Le pagelle della stagione Lazio: i promossi e bocciati

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

Pagelle Lazio 2014-15

Le pagelle Lazio stagione 2014-15
Terminata la stagione della Lazio 2014-15 è tempo di bilanci a Formello. Non si commette nessun errore nel definire la stagione biancoceleste quantomeno ottima. La squadra di Pioli, partita da una pessima annata 2013-14, ha saputo ritrovarsi, è ripartita da zero e si è ritrovata con una qualificazione alla Champions League insperata e a un passo dal sogno di vincere la Coppa Italia, sfumata per una questione di centimetri, sbattuta su quel doppio palo colpito da Djordjevic. Quindi il bilancio non può che essere positivo, ma andiamo nello specifico e raccontiamo tutta l’annata biancoceleste attraverso le pagelle della Lazio 2014-15, analizzando la stagione di tutti gli uomini della rosa con i promossi e i bocciati.

PORTIERI

MARCHETTI: VOTO 7
Veniva da un ultimo anno e mezzo davvero tribolato. Dalle stelle era lentamente e inesorabilmente sceso alle stalle. Ma il portierone di Bassano del Grappa ha saputo più volte rialzarsi e l’ha fatto anche quest’anno. Nei taccuini non si ricordano errori gravi né, tuttavia, un importante numero di partite in cui ha fatto la differenza. Le statistiche stagionali, però, ne certificano una ritrovata sicurezza: 30 presenze, 29 gol subiti e 11 gare con la porta imbattuta. RISORTO

BERISHA: VOTO 5.5
Il portiere di riserva, quello che l’anno scorso stava davvero per scalzare Marchetti dall’undici titolare, ha mostrato appieno quello che è: un portiere di riserva, appunto. Poco sicuro, troppi errori e una bella fetta di responsabilità anche sul gol vittoria di Matri nella finale di Coppa Italia. Nella altre gare,(17 presenze, 13 gol subiti e 8 match in cui non ha subito reti), non ha mai mostrato grandissima sicurezza. RISERVA

DIFENSORI

DE VRIJ: VOTO 8
Se ha vinto il premio come miglior difensore del Mondiale ci sarà stato un perché. Inizia con qualche insicurezza, ma non è facile adattarsi a un calcio così diverso da quello che praticava prima. Cresce a vista d’occhio partita dopo partita, dimostra personalità e bravura, pecca a volte di ingenuità. Ma l’apporto alla causa Lazio è eccezionale. Per lui 35 presenze e 1 gol. IMPRESCINDIBILE 

MAURICIO: VOTO 6.5.
La disperazione in casa Lazio per l’infortuno a inizio stagione di Gentiletti è stata davvero tanto. Così a gennaio, Tare è andato a pescare questo granitico difensore dallo Sporting e la Lazio ha ritrovato un po’ di solidità difensiva. Ha commesso qualche errore di troppo, anche nella decisiva finale di Coppa Italia contro la Juventus, ma il suo non è stato un acquisto sbagliato. Un po’ grezzo e ruvido, non ha fatto mancare il suo apporto. Per lui 19 presenze e 1 gol. SENZA FRONZOLI

CANA: VOTO 5.
Il guerriero albanese si è, quasi involontariamente, ritrovato titolare in tutta la prima parte della stagione a causa dell’infortunio accorso a Gentiletti e di qualche problemino fisico di De Vrij. La sua irruenza è costata caro in qualche partita e i suoi errori non si possono contare sulle dita di una mano. Stagione piuttosto negativa per un giocatore che non sa più quale sia il suo ruolo. 20 presenze, 0 gol. SMARRITO

CIANI: VOTO 5.5.
Altro giocatore finito titolare in qualche partita non per scelta tecnica ma perché mancavano i due titolari. Quando ha giocato insieme a Cana sono state partite disastrose, un po’ meglio con gli altri difensori, ma sempre piuttosto insufficiente. Saluterà la Lazio a fine stagione. Non sarà rimpianto. 12 presenze 0 gol. ADIEU

