Milan: cessione totale delle quote e una nuova dirigenza per la rinascita

Pubblicato il autore: Leandro Bianco Segui

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Dopo la sconfitta di ieri sera contro il Napoli, la terza consecutiva in campionato, il Milan si trova davvero sull’orlo del baratro. Di fronte ad una situazione così disastrosa, parlare esclusivamente delle responsabilità e del futuro di Inzaghi sulla panchina rossonera sarebbe stupido e limitato. Come abbiamo spiegato qualche giorno fa, se il Milan versa in questa crisi certamente la colpa non è soltanto dell’allenatore e il suo esonero in questo momento non cambierebbe nulla. C’è bisogno di un cambiamento radicale all’interno del club di Via Aldo Rossi e questo cambiamento si spera che arrivi dalle attuali trattative per la cessione della società. Due weekend fa a Milano è arrivato il finanziere tailandese Mr. Bee Taechaubol, da tempo interessato ad acquistare il club rossonero. Mr. Bee ha incontrato personalmente il patron rossonero, Silvio Berlusconi, con il quale ha discusso del futuro del Milan e definito i passaggi chiave della transazione, che si dovrebbe chiudere entro 3 o 4 settimane massimo. Inizialmente Mr. Bee ha presentato un’offerta pari a 500 milioni di euro per il 51% del Milan. Dopo un’attesa lunga un giorno Berlusconi ha fatto sapere di voler tenere il 51% e quindi la maggioranza delle quote della società, chiedendo anche la riconferma della figlia Barbara e di Adriano Galliani come amministratori delegati più il ruolo di presidente onorario per sé. Ciò permetterebbe all’ex premier di mantenere un forte potere decisionale all’interno del club. Alla fine dell’incontro Mr. Bee, che non è sembrato affatto dispiaciuto dalla possibilità di entrare con una quota di minoranza in una delle squadre più note al mondo, ha salutato i tifosi con un tweet: “Thank you Milan, see you soon”.

L’incontro di Milano tra Mr. Bee e Silvio Berlusconi è stato confermato anche da Fininvest che, attraverso una nota ufficiale, lo ha definito “positivo”. Secondo la società finanziaria della famiglia Berlusconi, “sono state discusse tematiche centrali per il futuro del club come, per esempio, la valorizzazione e la commercializzazione del brand nei Paesi asiatici, dove si può dare un forte e decisivo impulso per sviluppare i ricavi e reperire così quelle risorse finanziarie indispensabili per allestire un progetto tecnico e sportivo che riporti il club ai vertici del calcio italiano, europeo e mondiale”. Fininvest ha fatto sapere inoltre che “la collaborazione proposta, ancora da definire in molti punti, prevede l’acquisizione da parte di una cordata finanziaria di una quota di minoranza e che il controllo del club rimanga saldamente nelle mani del presidente Silvio Berlusconi e della Fininvest”. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, Berlusconi ha in programma di incontrare altri investitori stranieri dopo Mister Bee: si è parlato di una trattativa parallela con la cordata capitanata dal cinese Mister Lee, che avrebbe dovuto incontrare nella giornata di ieri. Una nota pervenuta da Arcore ieri pomeriggio, però, ha smentito l’esistenza di trattative con cordate cinesi. In ogni caso Mister Bee o Mister Lee che sia, speriamo che chi è interessato ad acquistare il Milan al prossimo incontro con Berlusconi abbia il coraggio di ribaltare le carte sul tavolo, opponendosi ai ricatti del Caimano, e soprattutto la determinazione di continuare la trattativa ad una sola condizione: cessione totale delle quote societarie e una nuova dirigenza.

Nessun posto dunque per la famiglia Berlusconi e per i suoi seguaci: chi pensa di poter continuare ad utilizzare il Milan per i propri interessi economici, politici e personali deve essere mandato via. E’ questa l’unica condizione che può permettere la rinascita del club rossonero. E nessuno si illuda che ci si può accontentare di Berlusconi, purché al suo fianco ci sia un altro proprietario che, anche se sotto forma di quote di minoranza, garantisca i capitali necessari per il rilancio della squadra. Ricordiamoci che la società detiene circa 250 milioni di debiti e che i nuovi capitali, che arriverebbero in caso di cessione parziale delle quote societarie, servirebbero a Berlusconi soprattutto per saldare questi debiti. Il suo unico interesse è quello di non perdere il controllo della società: una volta sanati i conti e assicuratosi le proprie entrate potrebbe decidere di continuare a non investire sulla squadra e di abbandonarla ancora una volta al proprio destino. Checché ne dica la Curva Sud, che sicuramente poteva risparmiarsi le parole di adulazione per Re Silvio nel comunicato sulla cessione, il Milan ha bisogno di tutto fuorché del permanere, sia in maggioranza che in minoranza, dell’attuale proprietà e con essa l’attuale dirigenza. Per questo c’è bisogno di un nuovo proprietario che, oltre a rimettere a posto i conti, garantisca un cambio di rotta in termini di investimenti e una gestione trasparente e onesta della società. Questa è la prima cosa da fare, poi c’è tempo per pensare al nome dell’allenatore che prenderà il posto di Inzaghi e ai nomi dei giocatori da acquistare per la prossima stagione.

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