo desiderio è quello di voler ancora restare sulla panchina del Milan in quanto sta vedendo un buon gioco da parte dei suoi ragazzi, giustificandosi per la scarsità dei risultati con il problema delle espulsioni come quella di De Sciglio contro il Napoli dopo neanche un minuto di gioco e le due di oggi.
Il problema, forse, è capire perchè una squadra come il Milan sia arrivata a 36 giornate di campionato con il record di cartellini rossi (ben 12), segno evidente che i calciatori rossoneri non giocano con la mentalità tranquilla e lucida tipica di una grande squadra; le continue occasioni in cui si sono ritrovati a dover recuperare uno svantaggio, la mancanza di una idea di gioco, l’assenza di una leadership in campo di un vero capitano (se non si vogliono scomodare leggende come Baresi o Maldini si può citare anche un degno Gattuso) sono stati tutti fattori che hanno dimostrato una mancanza di competenza da parte dell’allenatore ma soprattutto di una dirigenza che ha deciso di “bruciarlo” subito, senza avergli prima fatto provare una sana gavetta in una squadra, ad esempio, come quella del Sassuolo (che lo aveva cercato nella scorsa estate e forse lo cercherà anche in questa) dove non ci sono così tanti fari puntati addosso e in cui l’obiettivo massimo è quello di puntare alla salvezza.

Fortunatamente mancano solo due altre partite prima che questa annata disastrosa finisca, altri 180 minuti di sofferenza (comunque andranno a finire i due incontri) da parte dei tifosi rossoneri che attendono con ansia il nome del nuovo allenatore del Milan considerando che sotto l’aspetto societario solo in panchina si vedranno movimenti in quanto il presidente Berlusconi, come si poteva immaginare, ha deciso che non cederà la maggioranza delle azioni della sua società e quindi si andrà avanti ancora con lo stesso patron rossonero, almeno per il breve futuro, aspettando una mossa decisa di Xi Jinping.

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