GENTILETTI: VOTO 7
Accolto dai fischi dei tifosi che non conoscevano le sue qualità, si è guadagnato sul campo, in pochissime partite, gli applausi scroscianti del suo pubblico e la delusione per un infortunio gravissimo subito a inizio stagione che l’ha tenuto fuori causa per 6 mesi. Il ritorno con il gol decisivo a Genova contro la Sampdoria e un finale di stagione comunque da applausi certificano la sua importanza per questa squadra. 6 presenze 1 gol. SORPRENDENTE

NOVARETTI: s.v.
Come si fa a giudicare un giocatore che in un’intera stagione ha messo assieme solo 400 minuti in campo, 135 dei quali in Coppa Italia?

RADU: VOTO 6.5.
Partiamo subito con il dire che di certo non è stata la sua migliore stagione e non solo a causa dei problemi fisici che ha avuto. Il ruolo di terzino sinistro come lo intende Pioli non gli si addice molto. Il tecnico vuole un esterno che sappia attaccare, che spinga e sfianchi i propri contrapposti sulla fascia e lui rimane sempre un centrale che, però, ha un po’ dimenticato cosa vuol dire giocare in quel ruolo. Alti e bassi per lui, ma quel gol contro la Juventus in finale di Coppa Italia gli vale un mezzo voto in più. Per lui 29 presenze, 1 gol e 3 assist. FRENATO.

BRAAFHEID VOTO 6.
È stato preso in prova da Tare e nel ritiro ha convinto tutti. In campionato ha avuto le sue possibilità di mettersi in mostra ma mai è stato decisivo, sia nel bene che nel male. Gli scade il contratto a fine giugno, difficile il rinnovo.  18 presenze, 1 assist. METEORA

BASTA 7.5.
È stato probabilmente l’acquisto più indovinato, soprattutto perché su quella fascia si alternavano Konko e Cavanda che spesso si infortunavano ed erano troppo discontinui. Con la sua corsa ha sfiancato tutti gli avversari, la sua resistenza è roba da maratoneta. Peccato per qualche errore, distribuito qua e là, in fase difensiva, ma lui è decisamente giustificato. 33 presenze, 1 gol e 2 assist. INDOMABILE

KONKO: sv.
Konko chi? 5 presenze, 1 assist

CAVANDA: VOTO 6.
Un po’ a sorpresa ha trovato spazio più di Konko perché Pioli predilige un terzino che sappia spingere tanto e che abbia certe doti atletiche. Rimane quello che è, però: una valida alternativa, non di più. 18 presenze, 2 assist. ALTERNATIVA

PEREIRINHA: s.v.
Partito a razzo in ritiro con tanti gol e belle prove non ha convinto Pioli a dargli fiducia. 5 presenze, 0 gol

CENTROCAMPO

BIGLIA VOTO 8.
Dualismo Biglia-Ledesma? Assolutamente no. Pioli l’ha visto in ritiro e gli ha saggiamente affidato le chiavi del gioco, qualunque sia stato il modulo con il quale ha messo in campo la Lazio. Decisivo a più riprese, sempre elegante, veloce nel verticalizzare, buono in interdizione, leader del centrocampo. Il Pincipito ha trovato la sua dimensione e ha ‘ritrovato’ il se stesso rimasto in Belgio l’anno scorso. 31 presenze, 4 gol e 1 assist. LA MENTE

LEDESMA. VOTO 10.
Sarebbe stata una stagione da senza voto fino a un mese fa, quando un infortunio ha messo Biglia KO. Ma in quelle ultime pochissime gare è venuto fuori il carattere del campione biancoceleste che ha piazzato 3 assist in due gare. Ma, al di là di tutto, il voto è figlio quasi esclusivamente della sua carriera in biancoceleste. Il centrocampista lascerà la Lazio a fine mese e non si possono dimenticare nove anni, 259 presenze, 12 gol e 38 assist. Non si può dimenticare una carriera intera con questa maglia. APPLAUSI

PAROLO VOTO 8.5.
Dalla prima all’ultima partita si è speso con tutta l’anima per questa maglia. Lo ritrovi a correre avanti e dietro, un attimo prima è il difensore aggiunto, quello successivo è l’attaccante che prova a chiudere l’azione partita da un suo recupero. Eccezionale negli inserimenti, ottimo tatticamente: è la sua duttilità a permettere a Pioli di inventarsi moduli diversi in ogni attimo della gara. In più 40 gare, 11 gol e 4 assist. Tanta roba. L’UOMO IN PIU’

ONAZI: VOTO 6,5.
È un voto assolutamente generoso perché ha avuto poche occasioni per mettersi in mostra e mai ha lasciato il segno… prima di domenica contro il Napoli, quando con un gol ha spento tutte le speranze partenopee di riuscire a ribaltare la gara e accedere in Champions. Gol che vale una stagione. 19 presenze, 1 gol, 2 assist. DECISIVO

CATALDI: VOTO 7.5
Scommettiamo che la sua consacrazione avverrà l’anno prossimo e che sarà, in pratica, il dodicesimo uomo della Lazio? Quello che sarà spesso il primo a subentrare e che partirà sempre più spesso titolare? Quello che al termine della stagione avrà giocato più partire di tutti? Il giovane della ‘Cantera’ è cresciuto davvero tanto e ha mostrato sin dalla prima gara di avere un grande carattere e un’autorevolezza che è la prova di chi può diventare un campione. Scommettiamo che la prossima stagione farà il suo esordio nella Nazionale italiana?  22 presenze e 5 assist. PREDESTINATO

LULIC: VOTO 6.5
A inizio stagione sembrava tornato il Lulic devastante che due anni fa era diventato eroe, e non per caso, della Lazio. Inizia bene, è utilissimo per la sua duttilità tattica ma poi piano piano evapora fino alle non indimenticabili prestazioni dell’ultimo mese. Riesce a lasciare il segno ancora una volta in Coppa Italia, realizzando il gol vittoria contro il Napoli in semifinale e facendosi trovare, due minuti dopo, sulla proprio linea di porta a spingere fuori un tiro di Insigne pronto a entrare in rete… ma poi poco altro. Per il resto 29 presenze, 4 gol e 9 assist. ALTI E BASSI.

EDERSON: s.v.
Un’altra stagione da ‘Chi l’ha visto? 5 presenze e 1 gol, solo 117 minuti totali in campo

MAURI: VOTO 7.5
Il capitano si ritaglia, un po’ a sorpresa, una stagione da protagonista. La sua qualità migliore è l’intelligenza in campo, sa leggere le partite come pochi e probabilmente farà una grande carriera da allenatore. Ma quest’anno ha disputato una stagione da applausi soprattutto nel mezzo del cammino di questa Lazio. Poi è un po’ sfiorito negli ultimi due mesi, complice qualche infortunio. Ma si può criticare un giocatore di 35 anni che mette assieme 31 presenze, 9 gol e 2 assist. No, non si può. CHAPEAU

ANDERSON: VOTO 8.
È stata finalmente la sua stagione. L’ha voluta con tutte le sue forze, svolgendo un ritiro eccezionale, strappando un posto da titolare e ‘costringendo’ Pioli a cambiare modulo per farlo giocare dal primo minuto. Ha qualità atletiche e tecniche eccezionali, ha fantasia e creatività, è il classico giocatore che ti può sbloccare una partita con una giocata, quello a cui ti affidi se sei in difficoltà… Se passasse un po’ di più la palla e se imparasse da Mauri cosa vuol dire ‘usare la testa’ in campo, diverrebbe un Fuoriclasse. È sulla strada giusta. 37 presenze, 11 gol e 10 assist. IMPRENDIBILE

CANDREVA: VOTO 9.
Devastante! Altra stagione da applausi per il centrocampista factotum della Lazio. Sinistra, destra, centro, sulla trequarti o esterno per lui non cambia nulla: la differenza ormai la fa ovunque. Ha una straripante forza atletica mista a velocità, accelerazione e tecnica. Più passano gli anni e più somiglia, nel modo di giocare, a Pavel Nedved ma, a differenza sua, vede ancora di più la porta anche se non lesina assist ai compagni, cosa in cui è cresciuto molto. Lo testimoniano gli 11 gol e 15 assist in 38 partite stagionali. STRARIPANTE

ATTACCANTI

KEITA: VOTO 5
La delusione più cocente. Poche partite dal primo minuto e se Pioli ha deciso di puntare solo saltuariamente su di lui ci sarà un perché… Ha doti eccezionali ma manca qualcosa di fondamentale, forse la testa o l’abnegazione tattica. Questo lo sa il mister biancoceleste, ma le sole 10 partite in cui è stato schierato dal primo minuto (4 in Coppa Italia) dimostrano con chiarezza che questa è stata la scelta di Pioli. La speranza è che sia stato solo un piccolo anno-no anche perché non si deve dimenticare che ha solo 20 anni e che quest’anno è stato frenato anche dall’esplosione di Anderson. Alla fine mette assieme 29 presenze, 4 gol (3 nelle partite iniziali della Coppa italia) e 4 assist. DESAPARECIDO

DJORDJEVIC: VOTO 7
Partito con i galloni da titolare sembrava proprio che potesse mettere nel soffitto Klose. Tanti gol nel girone d’andata, poi il brutto infortunio che lo ha tenuto fuori per 14 giornate. È tornato forte, ha trovato un gol, purtroppo inutile, contro la Roma e la sfortuna gli ha fatto sbattere la palla sue due pali nella finale di Coppa Italia. Un totale di 27 partite, 9 gol e 3 assist certificano che con lui in campo la Lazio avrebbe potuto fare meglio. Si vedrà l’anno prossimo. Intanto gli consigliano vivamente una gita a Lourdes. SFORTUNATO

KLOSE: VOTO 7.5
Doveva essere finito. Doveva essere comprimario. Doveva essere l’uomo da mettere in campo gli ultimi 30 minuti se serviva un gol. È stato, ancora una volta, l’uomo che ha permesso alla Lazio di fare la differenza in tante partite. Si, è vero, è meno incisivo e decisivo nel gioco della Lazio ma a 37 anni da compiere a giorni, ha realizzato 16 gol, 9 assist e disputato 40 partite. IMMORTALE

PEREA: S.V.
Richiamato di corsa a fine gennaio a causa dell’infortunio di Djordjevic non ha praticamente mai giocato: 62 minuti in totale.

PIOLI: VOTO 9
Perché la Lazio è lui. La squadra che ha messo in campo forse il migliore gioco di tutta la Serie A è figlia del lavoro di Pioli. Coadiuvato da una squadra fatta di uomini veri, che si è messa a completa disposizione del proprio mister, l’artefice di questa Lazio 2.0 rimane lui. Mai banale nello schierare i suoi, grande motivatore, sempre elegante nel non attaccare i colleghi (e Garcia più volta lo avrebbe meritato) né alcune discutibili decisione arbitrarli. Ha avuto il grande coraggio di guardare solo in casa propria, mostrandosi molto umile ma sempre sicuro della qualità dei suo ragazzi, e di presentare una Lazio sempre pronta a mettere in campo il proprio gioco. L’essere riuscito a imbrigliare la Juventus in Coppa, dopo le due sconfitte in campionato, dimostra una dote non da poco: la capacità di saper leggere le gare e di saper imparare dai propri errori. È lui il vero grande acquisto della Lazio. TIMONIERE

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: